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METODOLOGIA BIBLICA

Per un corretto modo di approccio al discernimento critico, qui di seguito, riportiamo una sintesi dei criteri metodologici seguiti nei lavori del Diacono Lorenzo Ventrudo
 

 

 

 

PROGRAMMA MENSILE A.M.E

 

 

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 Cell. 347 9136018
 

                                     DIGIUNO EUCARISTICO COME SUICIDIO SPIRITUALE -

Il problema dell’Una Cum
(a cura del diacono Lorenzo Ventrudo)
1. PREMESSA

2. Per il Catechismo della Chiesa Cattolicann. 1322-1405, in particolare, l’Eucaristia è definita come memoriale del sacrificio di Cristo e del suo Corpo, la Chiesa, azione di grazie, presenza, pegno della gloria futura. Nella costituzione conciliare, del Vaticano II, al n. 2 del Proemio, è detto: specialmente nel divino sacrificio dell’eucaristia, “si attua l’opera della nostra redenzione”.
3. G. Palamas ritiene che la comunicazione della grazia da parte di Dio, così come nell’Eucaristia, è configurabile alla comunicazione d’energie, giacché l’essenza divina è di per sé stessa incomunicabile alle creature, per cui ne fa ontologicamente un’unità/distinzione da Sé stesso proprio sull’accessibile piano della grazia.
4. S. Tommaso: “Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo – l’Eucaristia –: per sua virtù vengono cancellati i peccati, crescono le buone disposizioni, e la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali” (cfr. S. Tommaso d’Aquino, Opusc. 57, nella festa del Corpo del Signore, lect.1-4).
5. Dall’Istruzione Redemptionis Sacramentum, della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, al n. 115 vi si dispone: Va riprovato l’abuso di sospendere in modo arbitrario la celebrazione della santa Messa per il popolo, contro le norme del Messale Romano e la sana tradizione del Rito romano, con il pretesto di promuovere il “digiuno eucaristico”.
6. Secondo la Chiesa cattolica, nelle specie consacrate del pane e del vino, dette anche Santissimo Sacramento dell'Altare, vi è la presenza reale di Cristo stesso, in corpo, sangue, anima e divinità. La continua ri-attualizzazione di questo mistero avviene mediante l'azione dello Spirito Santo. Per icristiani cattolici e ortodossi la Santa Messa è un sacrificio perché ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce, e ne è il memoriale[10][11]. Il sacerdote che celebra la Santa Messa, agendo in persona Christi Capitis(CDC, n. 1008) , offre a Dio Padre lo stesso Sacrificio del Calvario di Gesù, cosicché chiunque assiste alla Santa Messa è esattamente come se fosse dinanzi alla crocifissione di Cristo e alla Sua Passione. Secondo la Chiesa cattolica, avviene così la transustanziazione, ovvero il cambiamento "oltre la sostanza" (trans-substantiam) del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo. Per i cristiani cattolici ogni eucaristia, in quanto memoriale e rinnovazione dell'evento sacrificale di Cristo, è sacrificio in modo attuale: la Chiesa lo considera dono del Signore e ne fa il suo sacrificio. Per questo invita i fedeli a offrire sé stessi a Dio in ubbidienza e devozione, perché - come ancora Paolo scrive - "chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini sé stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna". In quanto comunione alla Cena del Signore, nell'eucaristia i fedeli trovano il fondamento, la fonte e il vincolo dell'unione con Cristo e fra loro.
7. Sulla possibile abolizione della S. Messa , lo studioso P.Angelo Arrighini riferisce che “sant’Ippolito, san Girolamo, Teodoreto, Malvenda e tutti gli altri hanno interpretato la profezia di Daniele – Mt 24,15; Dn 9,27 – nel senso che non si celebrerà più la Messa negli ultimi tempi […] pubblicamente, ma sempre occultamente”.
8. Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti. Istruzione, Redemptionis Sacramentum, Su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia, 2004, n.115: Va riprovato l’abuso di sospendere in modo arbitrario la celebrazione della Santa Messa per il popolo, contro le norme del Rito romano, con il pretesto di promuovere il “digiuno eucaristico”. Analogicamente a tale disposizione, deve intendersi il divietodall’astenersi dalla sospensione arbitraria dalla partecipazione alla celebrazione della santa Messa ritenuta eretica, per le ragioni della validità della Consacrazione eucaristica finché non saranno cambiate le parole consacratorie come sostenuto autorevolmente. .
9. Don S. Gobbi , enumeratra i segni indicanti l’approssimarsi della fine dei tempi, c’è il seguente: “Il quarto segno è l’orribile sacrilegio, compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè l’anticristo. Entrerà nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono, facendosi adorare lui stesso come Dio [...]. La Santa Messa è il sacrificio quotidiano, l’oblazione pura che viene offerta al Signore in ogni parte, dal sorgere al tramonto del sole. Il sacrificio della Massa rinnova quello compiuto da Gesù sul Calvario. Accogliendo la dottrina protestante, si dirà che la Messa non è un sacrificio, ma solo la sacra cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa. In questa abolizione del sacrificio quotidiano consiste l’orribile sacrilegio compiuto dall’anticristo, la cui durata sarà di circa tre anni e mezzo, cioè di milleduecentonovanta giorni”.

