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METODOLOGIA BIBLICA

Per un corretto modo di approccio al discernimento critico, qui di seguito, riportiamo una sintesi dei criteri metodologici seguiti nei lavori del Diacono Lorenzo Ventrudo
 

 

 

 

PROGRAMMA MENSILE A.M.E

 

 

 

 

 

5. CONTRO IL NEO-MILLENARISMO (cattolico)
(Stralcio da Lorenzo Ventrudo, Escatologia, fine dei tempi e delle fini, Fede & Cultura,
Verona 2012, pp. 126-151)

Consapevoli della perniciosa e significativa presenza del neo-millenarismo in ambito cattolico, particolarmente ed ampiamente diffuso da pseudo-rivelazioni private o male interpretate, perché contraddittorie all’insegnamento dottrinale del Magistero, per chi intende approfondire l’argomento, riproponiamo la nostra tesi sostenuta in altro lavoro citato. Prendiamo in esame il testo di Ap 20,6-7:

“6Beati e santi coloro che hanno parte alla prima risurrezione: su di loro la seconda morte non ha potere; saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni [(tὰ) kίlia ἔth]- ovvero: per quei mille anni. 7E quando saranno compiuti i mille anni [tὰ kίlia ἔth]… ovvero: E quando saranno compiuti quei mille anni ”.

É possibile la traduzione con l’aggettivo dimostrativo quei? Generalmente gli studiosi traducono dal greco tὰ kίlia ἔth con “i mille anni”. Ammetto la mia incompetenza, per cui mi sottometto al giudizio competente. Tuttavia sembra possibile una tale traduzione esaminando alcuni testi biblici di riferimento che riportiamo per un tentativo di comparazione analogica. Secondo il contesto, il termine tὰ kίlia ἔth, è tradotto con “i mille anni”; quando nel testo greco non c’è l’articolo, viene tradotto con “per mille anni” (Ap 20,4) oppure l’articolo inesistente è inserito per inciso [tὰ] (Ap 20,6). Sull’inserzione dell’articolo determinativo e relative problematiche, si rimanda alle osservazioni in nota del testo biblico interlineare, citato. Dalle seguenti citazioni bibliche, evidenziamo come la stessa espressione greca è tradotta in italiano proprio con “quei…., o talvolta con tali…”:
Lc 1,24: Metὰ dἑ taύtaz tὰz ἡmέraz (letteralmente: Dopo ora questi giorni); il testo reso comprensibile è “Dopo quei giorni”.
Lc 1,39: ...dἑ Mariὰm ἐn taῖz ἡmέraiz…(letteralmente: …poi Maria in quei giorni, messasi in viaggio…); il testo reso comprensibile è: “In quei giorni Maria, messasi in viaggio…”.
Lc 4,2: …kaἱ oὐk ἔφagen oὐdὲn ἔn taῖz ἡmέraiz ἐkeίnaiz…(letteralmente: E non mangiò nulla in i giorni quelli…); il testo reso comprensibile è: “Per tutti quei giorni non mangiò nulla …”.
Lc 5,35: …tόte nhsteύsousin ἐn ἐkeίnaiz ta ἷz ἡmέraiz …(letteralmente: allora digiuneranno in quelli i giorni…); il testo reso comprensibile è: Ma verrà il tempo in cui lo sposo sarà loro sottratto; allora faranno digiuno…).
Mc 13,19-20; v.19: ἔsontai gάr aἱ ἡmέrai ἐkeἷnai qlἷyiz… (letteralmente: saranno infatti i giorni quelli tribolazione…); il testo reso comprensibile è: “Poiché quei giorni saranno una tale tribolazione…”; Mc 1,9;13,24: ἐn ἐkeίnaiz taz ἡmέraiz / …in quei giorni…
v.20:…kaὶ eἰ mἡ έkolόbwsen kύrioz tὰz ἡmέraz …(letteralmente: E se non abbreviasse-il-Signore i giorni...); il testo reso comprensibile è: “E se il Signore non avesse accorciato tali giorni…”).
Mc 5,12: Pέmyon ἡmὰz eἷz toὑz coίrouz…(letteralmente: Invia noi in i porci…); il testo reso comprensibile è: “Mandaci in quei porci…”).
Mt 14,19 :…labὡn toὑz pέnte ᾄrtouz…ἔdwken toῖz maqhtaῖz toὑz ᾄrtouz…(letteralmente: avendo preso i cinque pani…diede ai discepoli i pani…); il testo reso comprensibile è: ”…prese allora quei sette pani…”.
Mt 16,10:…oὐdἑ toὑz έptὰ ᾄrtouz…(letteralmente: Né i sette pani…); il testo reso comprensibile è: a) “ e dei sette pani per i quattromila…); b)”…prese allora quei sette pani…”- Cf sito citato).
Mt 3,1;: Ἐn dἑ taῖz ἡmέraiz ἐkeίnaiz…(letteralmente: In allora i giorni quelli...); il testo reso comprensibile è: “In quei giorni comparve Giovanni il Battista…”.
Atti 1,15 e7,41: kaί ἐmoscopoίhsan ἐn taῖz ἡmέraiz ἐkeίnaiz kaὶ ἀnήgagon qusίan tᾦ eἰdώlw…(letteralmente: E fecero un vitello in i giorni quelli e offrirono (un) sacrificio all’idolo…); il testo reso comprensibile è: “E si fecero un vitello in quei giorni, e offrirono un sacrificio a quest’idolo…”.
Nell’A.T. l’identica traduzione dal testo greco (in quei giorni) la ritroviamo in: Es 2,11; Tb 14,7; Zc 4,11 e 8,23; Gdt 8,1; Est 9,27; Ne 6,17; Gl 3,2. Nel N.T., per 69 volte ritroviamo la stessa traduzione “quei” (esemplificazione): Mt 3,1 e Mt 24,29; Ap 9,6 e Ap 20,12 (ἐn toῖz biblίoiV = nei libri/NT interlineare = in quei libri/Bibbia di Gerusalemme); 2Cor 12,11.

