A PROPOSITO DI FIGLI E FIGLIE DI DIO: UNA PRECISAZIONE DOTTRINALE CRISTIANA E CATTOLICA.

Il Papa il 6 gennaio 2016 ha affermato che buddisti, cattolici, ebrei, musulmani, “siamo tutti figli di Dio ...”. Papa Francesco recentemente e in analogo contesto, sul quotidiano francese “La Croix” ha ribadito: “… Siamo tutti figli e figlie di Dio, con la nostra personale dignità”. Alcuni hanno obiettato sull’inesattezza dell’espressione del Papa. Qui proponiamo la definizione dottrinale, teologica, diversificata sulle due discendenze adamitiche:

• Figli di Dio: sono creature create a immagine e somiglianza di Dio in cui vi dimora stabilmente lo Spirito Santo. Nella ri-evoluzione guidata, sono Figli della luce (1Ts 5,5), sono guidati dallo Spirito di Dio (Rm 8,141; 1Gv 3,10).
• Lo studioso Don Guido Bortoluzzi così si esprime a tale proposito: I figli di Dio sono “Uomini creati da Dio perfetti perché geneticamente puri”. In seguito al peccato d’inquinamento genetico commesso da loro con la specie delle belle figlie degli uomini di discendenza ibrida, perché cainite, Dio ha ritirato lo Spirito Santo (Gn 6, 1-3), perché ormai, con la diffusione dell’ibridazione umana, si erano resi inadatti a contenerlo.
Fra le varie esegesi sul dato biblico dei Figli di Dio, ne riportiamo il commento di G. Segalla che ci sembra ne abbia individuato e ben precisato il contenuto della definizione genesiaca. La sua argomentazione parte dalla citazione parziale, così com’era usuale, di
Gesù del Sl 82,6 LXX: “Io ho detto: siete dèi”, adottata in risposta all’accusa dei giudei consistente in “una interpretazione errata della rivelazione di Gesù, nella loro prospettiva della ricerca di gloria (5,41-44)”. Gesù era stato accusato di bestemmia per essersi dichiarato di farsi uguale a Dio: “Tu che sei uomo, ti fai Dio”. Effettivamente una tale rivendicazione era una bestemmia. “Ma questo Gesù l’aveva sempre negato, affermando continuamente la sua essenziale dipendenza dal Padre (5,19.30; 10,18)”. In effetti, era “piuttosto il contrario, nella teologia di Giovanni: “Il Verbo, che era Dio, si è fatto carne” cioè uomo (1,14)”. Quindi, la “risposta di Gesù è ad hominem, un’argomentazione rabbinica dalla Scrittura del tipo de minori ad maius, se cioè Dio ha chiamato tutti gli appartenenti al popolo di Israele “figli di Dio”, tanto più si potrà chiamare con tal nome l’inviato di Dio” (Giuseppe Segalla, biblista)

In argomento, san Tommaso d’Aquino, dottore della Chiesa, osserva: “L’unigenito Figlio di Dio, volendoci partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura e si fece uomo, per far di noi, da uomini, dèi” [Dalle Opere, Opusc. 57, nella festa del Corpo del Signore, lect. 1-4]. E, in tema, S. Cipriano vescovo e martire, a commento di Gv 1,11-12, osserva: “Chi, dunque, ha creduto nel suo nome ed è diventato figlio di Dio, deve cominciare di qui, dal rendere grazie e professarsi figlio di Dio allorché indica che Dio gli è Padre nei cieli” [Dal trattato sul Padre nostro, Nn. 8-9; CSEL 3,271-272].

Da parte nostra, notiamo come nonostante l’avvenuta ibridazione umana, persiste da parte di Dio il considerare, comunque, gli uomini come suoi figli-dèi (Sl 82,6), e in particolare Israele come “primogenito” (Es 4,22) perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Rm 11,29). Se da Figli di Dio, gli uomini si sono auto declassati a creature di Dio, e cioè a semplici uomini, privi della sua gloria (lo Spirito Santo), è per il peccato di disubbidienza riprodotto, cumulativamente, a quello originale ereditato da Adamo.