Teologia sacramentaria
1. Consacrazione Eucaristica: Quando è Valida o Invalida.
(https://gloria.tv/share/4oUeTHMTfdriEdbtM62pi99FK17 ago 2018)

Premesse:

1) Con la Consacrazione Eucaristica il pane ed il vino divengono stabilmente e definitivamente il Signore nostro Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, realmente e sostanzialmente, corpo, sangue, anima, e divinità, sotto le specie apparenti del pane e del vino. (Conc. Trento, sess. XIII, cap. 1 e can 1; e can 4.)
2) Questa trasformazione è giustamente chiamata “Transustanziazione” perché la sostanza del pane e del vino si trasformano nella sostanza del corpo, sangue, anima e divinità del Signore Gesù Cristo. (Conc. Trento, sess. XIII, cap. 4 e can 2; Cat.Ch.Catt. n. 1376.)
3) Gesù Cristo stesso è il Sacerdote principale che consacra l’Eucaristia. Il sacerdote è ministro secondario e strumento di Cristo (Conc. Trento sess. XXII, cap 2). salvezza, e sommo e principale Sacerdote.

4)Per la validità della Consacrazione dell’Eucaristia sono necessari:

a) Il Sacerdote cristiano (vescovo o presbitero; di Fede cattolica, o ortodossa: (Conc Trento, sess. XXII, can 2) che accetta di agire come “ministro ed in Persona di Cristo”, Sacerdote principale.
b)la materia valida: cioè il pane di frumento e il vino d’uva, (Conc. Firenze, Denzinger/Hunermann, n. 1320)
c) la forma, cioè il rito liturgico, di cui la parte essenziale è la valida formula di Consacrazione, come è data dai Vangeli: “Hoc est corpus meum”, e “Hic est calix sanguinis mei” o “Hic est sanguis meus”.
d)l’intenzione interna (non solo il rito esterno) di fare quello che fa la Chiesa di Gesù Cristo, (Conc Trento, sess. VII, can 11), cioè voler essere in comunione di Fede con la Chiesa, la quale da 2000 anni CREDE che Gesù è la seconda Persona della SS.ma Trinità fattasi uomo, e che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.

N.B.Anche i miracoli Eucaristici (Lanciano, Bolsena, ecc.) sono avvenuti, con sacerdoti che “dubitavano” sulla Transustanziazione, ma che volevano fare quello che fa la Chiesa. Chiesa che perciò ha “supplito” alla loro fede dubbiosa. E Gesù oltre alla transustanziazione ha operato anche il miracolo visibile, e tuttora permanente.

Da questo enucleato ne deriva che:

1)il sacerdote, anche eretico, scismatico, scomunicato, che però vuole fare quello che fa la Vera Chiesa di Cristo, la quale CREDE che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.
Questo sacerdote CONSACRA VALIDAMENTE l’EUCARISTIA.
(Cf. A. Tanquerey, Synopsis Theologiae Dogmaticae. T. III, De SS.Eucharistia, De sacrificio Missae, n. 778. Paris/Romae 1938.Trattato di Teologia Dogmatica Sacramentaria da cui sono tratteanche le affermazioni sopra-elencate).
2)il sacerdote (apparentemente) cattolico, ma che NON HA L’INTENZIONE di fare quello che fa la Vera Chiesa di Cristo, la quale da 2000 anni CREDE che Gesù è la Seconda Persona della SS.ma Trinità fattasi uomo, e che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore GesùCristo.Questo sacerdote, che NON HA L’INTENZIONE di fare quello che fa la Vera Chiesa di Cristo, e che perciò non è in comunione con la Fede della Chiesa, e di per sé, NON CONSACRA l’EUCARISTIA.