CONCLUSIONE

I testi greci di [Ap 20,2-3; 4;6; 7,1]: cίlia ἔth - tὰ cίlia ἔth- [tὰ] cίlia ἔth, sono generalmente tradotti con: “per mille anni - i mille anni - mille anni”. Come già detto, il riferimento ai medesimi mille anni è inequivocabile! Il testo greco fa riferimento letterale solamente agli stessi mille anni: “i mille anni” (Ap 2,3.7). Nel testo sono inesistenti gli aggettivi indefiniti altri/altrettanti/restanti/”sopravvissuti/esseri umani non cristiani” (E. Lupieri )…”mille anni”, che avrebbe potuto giustificare la tesi millenarista. In questo testo, vi ravvisiamo uno specifico genere letterario definibile come “apofatismo letterario, precisivo”, nel senso che, a nostro avviso, sarebbe stato pleonastico precisare il riferimento a “quei” medesimi mille anni, poiché dal contesto del testo greco emerge comunque che si tratta dei medesimi “mille anni”. Altrimenti, in caso contrario, doveva essere scritto: “E quando saranno compiuti – altri – mille anni…” (Cf per analogia e per coerenza con il testo di Ap 20,5: I restanti/altri [οί λοιποί] morti non risuscitarono prima del compimento dei mille anni”). L’ipotesi di una possibile traduzione dei testi greci citati di Ap, con l’aggettivo dimostrativo “quei”, potrebbe definitivamente risolvere il problema poiché verrebbe ulteriormente ed inequivocabilmente affermata, precisata e rafforzata l’interpretazione tradizionale cattolica, condivisa da altri studiosi cristiani, secondo cui i mille anni di riferimento, sono in realtà ed effettivamente sempre e proprio gli stessi e non altri! In definitiva, per quanto ipotizzato, si propone che il testo di Ap 20,7 (Cf Ap 20,2-3; 5-6), ad ulteriore conferma ed esplicitazione della tesi cattolica del “duplicato interpretativo” o “duplicato narrativo” per cui è esclusa ogni interpretazione millenarista, sia così tradotto sostituendo l’articolo con l’aggettivo dimostrativo : “i - mille anni”, con “quei - mille anni” :


Testo attuale di Ap 20,7:
“kaὶ ὅtan telesqῇ tὰ cίlia ἔth,…”: “E quando saranno compiuti i mille anni…”
Testo proposto:

“kaὶ ὅtan telesqῇ tὰ cίlia ἔth,…”: “E quando saranno compiuti quei mille anni…”


Dal punto di vista dottrinale cattolico, il millennio è uno solo; esso decorre dalla intronizzazione del Cristo; il suo regno cosmico è esercitato in cielo e, in terra, durante la fase dell’ escatologia intermedia. Al suo ultimo e definitivo ritorno, in unico evento, distruggerà, storicamente, il regno di Satana-Anticristo-Falso profeta, nell’unico e definitivo combattimento finale di Harmaghedon/Gog-Magog. Dunque, acclarato che di millennio ce n’è uno solo, come da noi ampiamente sostenuto, resta da precisare il tempo da cui decorre l’instaurazione del Regno di Cristo. Per la Tradizione cattolica, come detto, esso è inequivocabilmente inaugurato con l’intronizzazione dello stesso Cristo alla sua avvenuta Risurrezione-Ascensione al cielo. Da questo punto di vista dottrinale cattolico, dunque, i millenaristi, di fatto, sono anche dei bimillenaristi perché definiscono Era della Chiesa quello che per i cattolici è il millennio in atto o Tempo della Chiesa, delimitato dall’escatologia intermedia. L’Era della Chiesa, dunque, dei millenaristi, equivale, di fatto, ai mille anni biblici, sostenuti dagli amillenaristi cattolici, evitando, ovviamente per coerenza dottrinale e per non incorrere nell’eresia, di precisarne la durata temporale, altrimenti emergerebbe l’essere anche bi-millenaristi. Taluni studiosi, tra cui il noto E. Lupieri , così, sembra, descrivano la sequenza degli eventi finali della storia: 1. Il Diavolo è sconfitto “in due fasi, in due tappe”: a) per prima vengono eliminati l’Anticristo e il Falso Profeta (Ap 19,19-21); b) poi viene eliminato il Diavolo stesso (Ap 20,9-10). Quindi, in corrispondenza, la vittoria di Gesù avverrebbe anche in due fasi:


a’) vittoria sull’Anticristo, risurrezione dei giusti (giudizio in piccolo) e inizio del “millennio”
di S. Giovanni, equivalente ad “un’Era di pace e di grande sviluppo spirituale, con la
restaurazione di ogni cosa in Cristo, Chiesa rinnovata , società rinnovata e grande guida
della Chiesa cattolica”;
b’) battaglia di Gog e Magog, eliminazione del Diavolo e Giudizio Universale.


Secondo tali studiosi , il Cap 20 dell’Apocalisse, individua tre tappe distinte in momenti diversi:


1^) Ap 20,1-6: “fine dei tempi” (Cf Mt 24,30-42; Ap 19,11-21).
2^) Ap 20,7-10: un “millennio” felice, cioè un’epoca di pace prolungata, dopo la sconfitta
dell’Anticristo/Falso Profeta; taluni altri studiosi, non ne specificano la durata temporale.
3^) battaglia di Gog e Magog, eliminazione del Diavolo e Giudizio Universale (Cf Mt 25,31-
46).


In definitiva, ci sembra che la formulazione di tali ipotesi, si riferisca, paradigmaticamente, a quanto afferma S. Ireneo nell’Adversus haeres (35,1): “Dopo la venuta dell’Anticristo e di tutti i popoli a lui soggetti, regneranno sulla terra i giusti, crescendo grazie alla manifestazione del Signore, e per mezzo di lui si abitueranno ad accogliere la gloria del Padre ed insieme con i santi angeli prenderanno il modo di fare e la comunione e l’unità degli spirituali. E coloro di cui il profeta dice: “quelli che verranno lasciati”, saranno sia quelli che il Signore troverà nella carne ad attenderlo dal cielo, dopo aver subito la tribolazione ed essere sfuggiti alla mano dell’empio, sia quelli che Dio preparerà, prendendoli dai pagani, affinché si moltiplichino sulla terra e siano governati dai santi”.

