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METODOLOGIA BIBLICA

Per un corretto modo di approccio al discernimento critico, qui di seguito, riportiamo una sintesi dei criteri metodologici seguiti nei lavori del Diacono Lorenzo Ventrudo
 

 

 

 

ERA DI PACE (stralcio)

A cura del diacono

 

LORENZO VENTRUDO

 

Sul periodo di pace, o Nuova Era, e similari, di cui abbondano le odierne rivelazioni private, già abbiamo espresso, anche in questo lavoro, la nostra opinione. Precisiamo, ulteriormente, che per "periodo di pace"/"assenza di guerra", s’intende un tempo indeterminato, che potrebbe aggirarsi sui venticinque anni, com’è precisato, ad esempio, a La Salette. A Fatima è detto che esso è "concesso al mondo" dopo la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria da parte del Santo Padre (Giovanni Paolo II), fermo restando l’enigmatica "conversione" della Russia di difficile verifica. Esse, rivelazioni private, devono comunque sottostare al principio di non contraddizione con quanto il Magistero di sempre della Chiesa insegna. Tuttavia, nel caso si dovessero prenderle in considerazione, è necessario darne un’adeguata e non contraddittoria interpretazione biblico-teologica. Il problema centrale della profezia è l’esame della giusta collocazione teologico-cronologica dell’evento preannunciato, nel piano di salvezza e se, dunque, riveste carattere storico o metastorico. Il sicuro riferimento biblico è Is 65,17-25 e parall., dove per nuova era, o era di pace, o ancora era messianica, è da intendersi, secondo unanimi ed autorevoli commentatori, la creazione di nuovi cieli e nuova terra. Invece per periodo di pace, secondo Dt 33,28; 2Cr 15,5; At 24,3; Ap 6,4 e paralleli, sembra essere riferito ad un "tempo di pace" (cfr. Qo 3,8), limitato, transitorio, cioè caratterizzato da assenza di guerra. Osserviamo che storicamente, in questo tempo di tregua non guerreggiata, si approfitta per rammodernare il potenziale bellico per predisporsi ad altro combattimento più feroce e distruttivo. Ora, essendo Maria l’umile serva ed esegeta della Parola, sembra ragionevole, che per quanto da Lei profetizzato in merito all’argomento, alluda proprio ai citati riferimenti biblici. Qui di seguito accenniamo alla problematica, sperando di chiarire le cose cattolicamente data la confusione dottrinale che imperversa in tante frange dello stesso cattolicesimo. Dunque, studiosi cattolici, che fanno riferimento anche a pseudo-rivelazioni private, e/o non adeguatamente interpretate alla luce della Tradizione cattolica, contestano l’interpretazione tradizionale cattolica che è inequivocabilmente antimillenarista, comunque "camuffata" o modificata.

Detti teologi ipotizzano il ritorno di Gesù sulla terra, per regnare spiritualmente (non corporeo) nel cuore di tutti gli uomini, e fisicamente nell’Eucaristia, quale "venuta intermedia", collocata tra la prima venuta e la Parusìa finale (per il Giudizio Universale), per stabilirvi il "Regno Eucaristico" di durata imprecisata e, per taluni, anche in senso letterale dei mille anni. Tale "venuta intermedia" del Cristo, dovrebbe avvenire, secondo don Dolindo Ruotolo "dopo grandi tribolazioni che purificheranno l’umanità e la Chiesa seguirà un lungo periodo di pace, di vita cristiana e di santità e che in questi periodi i Santi saranno grandemente onorati sulla terra, e la inonderanno di tante grazie da sembrare novellamente vivi in mezzo agli uomini. In generale si crede che i mille anni rappresentino una cifra tonda per indicare un lungo periodo di tempo [N.d.A.: interpretazione simbolica]; nulla però vieta di prenderli letteralmente come suonano, giacché tale interpretazione non dà luogo ad alcun inconveniente. Sarebbe bello e confortante il pensare che per mille anni dopo la guerra devastatrice che ci ha travagliati [N.d.A.: avvenuta nella storia e in particolare in Armaghedon = terza guerra mondiale] la terra godrà di quella grande pace che gli Angeli annunziarono sulla grotta di Betlemm". Alcuni associano l’avvento del "Regno Eucaristico" alla "2^ Pentecoste", profetizzata da diversi mistici, corrispondente al periodo di Pace, o Nuova Era, mentre, secondo altri studiosi, dovrebbe precedere la Parusìa, quale espressione del compimento del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ricordiamo che tale credenza si discosta da quella "millenarista", "classica", che è eretica, perché quest’ultima ipotizza la venuta intermedia di Cristo, dopo la Grande Tribolazione e Armaghedon, in maniera visibile (in carne ed ossa) sulla terra per regnare, con i suoi santi, come sovrano terreno per un periodo di mille anni antecedente alla Parusìa finale, ossia dopo lo scioglimento di Satana per sedurre le nazioni, cui seguirà la seconda battaglia, finale, di Gog e Magog (Ap 20,2). La tesi surriferita, a nostro avviso, è simile alle tesi del post-millenarismo. Riepilogando:

  1. Secondo la credenza sostenuta da diversi teologi cattolici, nella fase intermedia, collocata tra la prima venuta e la Parusìa finale (per il Giudizio Universale), Gesù, invisibilmente, ritornerebbe sulla terra per stabilirvi il "Regno Eucaristico", in genere, di durata imprecisata. In questo caso riteniamo di non definire tale credenza, e similari, come "millenarista" perché la "durata" del "Regno Eucaristico" è appunto "imprecisata" e il ritorno di Gesù sarebbe reale, ma nascosto, nell’Eucarestia. Riteniamo però che tale credenza sia un assurdo teologico per i motivi riportati al punto seguente.
  2. Contraddice la dottrina cattolica che esclude ogni forma di "millenarismo" comunque "camuffato" (CCC n. 676)/mitigato/modificato, perché tale credenza, ritenendo il "millenarismo" di durata simbolica e sostenendo la "durata" imprecisata del "Regno Eucaristico", di fatto può comprendere il "millenarismo", comunque inteso ed espresso sia letteralmente che simbolicamente. È nel contesto degli eventi cruciali dei tempi dell’Anticristo, così come calenderizzati nei citati art. del CCC, che viene escluso in maniera perentoria l’ipotizzato "Regno Eucaristico" perché è detto chiaramente: "Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa" (cfr. CCC n. 677). Pertanto, l’ipotizzato "Regno Eucaristico", a nostro avviso, contraddice palesemente la Parola della Chiesa che esclude ogni possibilità di una realizzazione storica del trionfo della stessa Chiesa. Tra l’altro, ci si domanda che senso avrebbe celebrare ancora l’Eucarestia, nel suo significato di rinnovo del sacrificio di Cristo, per la distruzione dei peccati e per la santificazione, in un contesto di impeccabilità e di santità diffusa? Nella Gerusalemme Celeste non è celebrata l’ Eucarestia! E, ancora, come già rilevato, nell’ulteriore prova finale, dopo la sconfitta dell’Anticristo e del suo Falso Profeta, è biblicamente assente ogni riferimento ad altra possibile tribolazione da infliggere nuovamente e precipuamente alla Chiesa. Ciò è ovvio, poiché quella profetizzata è irripetibile, dato il contesto inequivocabile della fine dei tempi dell’Anticristo in eventi storicamente e specificatamente determinati, concomitanti, come noi abbiamo ampiamente sostenuto nella nostra tesi.

c) Inoltre, in base a certi ed attendibili messaggi dei MdG [1°,90/13.6.1993], [31°,37-39/20.12.2000] e paralleli, un’era = 1000 anni, per cui sembra che il riferimento biblico sui "mille anni" sia da intendersi in senso letterale; in tal caso resta confermato che tutte le credenze che fanno riferimento alla venuta intermedia di Gesù, visibile e/o invisibile, prima della sua venuta finale per il Giudizio universale, sono da respingere come eretiche, perché precisando la durata intermedia pari a un’Era, questa equivarrebbe comunque a 1000 anni per cui, detti teologi, sarebbero dei "millenaristi" a loro insaputa anche se non ne precisano il tempo della durata intermedia.