Venendo a oggi:

• Se un sacerdote (apparentemente) cattolico, che celebra la S.Messa secondo il rito previsto, ma che NON HA L’INTENZIONE di fare quello che da 2000 anni fa la Vera Chiesa di Cristo, la quale CREDE che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. E perciò questo sacerdote di per sé: NON CONSACRA l’EUCARISTIA.
• Però Il Signore Gesù, per evitare che i suoi fedeli che partecipano a questa S.Messa commettano dei sacrilegi, ricevendo ed adorando del semplice pane, e che restino senza la grazia del sacramento; Gesù Cristo, quale Sacerdote Consacrante Principale, opera la Transustanziazione per la Fede, potestà, e giurisdizione “Supplet ecclesia’, cioè per supplenza della Chiesa, di cui Lui è il Capo ed il Sommo e principale Sacerdote.
Questa è un’ipotesi teologica pia, possibile, e probabile, però non risulta sia mai stata “definita di Fede” dalla Chiesa.

Secondo il principio della gerarchia delle verità distinguiamo

A)se il sacerdote vuole fare quello che fa la Vera Chiesa di Cristo, la quale da 2000 anni CREDE che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.Questo sacerdote CONSACRA VALIDAMENTE l’EUCARISTIA.La semplice preghiera: “in comunione col Papa Francesco” è diimportanza secondaria. Nessun Concilio o definizione di Fede della Chiesa ha affermato che: “in unione col papa…” è indispensabile o determinante per la validità o invalidità della Consacrazione, come lo sono invece le parole della Consacrazione.
Infatti, è una preghiera per il papa (e la preghiera si può fare per tutti…). Non è un impegno di professione di Fede identica a quella del papa. E ciò vale per il Canone 1° o Romano. I Canoni 2°, 3°, 4°, sono ancora più sfumati e sottolineano di più che si “prega per il papa...”.

B) quando il sacerdote (apparentemente) cattolico, ma che NON HA L’INTENZIONE di fare quello che fa la Vera Chiesa di Cristo, la quale da 2000 anni CREDE che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. … Gesù Cristo quale Sacerdote Consacrante Principale, opera la Transustanziazione per la Fede, potestà, e giurisdizione “Supplet ecclesia’. Cioè per la Fede della Chiesa, di cui Egli è il Capo.
E ciò, secondo una ipotesi teologica pia, possibile e probabile, però non espressamente definita di Fede dalla Chiesa.

C) Però quando ci si accorge che un sacerdote o vescovo:

• NON CREDONO nella Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e nella predicazione gli danno solo titoli cristologici umani; ma non credono né predicano che è Dio-Figlio, la Seconda Persona della SS.ma Trinità fattasi uomo; non credono né predicano di Lui quanto è professato nel Credo della S.Messa: “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre”, ecc.
• di conseguenza non credono né predicano che Maria SS.ma è Teotokos, Genitrice di Dio, Madre di Dio, ma le danno solo titoli umani: sorella nostra, donna feriale, donna del silenzio, ecc.
• di conseguenza NON HANNO L’INTENZIONE di fare quello che fa da 2000 anni la Vera Chiesa di Cristo, la quale CREDE che con la Consacrazione il pane ed il vino diventano il corpo, sangue, anime e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.
- e qui non c’è più nessuna possibilità di sanazione “Supplet Ecclesia”.

D)I neo-ariani/modernisti, che non credono nella divinità di Nostro Signore Gesù Cristo … sono più pericolosi di Lutero, di Calvino, ecc. Perché quelli con la riforma/scisma protestante si sono separati dalla Vera Chiesa. Mentre i neo-ariani/modernisti attuali restano intenzionalmente dentro alla Chiesa per farle perdere la Fede e farla apostatare tutta dal di dentro, iniziando subdolamente ‘continui processi di cambiamento nella Fede’, verso l’arianesimo, verso il luteranesimo, che per la debolezza umana gradualmente si diffondono tra i cristiani cattolici, come fossero ‘idee normali’.
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N.B.Per analogia, ricordiamo quanto disposto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, su alcune cose che si devono osservare ad evitare circa la santissima eucaristia, 2004:

• Va riprovato l’abuso di sospendere in modo arbitrario la celebrazione della santa Messaper il popolo, contro le norme del Messale Romano e la sana tradizione del Ritoromano, con il pretesto di promuovere il “digiuno eucaristico”.

• Analogamente,a certe condizioni di osservanza delle parole consacratorie così come comandate da Gesù, va riprovata l’astensione dalla comunione con un Papa ritenuto eretico, idolatra, apostata. Tale atteggiamento ostativo equivale al Suicidio spirituale!