Analogamente dice Melania Calvat : “Ecco la parte che riguarda la fine dell’Anticristo, nel testo dell’abbè Combe: […] L’Anticristo renderà noto al mondo il giorno della sua ascensione al Cielo in modo che tutti possano recarsi a Gerusalemme ad assistere al prodigio […] Egli s’innalzerà fra una corona d’angeli dalla falsa luce. Già raggiungerà una certa altezza e gioirà all’udire le acclamazioni dei suoi testimoni e adoratori, ma apparirà S. Michele arcangelo con un esercito d’angeli, splendenti d’una luce incomparabile, al grido “Quis ut Deus? - Chi è come Dio?”. All’improvviso i demoni perderanno il loro impulso, la loro energia e abbandoneranno l’Anticristo, che sorreggevano con le loro forze. Si aprirà la terra e ne uscirà un fuoco grandioso, lambendo i piedi degli spettatori seduti nelle prime file per la loro dignità ed opulenza. Essi con l’Anticristo e i demoni saranno inghiottiti in un vasto cratere che si chiuderà su di loro. Subito dopo gli ebrei si convertiranno, diventando cristiani i più fedeli e ferventi. Tutta la terra diventerà seguace di Cristo e il mondo intero conserverà la fede nel Salvatore fino alla fine del mondo. Non vi saranno più persecuzioni legalizzate. Per un assai gran numero di generazioni gli uomini dimostreranno d’essere buoni cristiani; ma a poco a poco cadranno di nuovo nella tiepidezza, per giungere alla dimenticanza di Dio e a condurre una vita grandemente peccaminosa. Le leggi cristiane, che il potere secolare farà osservare, dapprima non saranno più protette e i giusti diventeranno oggetto d’offese umilianti, d’ogni sorta di soperchieria; soffriranno molto da parte della società, per oppressione dei cattivi e diminuiranno di numero. Allora Dio colpirà con la sua collera. I flagelli del Cielo saranno spaventosi: le acque saranno avvelenate, i terremoti e le deflagrazioni più micidiali che nel passato, il sole si oscurerà e il mondo finirà nello spavento di Dio. I poveri, gli umili, quanti sono destituiti d’ogni soccorso alzeranno gli occhi e le mani verso Dio, invocando il suo aiuto. La venuta di Cristo sarà improvvisa. Tutti gli uomini moriranno senza eccezioni. Gli eletti risusciteranno per primi e con loro coloro che soggiornano nel limbo […]”. E ancora (lettera di Melania al canonico Brandt): “Dopo la caduta dell’Anticristo, la Chiesa fiorirà più bella che mai. Tutti gli ebrei rimasti in vita si convertiranno alla fede. Tutti i cristiani, rimasti vivi, saranno rinnovati, [dotati] di una fede viva. Non ci sarà nessun’altra religione o setta fuori dalla religione cattolica. La pace più bella, più universale regnerà per secoli. Ma poi la Fede di nuovo si raffredderà”.

Noi, contestiamo decisamente il rischio di interpretazioni millenariste che ne possano derivare da tali affermazioni, perché le riteniamo essere un assurdo teologico. Rispettiamo, in ogni modo, le legittime ipotesi interpretative di tali rivelazioni, espresse, talvolta, in modo anche diverse tra loro. In particolare, quanto affermato, ci sembra contraddire le affermazioni del Magistero di sempre della Chiesa.

In sintesi: l’escatologia avrà il suo compimento,
cronologico e teologico, secondo le seguenti fasi:

• Dopo l’Ascensione, la venuta escatologica di Cristo nella gloria è “imminente” (l’imminenza sta ad indicare che il predetto o profetizzato certamente accadrà ma in un prossimo futuro indeterminato; con la voce “imminente” si definisce la vicinanza o prossimità degli avvenimenti che stanno per accadere). Tale venuta escatologica e la “prova finale che la precederà” (Grande Tribolazione, analogamente alla prima in editio minor : n. 2642), possono compiersi in qualsiasi momento, sono “impedite” (Cf 2Ts 2,3-12): n. 673 . Gli ultimi tempi sono stati inaugurati dal Cristo (Eb 1,1; 1Cor 10,11; Eb 9,26). Il “tempo è vicino” (Ap 22,10) e pertanto l’escatologia cristiana s’identifica con Cristo/Eschaton per eccellenza. Dunque, dopo l’Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente”, anche se non spetta a noi “conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta (At 1,7). La venuta del Signore può essere affrettata dalla preghiera: Sir 36,7, dalla preghiera del Padre nostro: “venga il tuo regno” (Mt 6,10), “Vieni Signore Gesù” (Ap 22,20; CCC 671) e da altre preghiere. Ricordiamo che “il cristianesimo dei primi tempi era convinto che fosse possibile – specialmente con la preghiera – accelerare l’avvento della parusia” .
• n. 675: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”.
• n. 676: “Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende
di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento
che al dì là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua, forma “mitigata”
la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di
“millenarismo” (sottol. mia) soprattutto sotto la forma politica di un messianismo
secolarizzato “intrinsecamente perverso” (CCC n. 676). Pertanto, è da escludere
categoricamente il “millenarismo”.
• n. 677: “La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua,
nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Risurrezione. Il Regno non si compirà
dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma
attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo
la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio
dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa”. E ancora: leggiamo
nella GS n. 39: “Qui sulla terra il regno – eterno ed universale – è già presente, in mistero;
ma con la venuta del Signore, giungerà a perfezione”, ovvero, è esclusa ogni ipotetica
realizzazione fittizia o temporanea (cosiddetto Trionfo della Chiesa) perché coincidono, in
modo definitivo e senza equivoci, ritorno del Signore e manifestazione/celebrazione del
compimento del suo Regno, come già evidenziato da altri testi citati del CCC.
• Risurrezione (“associata alla Parusia di Cristo”): n. 1001; detta Parusia è intimamente associata alla sconfitta dell’Anti-Cristo che dovrà infliggere alla Chiesa l’ultima Grande Tribolazione: nn. 675-677; quindi, al n. 1001, si afferma che la nostra Risurrezione avverrà definitivamente [“nell’ultimo giorno” (Gv 6,39-40.44.54; 11,24); “alla fine del mondo”. Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusia di Cristo”], e precederà il Giudizio Universale.
• Giudizio finale e ritorno glorioso di Cristo, imprevedibili, coincideranno: “il Giudizio finale avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo” (n. 1040).
• Dopo il Giudizio universale (n. 1042), che segue la Risurrezione associata contestualmente al ritorno di Cristo, il Regno di Dio sarà realizzato definitivamente (n. 1043), nel nuovo universo=Gerusalemme celeste (n. 1044).
• Quanto al cosmo, la Rivelazione afferma la profonda comunione di destino fra il mondo materiale e l’uomo (n. 1046). Anche l’universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato” (n. 1047).