d) È impensabile che dopo la catastrofe che seguirà alla Terza Guerra Mondiale, che secondo la nostra ipotesi è concomitante agli eventi dell’Anticristo, e che si prevede spaventosa per l’utilizzo di armi atomiche e similari, e di sconvolgimenti cosmici che si verificheranno nel contesto degli eventi finali, possa ancora ipotizzarsi una sorta di "pace" degli uomini senza la "pace" della natura (Rm 8,19), il che è impossibile a realizzarsi dal punto di vista anche strettamente scientifico. Allora, per ERA DI PACE può intendersi solo un tempo (era) di "riposo" o "anno sabbatico" della natura, come in passato si sono verificate le ere geologiche e similari. Tutto questo perché la terra non sarà distrutta ma trasformata. Tutte le profezie concordano nell’affermare "la fine dei tempi" ma non del "mondo". Secondo Is 65,17-25, come già riferito, per nuova era, o era di pace, o ancora era messianica, è da intendersi la creazione di nuovi cieli e nuova terra.

e) Ultima ipotesi: nel contesto della Grande Tribolazione, è biblicamente previsto il rapimento degli eletti (1Ts 4,17). Questi esseri umani rapiti/trasformati, resi cioè "immortali/incorruttibili", per andare incontro al Signore e stare sempre con lui, ovviamente non abiteranno più la terra come i restanti-non rapiti. La risurrezione di quest’ultimi verrebbe dilazionata al post-Regno Eucaristico. Se così fosse, la risurrezione avverrebbe in due fasi, cosa biblicamente insostenibile, così come unanimemente ritenuto dai commentatori di Giovanni, secondo cui la risurrezione è evento unico anche se si parla di "prima risurrezione", ma mai di "seconda risurrezione". I teologi neo-millenaristi, reinterpretano il tutto per rendere logica la loro tesi, spostando certi eventi, come la risurrezione e il giudizio, alla nuova prova finale riservata al protagonismo del solo Satana. Di questo assurdo teologico ne abbiamo già ampiamente riferito. Dunque, come osservato, i "rapiti" dal Signore, per stare sempre con Lui, certamente non potranno restare sul nostro pianeta per le ragioni anzidette, almeno nell’immediato. Tale possibilità, secondo la nostra ipotesi, potrebbe ancora sussistere dilazionandola al dopo la necessaria "purificazione planetaria" o "bonifica ecologica" (Rm 8,19-22), ossia dopo l’universale "Battesimo cosmico", finché l’umanità intera "non abbia scontato i suoi sabati" (2Cr 36,21), solo allora potrebbe "riposare per tutto il tempo" (2Cr 36,21) necessario ed essere disponibile ad accogliere una nuova popolazione di "santi" sul nostro pianeta terra, perché "i miti erideteranno la terra" (Mt 5,5). Ma di quale terra si tratti, se strettamente riferita al nostro pianeta o ad altro, questo non c’è dato di sapere con assoluta certezza; possiamo solo ipotizzare che trattandosi di un’ambivalenza semantica, il sostantivo terra possa legittimamente riferirsi anche ad una terra intesa come altro pianeta in grado di ospitare la vita umana, come noi, e a ragione, ne siamo convinti. Certamente, per inequivocabile riferimento biblico: essendo "stranieri e pellegrini sopra questa terra" (cfr. Eb 11,13; Gn 23,4), siamo destinati ad abitare in una "nuova terra" (Ap 21,1), "che noi aspettiamo secondo la promessa di Dio e in cui abiterà la giustizia" (2Pt 3,13), nella "terra dei viventi" (Sl 142,6 e parall.), la nuova Gerusalemme, la Gerusalemme