Infatti, anche se con dissenso, è stato suggerito di astenersi dal partecipare alla S. Messa deglieretici, non risulta, però, che a parere deiteologifedeli alla Tradizione cattolica di tutti i tempi,abbiano ritenutoesplicitamente invalida la Consacrazione, come riportato in questo lavoro.

2. Quali sono le condizioni perché la Messa sia valida – Amici ...
www.amicidomenicani.it › quali-sono-le-condizioni-per... P. Angelo Bellon

a) Le condizioni perché la Messa sia valida, sono:

1. Quattro sono gli elementi (le cause) che costituiscono un sacramento: la materia, la forma, il ministro, l’intenzione.
2. Da parte della materia per la validità del sacramento si richiede che il pane sia di frumento e il vino di uva di vite.
Il pane deve essere “triticeo”, cioè di frumento. Gesù stesso si è paragonato al “chicco di grano” (Gv 12,24).
La Chiesa latina usa pane azzimo, non lievitato, perché Gesù ha usato pane azzimo. Infatti, ha istituito l’Eucaristia nel giorno in cui nelle case non doveva esserci nulla di fermentato (Es 12,15).
Tuttavia trasgredire questa norma non inficia la validità della consacrazione perché rimane sempre pane.
Il vino deve essere di uva perché così ha fatto Gesù nell’ultima cena (“Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite” Mt 26,29) e anche perché Egli stesso si è paragonato alla vite (“Io sono la vite, voi i tralci” Gv 15,1s).
3. Da parte della forma si richiede che siano proferite le parole che indicano ciò che viene attuato, e cioè la presenza del Corpo e del Sangue del Signore.
Esse, nella loro essenzialità, sono le seguenti: “Questo è il mio Corpo” e “Questo è il calice del mio Sangue”.
4. Da parte del ministro si richiede che abbia ricevuto validamente l’Ordine sacro del presbiterato.
Infatti, solo chi ha ricevuto validamente l’Ordine sacro fruisce di quel potere divino che da Cristo è stato trasmesso agli Apostoli e da questi senza interruzione è giunto fino ai nostri Vescovi e Sacerdoti garantendo così la successione apostolica.
5. La quarta condizione è l’intenzione di consacrare e cioè di celebrare la Messa.
6. Se ci sono queste quattro condizioni, la Messa è valida, anche se il ministro fosse eretico, scismatico, sospeso a divinis, ridotto allo stato laicale…
7. Venendo a quanto hai scritto devo dire che la sostituzione del Credo o la sua omissione volontaria non inficia la validità della Messa.Essa, infatti, sarebbe valida anche se il prete fosse eretico. A motivo del carattere indelebile che gli è stato conferito, nessuno gli può togliere il potere di consacrare, neanche il papa.
Questi, o anche il Vescovo,lo può privare dell’autorizzazione di celebrare, può sospenderlo e proibirgli di celebrare.Ma se il prete disobbediente celebra, quantunque pecchi gravemente, la consacrazione rimane valida.
8. Il Card. Ratzinger nello stralcio della conferenza che hai citato non parla direttamente degli abusi liturgici, ma del pensiero che li può accompagnare.
E dice che questo, se non viene corretto, può portare a mettere in discussione “la validità del dogma della transustanziazione e di tutta la dottrina della Grazia e della salvezza”.
9. In riferimento al prete del nord Italia di cui parli, bisogna dire che nella prima aggiunta (e alle sue discepole) si mostra ridicolo, oltre che infedele al dato scritturistico, perché nel Vangelo di Matteo si legge: “Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo»” (Mt 26,26).I discepoli di cui si parla sono gli Apostoli, come si evince chiaramente dal Vangelo di Luca: “Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo…” (Lc 22,14.19).
È chiaro che Gesù ha dato il suo corpo per tutti, anche per le donne.
Ma il potere di celebrare l’Eucaristia l’ha conferito quella sera ai soli Apostoli.
10. Ugualmente anche l’altra espressione “lo Spirito Santoriunisca tutte le religioni”* in un solo corpo….” è equivoca e, come forse quel prete lascia intendere, anche erronea perché lascia intendere una confederazione di religioni.
Ebbene, desiderare che tutti gli uomini costituiscano un solo corpo è il desiderio di Cristo stesso: “E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore” (Gv 10,16).Ma dalle parole del Signore è evidente che diventeranno un solo gregge quando ascolteranno la sua voce.E cioè quando, tralasciando gli errori, aderiranno al Vangelo.
Allora Lui, il Cristo, sarà il “solo pastore”.
11. Tuttavia queste due innovazioni, per quanto scorrette, non inficiano la validità della Messa, perché non hanno corroso i quattro elementi che costituiscono i Sacramenti: materia, forma, ministro e intenzione.
12. Rimane lecito e in alcuni casi anche raccomandabile partecipare all’Eucaristia là dove non vi sono abusi, anche se temporaneamente si deve lasciare la propria comunità.