Per quanto sopra riportato, con estrema sintesi, così interpretiamo il tutto:

1. “La venuta – escatologica, imprevedibile - del Messia glorioso […] essa [venuta] e la prova finale che la precederà sono “impedite” ” (CCC n. 673). Sequenza teologico-cronologica: 1) prova finale 2) ritorno glorioso del Messia, consequenziale alla prova finale. Di quale prova finale si tratta? Vediamo subito.
2. Al n. 675, nel titolo sovrastante, è detto che tale prova finale è anche “l’ultima prova” della Chiesa; essa (precedente il ritorno di Cristo), consiste in: a) persecuzione “che scuoterà la fede di molti”, producendo “apostasia”; b) svelamento del “Mistero di iniquità” camuffato “sotto forma di una impostura religiosa - dell’Anti-Cristo - che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità”. Quindi il contesto storico in cui si verificherà “l’ultima prova” della Chiesa è certamente quello coincidente con i tempi dell’Anticristo [Tra le numerose citazioni bibliche, in nota, inerenti agli articoli del CCC, citati, c’è la 2Ts 2,3-12, che inequivocabilmente è riferita ai tempi dell’apostasia e alle condizioni necessarie che dovranno permettere l’epifania dell’Anticristo].
3. Al n. 677 è confermato, perentoriamente, che “La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua [Grande Tribolazione in editio major], nella quale seguirà il Signore nella sua morte e Risurrezione”. E ancora più inequivocabilmente: “Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente [millenarismo=messianismo secolarizzato, intrinsicamente perverso], ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male” che farà scendere dal cielo la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa”. Allora: prova finale = ultima prova = ultima Pasqua per la Chiesa = scatenamento ultimo del male = ultimo sommovimento cosmico = Parusia/Risurrezione [Cf CCC n. 1001: “la risurrezione è intimamente associata alla Parusia dei Cristo”]. Quindi, altre ipotesi [come per esempio quelle formulate dai neo-millenaristi cattolici], circa altre nuove prove presunte della Chiesa, fuori dal contesto storico dei tempi dell’Anticristo, è, cattolicamente, un assurdo teologico.

Riproponiamo il già citato nostro schema precisivo rispetto a quello proposto da S. Agostino, perché lo riteniamo paradigmatico a delineare il contributo dottrinale cattolico. In sequenza, (N.B. in corsivo sono inserite le nostre varianti aggiuntive, da ritenersi inclusive nello schema cattolico, tradizionale, degli eventi finali), si ha:

1. Prima venuta, visibile, di Gesù = incarnazione; compimento della sua missione/morte-
risurrezione.
2. Ascensione=inaugurazione del Regno del Messia [Mt 28,18; Mc 14,62; 16,19; 1Pt 3,22;
Eb 12,2; Ap 12,10; e parall.; CCC nn. 663-664.669]; inizio dell’escatologia intermedia.
3. Incatenamento di Satana = inizio millennio di prigionia forzata (Ap 12, 7-9; 20,1-3).
4. Prima Pentecoste/nascita della Chiesa e sua missione evangelizzatrice.
5. “tempo - di durata imprecisata - dello Spirito e della testimonianza, ma anche un tempo ancora segnato dalla “necessità” (1Cor 7,26) e dalla prova del male, che non risparmia la Chiesa e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi. É un tempo di attesa e vigilanza” (CCC n. 672).
6. Inizio dei tempi penultimi: apostasia (CCC nn. 675-676; 2Ts 2,3); (Tempo di Grazia/2^Pentecoste-rievangelizazione/I due Testimoni); in questo contesto, Satana è “sciolto dalle catene”=crescente attività diabolica.
7. Eliminazione degli ostacoli che impediscono la manifestazione dell’Anticristo (CCC n. 673; 2Ts 2,3-12); scatenamento di Satana (Ap 20,7-8); uccisione del Vicario di Cristo/autoproclamazione quale “dio”, dell’Anticristo nel 3° Tempio, ricostruito, di Gerusalemme. [Sull’ipotesi dell’uccisione del Vicario di Cristo, si veda lo studio affrontato in questo nostro lavoro; in particolare noi seguiamo l’ipotesi di S. Tommaso d’Aquino. Per ciò che attiene la Ricostruzione del 3° Tempio in Gerusalemme, i sostenitori sono: a) la nostra ipotesi interpretativa di Tb 14,4-7; b) l’esegesi unanime dei commentatori di Ez 39,14 in cui si descrive l’esercizio cultuale del sacrificio perenne, di purificazione, che deve precedere la sepoltura dei cadaveri dell’ultimo combattimento escatologico contro Gog, cosa che potrà essere possibile solo con l’esistenza del ricostruito 3° Tempio; c) Ippolito, S. Cirillo, Sulpicio Severo, Beda, Haymo, Adson, Suarez, i biblisti cattolici: A. Arrighini, J. Dupont, Enzo Cortese; gli studiosi evangelici: H. Lindsey-C.C. Carlson, R. Pache, ed altri).
8. Grande Tribolazione, finale, irripetibile (CCC nn. 677.2642); (Rapimento della Chiesa).
9. Seconda venuta, visibile, di Cristo = Ritorno visibile e simultaneo di Cristo nella gloria (CCC n. 674-677) / Distruzione definitiva, in un unico evento, di Satana, del suo Vicario-Anticristo e del Falso Profeta e del loro regno malvagio (Ap 19,19-20; 20,10). N.B.: In Mt 24,21.29-30 è detto chiaramente che il Signore ritornerà “subito dopo [ovvero, secondo il rafforzativo dei due avverbi di tempo, che ne precisano ulteriormente l’azione conseguente: immediatamente, prontamente, senza indugio, all’improvviso, in tempo brevissimo- repentinamente (J. Ratzinger)/molto presto-rapido] la tribolazione di quei giorni” - che sarà ineguagliata ed ultima, causata dall’Anticristo tutti - “vedranno [simultaneamente] il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria”. [Si precisa che la parusia: a) nella 1Ts 4,16 è collegata con la risurrezione; b) in Mt 25, 31-46 con il giudizio universale; c) in 2Pt 3, 3-13 con la trasformazione del mondo; d) in 1Cor 15 i detti avvenimenti sono presentati in sintesi teologica].
10. Risurrezione finale: “è intimamente associata alla Parusia di Cristo” (CCC n. 1001) e
detta Parusia è anch’essa intimamente associata alla Grande Tribolazione/Ultima
Pasqua, scatenata dall’Anticristo: CCC nn. 675-677.
11. Giudizio universale: “avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo” (CCC n. 1040).
Esso si configura coma la ricapitolazione di tutti i giudizi particolari.
12. Cieli nuovi e terra nuova (cosmo trasformato) (CCC nn. 1042.1047).