celeste, la Città santa, "la Gerusalemme di lassù – che è libera" (Eb 12,22; Ap 3,12; 21,2; Gal 4,26), nella vera terra del "riposo" (Eb 4,9), nella dimora celeste, dove Gesù risiede dopo la sua risurrezione e di cui abbiamo un’anticipazione nella sua Chiesa. I RAPITI saranno trasferiti o sollevati (come riferiscono alcune profezie private) in Gerusalemme, che non è di certo quella terrena: "Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca" (Is 66, 13-14). Sull’interpretazione che se ne fa sul "periodo di pace divina e di prosperità", "nuovo mondo della pace", "tempo di primavera" (cfr. Medjugorje: messaggi del 25 giugno 1995, 25 dicembre 1999, ottobre 2000, ecc…), che dovrebbe seguire i "tempi della tribolazione" o dopo la sconfitta dell’Anticristo (M. Valtorta), rileviamo questa contraddizione con quanto dichiarato sulla stessa Medjugorje: "Il parroco di Medjugorje riferisce A. Socci, nel suo libro Mistero Medjugorje – ha scritto questa lettera – inviata al Santo Padre il 7 dicembre 1983 – su sollecitazione di una delle veggenti, dopo l’accorata richiesta di Colei che appare. Ecco il testo: "Questo secolo è sotto il potere del demonio, ma quando saranno compiuti i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere ed è diventato aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie tra i preti, crea ossessioni, assassini". Ora, noi rileviamo, come può "rinascere" il potere di Satana se, alla lettera, e nel contesto di riferimento, la "distruzione" comporta la "riduzione al nulla, la completa demolizione, il divenire inesistente, il dissolvimento, il disfacimento, l’andare in rovina" (caduta, crollo, sfacelo disfacimento di istituzioni, governi, civiltà…) ecc. ? La tesi che sostiene la distruzione del potere di Satana e non dello stesso Satana, è, a nostro avviso, insostenibile per le ragioni dette e secondo il nostro impianto teologico che riteniamo conforme alla Tradizione cattolica. Come criterio di discernimento circa la veridicità o meno delle "profezie" religiose private che fanno riferimento all’era di pace e similari, che dovrebbe seguire la seconda venuta di Cristo sulla terra, riportiamo la seguente comunicazione privata che ci pare paradigmatica perché coerente con la dottrina cattolica: "Così, alla fine del mondo, quando Gesù vi risusciterà [ovvero: quando il Signore ritornerà nella gloria ‘subito dopo la grande tribolazione di quei giorni’, che avverrà nel contesto della manifestazione dell’Anticristo (Mt 24,15.29ss.); CCC n. 1001: ‘nell’ultimo giorno’ (Gv 6,39-40.44.54; 11,24); ‘alla fine del mondo’. Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusìa di Cristo"] per il suo ultimo ed universale giudizio [attenzione: gli eventi sono scanditi cronologicamente e senza alcun riferimento millenaristico comunque camuffato!] anche voi, miei figli, potrete salire quassù in Paradiso [attenzione: il Paradiso è localizzato inequivocabilmente non sul pianeta Terra, ma su altro pianeta, data, la sottolineatura spazio-temporale-"pluridimensionale" della nuova esistenza dell’umanità glorificata!], ed allora sarete posti alla destra del Figlio e della vostra Mamma Celeste, per godere con loro per sempre della perfetta ed eterna felicità". Insomma, a nostro avviso, la teoria dei due tempi (millenni), pone più problemi di quanto pensi di risolverne.