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b)Don Curzio Nitoglia https://cooperatores-veritatis.org/2018/06/27/la-messa-e-una-cum-papa-o-con-gesu-cristo-nella-presenza-reale/#:~:text=158%2C%20voce%20%E2%80%9CCum%E2%80%9D%3A,il%20nostro%20Papa%20N.%E2%80%9D.

• La Messa, la validità del Culto o la sua invalidità dipendono da altri fattori, indipendentemente dalla santità o dal grado di eresia raggiunto dal Papa regnante, decaduto o meno, validamente eletto o meno. Facciamo un esempio concreto: abbiamo avuto Sede Vacante molto lunghe, una dal 1268, fino al 1271; un’altra dal 1292 al 1294; dal 1314 al 1316, dal 1415 al 1417… cosa dovremo pensare, che tutte le Messe in questi periodi non furono accolte, o non erano valide perché NON c’era IL “CUM PAPA NOSTRO.” ?

• IL PROBLEMA DELL’UNA CUM

• http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1678_Nitoglia_Problema_Una_Cum.html
• Secondo S. Tommaso, Gaetano, Bañez, Billuart e Garrigou-Lagrange
di Don Curzio Nitoglia
Conclusione

Non vi è … nessun peccato nel nominare nel Canon Missae il nome del Papa ritenuto, ma non provato, decaduto dal Pontificato perché ammesso e non concesso che nonsia membro della Chiesa per eventuale indegnità o eresia, ne resta il Capo e il fondamento visibile quanto al governo. Quindi è lecito celebrare e assistere alla Messa “una cum” senza commettere alcun peccato mortale.Un battezzato scellerato per vita immorale o per mancanza di fede, maeletto canonicamente Papa non è più membro vivo o tout court della Chiesa, però ne resta il Capo (anche se indegno) quanto al potere di giurisdizione. Quindi la governa visibilmente e lo si deve nominare nel Canone della Messa senza per questo macchiarsi di peccato e sporcare la Chiesa, che è Santa quanto alla sua natura (Corpo Mistico di Cristo), al suo fine (il Cielo), alla sua origine (Dio) e ai suoi mezzi (Sacramenti, Magistero infallibile e Leggi), ma è composta di membri santi e peccatori per divina volontà. Il Papa come membro può essere un peccatore anche contro la fede, ipoteticamente potrebbe essere considerato “eretico”, ma solo in maniera puramente investigativa odubitativa, come quando S. Tommaso d’Aquino si chiede in forma fittiziamente dubitativa “An Deus sit / Se Dio esista” (S. Th., I, q. 2, a. 3), tuttavia in entrambe i casi resterebbe Capo visibile (anche se indegno) della Chiesa quanto al governo di Essa.Ora privare oggi, in questo mondo infernale, i fedeli della Messa tradizionale perché viene celebrata nominando nel Canone il nome del Papa regnante è un azzardo scellerato, che espone la maggior parte dei fedeli al rischio prossimo di non poter vivere in stato di grazia abitualmente, privandoli di tutti Sacramenti amministrati “una cum”.I fedeli possono andare a ogni Messa tradizionale (celebrata anche non “una cum”). Infatti, è il Ministro cherisponde a Dio delle sue scelte, mentre il fedele deve solo rispondere se ha osservato o meno il 3° Comandamento: “Ricordati di santificare le feste”.

c) Prof. GIORGIO NICOLINIhttps://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.telemaria.it%2F&h=AT0p8qlbcug4VlZtGztDfWkqYLvgVDZO9hnQzO0S_p5OEeJimbFzwzwgUGd8m38lybLgzc6u8D_e4sJ7JkiX3Pwt5SFdkumW2eFyt4HcGVXC0GAlDV7ezUOpt0hUDPptO056R9XiLBdikx2rOCPDs9UkPA92-

Per evitare confusioni dottrinali, bisogna perciò sempre rifarsi all’insegnamento magisteriale e dogmatico della Chiesa Cattolica, altrimenti si fa una grande e pericolosa confusione. Un conto è la validità dei Sacramenti, un conto è l’essere “in comunione con un eretico” (papa o non papa che sia). Gli ortodossi, per esempio, sono scismatici, NON SONO IN COMUNIONE CON IL PAPA DELLA CHIESA CATTOLICA, tuttavia quando i loro sacerdoti celebrano la Messa, la consacrazione è VERA e VALIDA, anche se gli ortodossi non sono in comunione con il Papa (chiunque sia).