Condividendo l’interpretazione degli studiosi Cattolici, fedeli alla Tradizione di sempre della Chiesa, ribadiamo quanto segue: Il giudizio definitivo, su Satana e suoi accoliti, è contestuale agli eventi che convergono alla determinazione della fine dei tempi e delle fini (“conclusione di ogni importante fase storica nel tempo della Chiesa, cioè l’insieme di quelle fini di “un mondo” o di “un’epoca” che si sono verificate in passato e che accadranno ancora da qui alla Parusia di Cristo”) secondo la teologia della storia, perché considerato, cattolicamente, “du
plicato interpretativo” o “duplicato narrativo” delle due anzidette citazioni dell’ Apocalisse (19,20 e 20,10), che è tipico del procedimento letterario giovanneo detto anche “legge della ricapitolazione” o “evoluzione concentrica” o “per approfondimenti successivi”. Gli stessi eventi storici narrati da diversa angolatura, sono complementari tra di loro, sono come due facce di una medesima medaglia, due tagli della medesima spada.

Per la Tradizione cattolica, la prima fase della sconfitta di Satana è avvenuta all’intronizzazione di Gesù dopo la sua Risurrezione: [Mt 28,18; Mc 14,62; 16,19; 1Pt 3,22; Ap 12,10; e parall.; CCC nn. 663-664.669]. L’espulsione di Satana dal cielo (Ap 12,7-12: primo combattimento escatologico) è stata determinata dalla clamorosa, indiscussa e definitiva vittoria di Cristo, per cui la presenza demoniaca, in cielo, con i suoi angeli ribelli, è incompatibile e, quindi, intollerabile perché la Luce ha definitivamente vinto le tenebre. A tale sconfitta di Satana e dei suoi accoliti, decretata con lo sfratto dalle sedi celesti, segue il suo incatenamento transitorio. Di conseguenza subisce il depotenziamento della sua nefasta azione malefica, per mille anni (Ap 20,1-3), mentre il giudizio definitivo di condanna è posticipato al compimento degli stessi. La seconda fase definitiva (secondo ed ultimo combattimento escatologico) coincide con la liberazione di Satana perché, attraverso il suo Anticristo, potrà esprimere tutta la sua furia omicida contro l’umanità (Gv 8,44) allo scadere dei mille anni, per gli eventi finali della storia: Ap 20,3.7-10; CCC nn. 673-677.

Precisiamo che, per Giovanni: a) come esiste una unica risurrezione, anche se gli studiosi ne sottendono una seconda mai esplicitata, è riportata solo la prima risurrezione; b) esiste una unica sconfitta di Satana, anche se sul piano storico e dell’escatologia intermedia, se ne registrano almeno due, mentre le altre vengono inflitte sapientemente per finalizzare gli eventi storici conformi ai disegni di Dio (2Ts 2,3-12; CCC n. 673). Satana, non volendo capire il valore delle sue sconfitte, s’intestardisce a meritarne altre!

Il biblista A. Lancellotti , così commenta Ap 12,6: ”fu…rapito…verso Dio”: allusione alla risurrezione ed ascensione di Cristo”. A commento di Mc 16,19 “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedere alla destra di Dio”, il CCC nn. 659-664 interpreta autorevolmente: “L’essere assiso alla destra del Padre significa l’inaugurazione del regno del Messia …” (Cf n. 664). Al n. 660 è detto che il Regno di Dio, dall’Ascensione in poi, ha la connotazione di essere identificato come storico/terrestre e “trascendente”, ossia il Regno del Cristo è cosmico. Al n. 671 è detto che tale Regno di Cristo “Già presente nella sua Chiesa…non è tuttavia ancora compiuto “con potenza e gloria grande” (Lc 21,27; Mt 25,31) mediante la venuta del Re sulla terra. Questo Regno è ancora insidiato dalle potenze inique, anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla Pasqua di Cristo”. Ora, Dio regna mediante il suo Cristo glorificato , in sequenza logica e teologico-cronologica, è evidente l’aggancio con Ap 7-8:

1° combattimento escatologico (Ap 12,7-9)

1) Guerra in cielo tra Michele con i suoi angeli contro Satana ed i suoi angeli.
2) Sconfitta di Satana ed i suoi angeli che vengono espulsi-cacciati dal cielo e precipitati sulla terra.
3) Alla sconfitta di Satana si accenna in Lc 10,18: “Vedevo Satana come folgore cadere dal cielo” e in Gv 12,31: “Ora il principe di questo mondo sarà cacciato/espulso (έκβληθήσεται) fuori”. Satana viene giudicato/condannato : Gv 12,31; 16,11. La sistematica distruzione delle opere di Satana (1Gv 3,8) viene operata dal Cristo mediante la sua opera di salvezza esercitata durante l’escatologia intermedia. La storia della Chiesa coincide con il regno messianico (escatologia realizzata e realizzantesi; l’eucaristia si configura come sacramento dell’escatologia realizzata / realizzantesi).
4) Il tempo di prigionia sulla terra decretato per Satana è “breve”. Per tempo “breve”, in conformità a Ap 20,1-3, s’intende una prigionia-incatenamento/transitorio di Satana per il periodo di mille anni. Questa è la prima fase storica della sconfitta di Satana, ovvero, il primo combattimento escatologico.

2° combattimento escatologico, ultimo e definitivo (Ap 20,7-8)

5) La seconda fase storica, il secondo e definitivo combattimento escatologico, ovvero, della sconfitta di Satana è quella descritta in Ap 20,7-8: al compimento di “quei mille anni” avviene la liberazione dal carcere di Satana che, contestualmente alla disfatta del suo Vicario-Anticristo-Falso Profeta, verrà definitivamente sconfitto sul piano visibile della storia in Armaghedòn/Gog-Magog.