Ora, più in particolare, esaminiamo il testo greco di Ap 20,10 utile ad avvalorare la nostra tesi:

k a ὶ ὁ d i άb o l o V p l a n ῶn a ὐt o ὑV ἐb l ήq h e ἰV t ἡn l ίm n h n t o p u r ὁV

E il diavolo l’ingannatore loro fu precipitato in lo stagno di fuoco

k a q e ίo u ὅp o u [...?] k a t ό q h r ίo n k a ὶ ὁ y e u d o p r o f ήt h V ,

e di zolfo dove (ci sono) anche la bestia e il falso profeta

k a b a s a n i s q ήs o n t a i ἡm έr a z k a n u k t ὸV e ἰV t o ὑV a ἰῶn a V t ῶn

e saranno tormentati di giorno e di notte per i secoli dei

a ἰώn w n .

secoli

Commento

Sostiene E. Corsini, citato da M. Centini: "Nel testo originale non c’è il verbo, e la frase nel suo complesso potrebbe anche voler dire che il diavolo viene gettato nello stagno, dove vengono gettati anche la bestia e il falso profeta. Che nella battaglia del capitolo 20 questi aiutanti di Satana siano presenti e più che probabile. Giovanni infatti parla di una seduzione satanica che si esercita sulle nazioni della terra. Ora, noi sappiamo che è attraverso questi due strumenti che la seduzione satanica si comunica all’umanità. Il testo, è vero, si esprime come se fosse Satana in persona che si reca a sedurre le genti, ma questo è per rivelarci il senso profondo degli avvenimenti, non il modo con cui essi si svolgono […]. In sostanza, la possibilità che lo scontro finale, dopo la liberazione di Satana, preveda anche la partecipazione dell’Anticristo e del falso profeta, non è da escludere a priori e una più attenta valutazione dell’Apocalisse di Giovanni, tenendo conto della sua ‘elasticità’ nel collegare parti del testo apparentemente lontane (secondo un metodo caratteristico degli apocalittici) può aver dato luogo ad interpretazioni non approfondite, frequentemente divenute una sorta di stereotipo diffusosi al di fuori della cerchia degli specialisti". In definitiva, il rafforzamento, esplicitato, della traduzione del testo attuale di Ap 20,7 con l’aggettivo dimostrativo "quei", contestuale ad Ap 20,4-6, è letteralmente possibile, anzi, doveroso a scanso di ulteriori fraintendimenti, data la continuità discorsiva indicante l’inequivocabile regno millenario riferito specificatamente a Cristo: m e t t o ῡ Xr i s t o (Ap 20,4). La durata del Regno è proprio unica e solo di "mille anni" e non di altri aggiuntivi. Tutto ciò pone le basi esegetiche per conglobare in un unico evento ed irripetibile la sconfitta di Satana e del suo vicario in terra: l’Anticristo e del Falso profeta di quest’ultimo. Ad ulteriore rafforzamento della nostra tesi millenaria e non millenarista, in riferimento Ap 20,3, U. Vanni, così traduce "μετά ταυτα”: “Dopo questi - mille anni Satana - dovrà essere sciolto per un tempo breve". Osserva dunque l’autore citato: "Di per sé l’espressione meta tauta può essere intesa anche nel senso generico di ‘dopo queste cose’, ed è ciò che accade generalmente nell’Apocalisse. Ma nel nostro testo il riferimento immediato al neutro plurale che precede – chilia ete – rende preferibile rapportare tauta proprio ai mille anni. Si dovrà allora intendere: ‘dopo questi’ mille anni". Allora, se lo scioglimento di Satana di cui in Ap 20,3 avviene allo scadere dei mille anni, per un tempo definito "breve" o "poco", consequenzialmente lo scioglimento, di cui in Ap 20,7, comportante la sua definitiva sconfitta, è lo stesso anticipato in Ap 20,3. La brevità del tempo concesso allo scatenamento di Satana, ben si addice ai tre anni e mezzo concessi all’Anticristo (Ap 13,5) per esercitare tutta la sua ferocia. Dunque, allo scadere dei "mille anni", gli unici e non altri, Satana scatenato, strumentalizzando il suo Anticristo, contestualmente, coinvolgerebbe tutta l’umanità per tentare l’olocausto definitivo, così come da noi costantemente ipotizzato e sostenuto. Riepilogando, la sequenza cronologica/teologica degli eventi finali è, a nostro avviso: Apostasia, regno dell’Anticristo/vicario di Satana/Falso profeta, Grande Tribolazione che è certamente l’ultima ("…né mai più ci sarà" Mt 24,21). Non ci sono, quindi, ragioni teologiche che giustifichino l’ulteriore prova del post-millennio, senza questi presupposti!

Sulla cronologia degli eventi finali, proponiamo il Panorama escatologico approvato da San Pio X, secondo il canonico Stefano Chabauty: secondo il Canonico S. Chabauty (approvato da S. Pio X) lo svolgimento cronologico degli eventi finali dovrebbe essere questo:

a) Apparizione del Cristo.

b) Distruzione dell’A. e seguaci.

c) Raduno degli eletti, vivi, nello stesso luogo per sottrarli alle conseguenze di una distruzione fisica.

d) Purificazione col fuoco per 45 giorni.

e) Risurrezione generale dei vivi e dei morti.

f) Giudizio Universale.

g) Nuovi Cieli e nuova Terra.