Ora, se gli unici Sacramenti leciti fossero quelli amministrati non “una cum”, i ministri cattolici sarebbero forse un centinaio su un miliardo e mezzo di fedeli cattolici. Quindi sarebbero totalmente insufficienti per le necessità del popolo.

Nel miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci, il Signore ha sfamato la folla. A maggior ragione sfama i suoi fedeli col suo “prezioso alimento” eucaristico, farmaco d’immortalità (S. Ignazio di Antiochia)!

Non dimentichiamo mai l’insegnamento di S. Tommaso secondo cui “Dio non abbandona mai la sua Chiesa al punto da non poter trovare ministri sufficienti per le necessità del popolo” (S. Th., Suppl., q. 36, a. 4, ad 1).


Conclusione

• Abolizione del sacrificio della S. Messa – Dn 9,27; Mt 24,15 - da parte dell’Anticristo. Per Sant’Ippolito, San Girolamo, Teodoreto, Malvenda, ed altri; Concilio di Trento, Sessioni del 6.8.1547 e del 10.12.1551. L’Anticristo proibirà la celebrazione pubblica del sacrificio cristiano e imporrà la dottrina protestante che ritiene solo simbolica la presenza eucaristica del Cristo escludendo l’aspetto sacrificale della S. Messa o Cena del Signore, riducendola a solo conviviale (significato simbolico del pane e del vino) . La Dottrina cattolica sull’Eucaristia, in continuità col Magistero di sempre, della Chiesa, è formulata dottrinalmente nel Catechismo della Chiesa Cattolica ai nn. 1322-1405.

• I protestanti, a seconda della confessione, usano il termine Santa Cena, Cena del Signore (Lord's Supper), Comunione, o a volte anche Eucaristia. Interpretazioni: quella di Lutero, chiamata unione sacramentale e nota per di più fuori dal luteranesimo come consustanziazione e nontransustanzazione; quella di Zwingli, sostenitore di un significato puramente simbolico del pane e del vino; quella di Giovanni Calvino, che sostiene una presenza spirituale e una partecipazione reale al corpo di Cristo. La consustanziazione è una dottrina teologica cristiana, per lo più diffusa in ambito luterano, che, come la dottrina cattolica della transustanzaziazione, tenta di descrivere la natura dell'Eucaristia in termini concreti metafisici. Essa sostiene che nel sacramentoeucaristico il pane e il vino al tempo stesso mantengano la loro natura fisica e divengano anche sostanza del corpo e del sangue del Cristo. Differisce dalla transustanziazione poiché quest'ultima afferma invece la reale conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. La Messa di Lutero, confronto tra la Messa evangelica di Lutero e il Novus OrdoMissae, Mons. Marcel Lefebvre (Cfr. in Chiesa viva, cit. Anno XLIX, n. 526 maggio 2019) precisa che per Lutero: non c’è differenza tra i sacerdoti e i laici per cui facendo sopprimendo il Sacerdozio con la sostituzione del Sacerdozio Universale, sparisce anche il Sacrificio, non c’è più vittima, né Chiesa, né la fonte di ogni grazia; l’Eucaristia può essere considerata come Sacrificium laudis, ma non la si può in nessun modo considerare un Sacrificium expiationis; certi protestanti anche se parlano ancora di Sacrificio espiatorio, non lo intendono certo nel senso di un Sacrificio espiatorio che rimette i peccati; per questo non accettano l’antico rito, con tutte le preziose preghiere che illuminano veramente le finalità del Sacrificio: latreutica, eucaristica, propiziatoria, ed impetratoria; per questo Lutero non ha voluto l’Offertorio nel suo rito; sopprimendo l’Offertorio e l’elevazione dell’Ostia e del Calice, sopprimeva cioè tutto ciò che significava l’idea del Sacrificio; secondo Lutero, si legge il racconto della Cena che, per il fatto stesso di essere un puro racconto, non c’è un’azione, non c’è un Sacrificio, è un semplice memoriale; per lui la Confessione era inutile essendo sufficiente la sola fede…

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