Secondo la Tradizione Cattolica, dunque, con la distruzione contemporanea dell’Anticristo-Vicario di Satana/Falso Profeta e lo stesso Satana, che avverrà nel contesto dell’ultimo, unico e simultaneo combattimento escatologico di Harmaghedon-Gog-Magog, è biblicamente insostenibile che si verifichi un’ulteriore prova finale/definitiva. Non ha senso differire tale prova per altri mille anni o, comunque, per un tempo imprecisato, data l’assenza dell’agente provocatore per eccellenza, Satana e suoi accoliti, ormai inesistenti: “gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo” (Ap 20,10 e Ap 19,20-21).

Dunque, secondo la Tradizione Cattolica, il millennio è decisamente unico e decorre dalla intronizzazione del Cristo in Cielo, inaugurante il suo Regno Cosmico, in Cielo e in Terra, così come ampiamente esposto in questo lavoro.

La coppia antitetica Cristo-suo Vicario in terra (Papa) e Satana-suo vicario in terra (Anticristo) è teologicamente e razionalmente obbligante, necessariamente vincolante nella loro interdipendenza a blocchi omogeneamente oppositivi. Ribadiamo che per la Tradizione cattolica, gli eventi verificantesi al tempo dell’Anticristo, sono collocati inequivocabilmente nel contesto della fine del mondo o fine dei tempi e delle fini. Per fine del mondo, che avverrà nel contesto della Parusia, intendiamo la celebrazione liturgica, con “rito solenne esequiale cosmico”, del compimento storico che sancisce la distruzione definitiva delle opere del diavolo: Gv 8,44; 12,31-32; 1Gv 3,8.

Altra conferma della giusta dottrina cattolica, la rileviamo da Ap 16,13-14.16 e 20,8, attinente all’ultimo combattimento escatologico, già accennato, in cui si rileva come l’iniziativa per “radunare i re di tutta la terra per la guerra” in Armaghedòn, è di Satana/Anticristo/Falso profeta=trinità satanica, questi mobilitano gli accoliti definiti “spiriti impuri di demoni”. Questa è la sola condizione univoca e senza eccezione che determinerà la fine dei tempi e del mondo malvagio, del peccato, perché è biblicamente e razionalmente insostenibile che Satana da solo, secondo i millenaristi, cioè senza collaboratori umano-demonizzati, possa provocare l’inganno delle nazioni/Gog-Magog “convocandoli per la guerra”: lo esige il principio o visione semitica della personalità corporativa!

Presumiamo, data l’impossibilità di individuare cronologicamente il susseguirsi degli eventi storico-finali, che l’intervento risolutivo di Satana, debba avvenire solo nel contesto della battaglia di Armeghedòn tenendo conto della distruzione simultanea delle due bestie: l’Anticristo e il suo Falso profeta (Ap 13,14; 19,19-20). Fallito il suo piano risolutivo, aizza, sviandoli, Gog-Magog convocandoli “per la grande guerra” (Ap 20,8). Questo assunto trova conferma in G. Biguzzi : “I tempi del Drago da non tenere distinti ma da fondere sono o sarebbero: - il periodo della sua attività e pericolosità nei confronti del popolo cristiano (Ap 12,17-18; 16,13); - quello dell’immobilizzazione nel millennio (20,2-7); - e poi quello della sua ultima attività (20,8-9a), prima che giunga la sua fine (20,9b-10)”.

Il Regno inaugurato da Cristo è certamente un Regno millenario e non di certo bimillenario (metὰ toῡ Xristoῡ cίlia ἔth: Ap 20,4). Dice E. Lupieri : “…il millennio di Giovanni non è “millenaristico” - perché è - “privo di tutte quelle caratteristiche di benessere, ricchezza e abbondanza che sono tipiche di molta parte delle tradizioni giudaiche…Anche la durata millenaria non pare pensata da Giovanni a seguito di una sua specifica speculazione sul regno, ma è conseguenza della durata dell’imprigionamento transitorio di Satana, incatenato dopo il combattimento-giudizio condotto dal Logos: in altre parole, il regno del Cristo sulla terra è l’aspetto positivo della prigionia del Satana nell’abisso”. In tema, osserva l’esegeta U. Vanni : “l’espressione ‘mille anni’ si riferisce a una presenza dell’azione di Dio nella storia: azione che si situa nel nostro tempo, ma che conserva le caratteristiche della trascendenza di Dio, incommensurabili alle dimensioni umane […] In 20,4, i ‘mille anni’ costituiscono il tempo attribuito al regno di Cristo e dei suoi. Siccome non si tratta di regno posseduto, ma di un regno da instaurare, ne consegue che l’espressione ‘mille anni’ è rapportata al divenire del regno di Cristo e lo esprime […] ‘mille’, proprio come cifra ha un rapporto speciale con Dio e indica una sua presenza attiva e continuata nella storia, che poi si precisa come l’impegno di Cristo a promuovere il regno”.

É al compimento del Regno millenario di Cristo, Regno millenario incompatibile con il “regno” millenario di Satana (Ap 20,3), ormai depotenziato, che “risuscitano” (ritornarono in vita: exhsan) gli esclusi dalla “prima risurrezione” (Ap 20,5). É probabile che sia proprio questo il popolo anticristico costituito dai “ritornati in vita” al compimento dei mille anni. Questi faranno parte del popolo dell’Anticristo e del popolo dei guerrafondai, sobillati da Satana di cui Ap 20,7-10. Tutto ciò riguarderebbe l’esercizio, sembra, di “secondo” giudizio particolare riservato ai “riottosi” del Regno millenario del Cristo, esclusi dalla “prima risurrezione”. Infatti, tale “secondo” giudizio avverrebbe proprio al compimento del “primo giudizio di salvezza”, riservato in anteprima alla Casa di Dio, ovvero la Chiesa, secondo 1Pt 4,11: “É giunto infatti il momento in cui inizia il giudizio dalla casa di Dio; e se inizia da noi, quale sarà la fine di coloro che rifiutano di credere al vangelo di Dio?”.

L’evento del millennio e la sua conclusione, è decisamente unico poiché avviene solo ed inequivocabilmente al compimento dell’anti-regno millenario di Satana. Cristo realizza il suo Regno cosmico, proprio in concomitanza dello stesso inequivocabile millennio, utilizzandolo quale “terreno” e “laboratorio” purificatorio. Necessaria sarà l’opera di “santificazione” poiché “senza la quale nessuno vedrà mai il Signore” (Eb 12,14). La santificazione consentirà di partecipare al “monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice e agli spiriti dei giusti portati a perfezione” (Eb 12,23). Il pianeta terra si configura, pertanto, come Crocevia dell’Universo, come scuola di libertà e di verità.