• figli degli uomini: sono creature che conservano parzialmente l’immagine di Dio ma non più, precipuamente, la somiglianza perché privi della dimora stabile dello Spirito Santo (Gn 6,1-3). Nella ri-evoluzione guidata, in altre parole durante la fase dell’escatologia intermedia, sono coloro che stanno sotto il potere del diavolo (At 10,38), sono figli del principe delle tenebre (At 26,18; 1Gv 3,10) che è Satana, menzognero, padre della menzogna ed omicida fin da principio (Gv 8,44). Pertanto, don Guido Bortoluzzi, come già detto, li considera “figli degli uomini”, in quanto “discendenti illegittimi dell’Uomo-Adamo, inquinati ‘biologicamente’ dal peccato originale, chiamato così perché commesso alle origini del genere umano […] ‘peccato originale’ che non fu mero peccato di
superbia e di presunzione, ma anche un peccato di disubbidienza e di malizia che si attuò in un atto concreto di ibridazione della specie umana compiuta dal Capostipite Adamo”.
Infine, a conclusione di questa sezione espositiva, rileviamo che tutti gli studiosi considerano per scontato come Adamo ed Eva siano i soli progenitori originari dell’unica discendenza non differenziabile nelle due discendenze citate che per noi, invece, sono bene distinte nell’avere come unico originante Adamo, ma due diverse madri. Infatti, tali studiosi non spiegano come mai le due discendenze comportino differenze genetiche notevoli fra loro, pur avendo avuto origine, secondo loro, da una medesima coppia originante Adamo/Donna (Eva), considerata geneticamente perfetta o pura, vivente in un ambiente paradisiaco incontaminato.

RIEPILOGO (sui Figli di Dio e sulle creature di Dio)

Tenendo conto della 1Gv 2,19, e del prologo di Giovanni, sintetizziamo:

La fede c’è o non c’è (Assioma). “A DIO, O SI CREDE, O NON SI CREDE! Tutto il resto è pasto per le tenebre! Scegliete dunque da che parte stare, visto che ve ne è stata data la
possibilità con il «libero arbitrio»... ma DECIDETEVI... senza alcun compromesso! “[Cfr. MdG]

Secondo Mc 16,16 e At 2,38, per la salvezza è necessario ricevere i doni: a) del Battesimo b) della Fede, che, secondo le dette citazioni, segue il Battesimo.

Secondo il Magistero della Chiesa, con il Battesimo “siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione (CCC n. 1213). In particolare, i battezzati “ricevono lo spirito di adozione a figli …”, diventano “tempio dello Spirito Santo” (CCC n. 1279).
Al n. 1253 del CCC (Catechismo della Chiesa Cattolica), leggiamo: “Il Battesimo è il sacramento della fede. La fede però ha bisogno della comunità dei credenti … La fede richiesta per il Battesimo non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi … A n. 1254 si precisa: “In tutti i battezzati, bambini o adulti, la fede deve crescere dopo il Battesimo …”. Stando così le cose, con il dono dello Spirito Santo, contestuale al Battesimo, sembra dedursi che venga donato solo un “germe di fede” tanté che “non è una fede perfetta e matura, ma un inizio, che deve svilupparsi”, che cioè “deve crescere dopo il Battesimo”.

Dunque, rileviamo che la fede, comunque, è donata ai bambini e agli adulti e che è da considerarsi solo come un “germe di fede”. Come tale, può fruttificare o inaridire, come si deduce dalla parabola del seminatore (Mt 13,3-9.18-23 e prologo di Giovanni 1,11-13).

In definitiva, cristiani non si nasce, ma lo si diventa. Ed è altrettanto vero che si può diventare anche non cristiani e cioè addirittura anticristi! (1Gv 2,18-19). Infatti gli anticristi della citata lettera di Giovanni, erano stati, di fatto, solo dei battezzati anagrafici, che, per il loro comportamento eretico, non avevano ricevuto l’unzione dello Spirito Santo (1Gv 2,20), cioè un nuovo intervento di Grazia che facesse esplodere il potenziale di Grazia, fede-germe, ricevuto sacramentalmente, e rilevasse la piena identità di Figli di Dio. Il tutto sembra confermato da Gn 6,3: Il mio spirito non durerà per sempre nell’uomo … “. In tal caso, gli anticristi perdono la dignità di “Figli di Dio” (Parabola del Padre misericordioso Lc 15, 11-32), e retrocedono a creature di Dio, prive della presenza stabile dello Spirito Santo, pur conservando statutariamente, in modo anagrafico, la sola immagine di Dio perché discendenti di Adamo.