In altri termini, il compimento millenario del Regno di Cristo (Ap 20,5), consistente nell’esercizio del suo giudizio di salvezza/risurrezione, è contrastato, temporaneamente e contestualmente, durante il medesimo Regno millenario del Cristo dall’anti-regno di Satana. Questi, depotenziato nel suo potere distruttivo (Ap 20,2-3) reagisce scatenandosi (Ap 20,3.7-8), esplodendo con la sua carica distruttiva, servendosi del suo vicario-anticristo e dei suoi accoliti, finalizzando, il tutto, nel tentativo di olocausto planetario dell’umanità. Riprendiamo ancora E. Lupieri : “La prima risurrezione segue necessariamente la prima morte di coloro che ora risorgono ed è definitiva: i risorti, cioè, non moriranno una seconda volta. Una seconda morte, invece, preannunciata sin da 2,11, e spiegata soltanto a 20,14 e a 21,8, attende almeno parte di coloro che risorgono ora. Al v. 12, infatti, Giovanni vede “i morti…stare dritti” per essere giudicati. Quella risurrezione, quindi, non è propriamente una “seconda” risurrezione. Nel senso che ciascun morto risorge una sola volta, ma è una risurrezione che ha luogo in un secondo momento, circa un “millennio” dopo la prima”.

Quanto al Regno millenario di Cristo, così interpreta E. Lupieri : “…La morte in croce del Cristo è modello non solo per le sofferenze presenti dei suoi seguaci, ma anche per quelle di tutte le vittime del potere satanico del passato. kaί έxhsan …έth: questa frase introduce la vera novità del brano. Se la nostra interpretazione è giusta, Giovanni aveva più volte veduto le “anime” e i morti per la fede, ma ora li vede “vivere” di nuovo. Questo fa la differenza: con il giudizio di condanna, eseguito dal Logos, ha luogo la morte dei non credenti e la tanto sottolineata distruzione delle loro “carni” a opera degli uccelli. Ma tale battaglia e giudizio è anche la battaglia e giudizio dei “seduti sui cavalli/seduti sui troni”, i quali tornano a “vivere” una vera vita, quindi con un corpo. Non sono più “anime” (il termine non ricorre più nel testo) né “morti”, ma vivono in un modo tale per cui Giovanni può parlare di “risurrezione”…Questa prima risurrezione diviene anche un regno. Giovanni ha già profetizzato o veduto, in varie occasioni, dei regni futuri. Sembra possibile distinguere due regni, un regno “cosmico”, del Padre e dell’Agnello insieme, destinato a durare “per i secoli dei secoli” (cfr 11,15), e un regno “sulla terra”, che è anche un “sacerdozio”, procurato agli uomini dall’Agnello mediante il proprio sangue e annunciato a 5,11. Nel nostro verso e nei due immediatamente successivi, Giovanni propone la realizzazione di questo secondo regno, la cui sacerdotalità appare al v. 6. Essendo un regno “sulla terra”, potevamo aspettarci che non fosse eterno; infatti, ora Giovanni ne sottolinea la durata: “mille anni” (vv. 4.5.6.7)”.

Gli studiosi critici, dunque, per giustificare quello che per noi è un neo-millenarismo cattolico , perché lo riteniamo un millenarismo camuffato/mitigato, comunque modificato/inficiato di post-millenarismo, dispensazionalismo protestantici e gioachimismo [Cf ns. TAVV. N. 45, N. 45 bis. e 46], ricorrono allo “scorporo” dell’unico evento distruttivo del regno di Satana/Anticristo/Falso Profeta/Harmaghedon/Gog-Magog, per farne due eventi differiti tra loro di mille anni: 1) eliminazione dell’Anticristo e del suo Falso Profeta/Harmaghedon/risurrezione dei giusti=giudizio in piccolo/inizio millennio di pace/Regno glorioso messianico con i santi; 2) dopo i mille anni di pace/Regno messianico/risurrezione degli empi, eliminazione dello stesso Satana/Gog-Magog; 3) Giudizio finale; 4) Nuovi cieli e nuova terra/stagno di fuoco. Questa interpretazione, che, ovviamente, non condividiamo, presuppone che Satana procrastini la sua azione seduttiva sulle nazioni, “per adunarli per la guerra” (Ap 20,7-8) a dopo il millennio di pace e ad avvenuta precedente sconfitta dell’Anticristo/Falso Profeta/Harmaghedon e dei suoi accoliti e, cioè, avvenuta già mille anni prima. Dunque, nella riedizione del “millenarismo” manca il soggetto personale/Capo visibile/provocatore, storicamente umano, che dovrebbe scatenare l’autodistruzione delle nazioni. Senza di essi, perché ormai inesistenti, non si capisce chi dovrebbe, di nuovo, fungere da Vicario di Satana sulla terra per organizzare l’autodistruzione planetaria. Inoltre, anche se la prova non è decisiva, osserviamo i verbi di Ap 20,10 e 19,20:


“E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo,
dove sono anche la bestia e il falso profeta …”.


Dell’Anticristo/Falso Profeta, si dice che “furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo” (Ap 19,20). Notiamo, quindi, che sia l’Anticristo/Falso Profeta, insieme “furono gettati …”(Ap 19,20) e che anche Satana/il diavolo, “fu gettato… (Ap 20,10), azioni descritte con gli stessi verbi al passato. Quindi, “la distruzione” di Satana/Anticristo-Falso Profeta è riferita al medesimo contesto storico di Armaghedòn. Per il principio della “personalità corporativa”, non esiste un capo senza il suo corpo e non esiste un corpo senza il suo capo. Il Popolo non è mai acefalo, pena l’anarchia/autodistruttiva! Così analogamente: come esiste Cristo (invisibile)/Capo del suo Corpo Mistico/la Chiesa (visibilizzati come: Vicario di Cristo/Popolo di Dio), così Satana (invisibile) non può visibilizzarsi senza più il suo vicario/Anticristo in quanto capo/visibile del popolo anticristiano, sconfitto mille anni prima. Questo è davvero assurdo! Il diavolo, pertanto, secondo l’interpretazione classica cattolica, non viene sconfitto definitivamente “in due fasi, in due tappe”, ma in un’ unica fase/soluzione finale: Anticristo/Falso Profeta/Satana - Harmaghedòn/Gog-Magog. Precisiamo ulteriormente che con riferimento a Ez 38 (Gog paese/sede di Magog); 39,1 ss. (Gog principe di Roš, Mešek e Tubal), Ap 16,16 (Harmaghedòn); Ap 20,8 (Gog e Magog), osserviamo:

a) Gli eventi narrati, contestualmente, fanno riferimento ad unico e simultaneo evento finale della storia con la conclusione dell’ultimo combattimento escatologico, con diretto intervento risolutivo di Dio: Harmaghedòn!
b) Da indizi letterari, riferiti ad Ap 16,13-14 [“Sono spiriti di demoni - usciti dal dragone/Satana - che operano prodigi e vanno a radunare i re di tutta la terra per la guerra (εìζ τòν πóλεμον) del gran giorno di Dio, l’Onnipotente”] e riferiti ad Ap 20, 8 [Satana, dopo il millennio di segregazione, sciolto dalla prigione “uscirà ad ingannare le genti dei quattro angoli della terra cioè Gog e Magog, convocandoli per la guerra (εìζ τòν πóλεμον)…”], si evince che il complemento di fine o di scopo, presente nelle surriferite frasi, è lo stesso (per la guerra / εìζ τòν πóλεμον) per cui ci si trova di fronte ad altro “duplicato narrativo o interpretativo” dell’unico e definitivo evento bellico: Harmaghedòn! In altri termini, Gog e Magog non sono altro che il colpo di coda sferrato dal “grande dragone, il serpente antico, quello che è chiamato diavolo o Satana” (Ap 12,9), ormai agonizzante.

Noi, infine, ribadiamo di condividere pienamente il pensiero espresso da S. Tommaso d’A., che nella traduzione di A. Arrighini , è così parafrasato: “Possiamo star sicuri che fino a tanto che il Vicario di Cristo regnerà a Roma, non vi regnerà il Vicario di Satana; finché la Chiesa impera nel mondo, non potrà stabilirvisi l’impero dispotico e idolatra dell’anticristo”.

In definitiva, a nostro avviso, i millenaristi e/o neo-millenaristi (cattolici), anche quando considerano il millennio unico, di fatto, sono bi-millenari. Gesù con il suo ritorno invisibile, dopo la distruzione dell’Anticristo/Falso profeta, inaugurerebbe il suo Regno Eucaristico/Trionfo della Chiesa. La durata imprecisata di tale regno, equivarrebbe a una Nuova Era-Periodo/Era di Pace. Essi ignorano che il termine Era, secondo talune attendibili rivelazioni private, equivale a mille anni; quindi, sono dei millenaristi a loro insaputa; anzi essi sono bi-millenaristi perché nella Tradizione cattolica: a) il millennio coincide con l’Era della Chiesa (escatologia intermedia); quindi, di fatto, rifiutando tale classica calenderizzazione del millennio e posticipandolo al ritorno di Cristo, assommano ben due-millenni, anche se intesi simbolicamente; b) il termine Era della Chiesa, utilizzato dai neo-millenaristi cattolici, è sostanzialmente identico a quello utilizzato dall’impianto dottrinale protestante distinguendosi solo per il tempo di decorrenza che è posticipato al ritorno di Cristo (per la distruzione della bestia/Anticristo) e per la durata che è millenarista per i protestanti, eccetto per i post-millenaristi, per i quali il millennio non è generalmente da intendersi alla lettera; per queste ragioni, l’impostazione dottrinale dei neo-millenaristi cattolici coincide con la teoria escatologica protestante. Inoltre, con lo sdoppiamento degli eventi riferiti alla distruzione dell’Anticristo e suo Falso profeta alla scadenza del millennio, di fatto, procrastinano di altri “mille anni=nuova era”, anche se non ne determinano la durata (così identicamente ai post-millenaristi, come già riferito), il tempo relativo alla prova finale a cui seguirà, con il ritorno visibile di Cristo, la distruzione di Satana. Dunque, generalmente, i millenaristi ammettono che dopo la sconfitta dell’Anticristo e prima della risurrezione finale e del giudizio universale, avverrebbe l’instaurazione del regno millenario di Cristo che dopo aver fatto risorgere i suoi santi, regnerebbe visibilmente con essi per mille anni.

I neomillenaristi, in particolare, non spiegano il senso della presenza dei risorti sulla terra durante la fase millenaria. Resta incomprensibile l’essere risorti e il dovere continuare a vivere in un mondo tridimensionale, spazio-temporale, mentre essi essendo risorti, sono glorificati e quindi immortali, non più soggetti alle normali leggi fisiche. In quanto tali, non hanno più bisogno di alimentarsi, né di lavorare e né di riprodursi per cui dovrebbero vivere da “singoli”, senza il vincolo di risiedere in luoghi fissi. Inoltre, essi non dovranno sottostare all’esigenza naturale di formarsi una famiglia essendo un non senso la riproduzione umana. Insomma: che senso avrebbe la convivenza tra risorti/immortali ed altri ancora che sono ancora dei morenti? E sono ancora tante ed assurde le problematiche irrisolte. Tale teorizzazione contestatrice del Magistero ecclesiastico, è decisamente inaccettabile!

Il sistema dottrinale dei neo-millenaristi cattolici, ci sembra, per certi aspetti, attinente al post-millenarismo e in particolare, al millenarismo-dispensazionalista. Infatti, anche questi ultimi ritengono che al ritorno di Cristo dopo la Grande tribolazione/rapimento della Chiesa, lo stesso Cristo instaurerebbe il “regno millenario”, inteso anche non in senso letterale. Dopo di che, con la ribellione finale del cristianesimo divenuto apostata, verrebbe distrutto definitivamente il Satana ormai solitario, il solo contro tutto e tutti, data la sconfitta precedente del suo vicario Anticristo/falso profeta concretizzatasi ai tempi della Grande Tribolazione/Harmaghedòn. Insomma, l’errore dei millenaristi è il far decorrere il millennio non dall’intronizzazione del Cristo (Risurrezione-Ascensione al cielo), come riferito, ma dalla sconfitta dell’Anticristo e del suo falso profeta.