IN ATTESA DELLA TUA VENUTA …

 

Il fondamento biblico che sintetizza il termine escatologia, è riscontrabile in Sir 7,36: "In tutte le tue opere ricordati della tua fine - novissimi - e non cadrai mai nel peccato". Anche gli odierni "teologi moralisti ritengono che i tempi escatologici siano notevolmente utili per stimolare la condotta morale dell’uomo" (G. Ancona). Il Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 673, precisa teologicamente la cronologia degli eventi di salvezza nel loro svolgimento storico: "Dopo l’Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente [ndr: imminenza non cronologica, bensì psicologica], anche se non spetta a noi "conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta (At 1,7). Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento anche se essa e la prova finale, che la precederà, sono "impedite". Sull’impossibilità previsionale dei tempi del ritorno del Signore, l’esegeta Antonio Pitta, commentando la 2 Tessalonicesi, osserva: "alle attese ansiose per la parusia, Paolo o un suo discepolo, da una parte conferma l’assunto apocalittico dell’impossibilità di stabilirne i tempi, dall’altra esorta la stessa comunità alla laboriosità per il vangelo. Questa rimarrà una tensione visibile in ogni sezione apocalittica dell’epistolario paolino". L’impedimento, di cui il CCC nn. 673; 674-677, è quello che rimanda alla 2Ts 2,3-12, in cui è specificata la necessaria rimozione dell’ostacolo (il qualcosa del v. 6, e il chi del v. 7), che impedisce/impediscono la manifestazione dell’Anticristo, evento essenziale che deve precedere la seconda venuta di Cristo nella sua gloria; venuta che può essere affrettata dalla preghiera in genere (Sir 36,7), dalla preghiera del Padre nostro (venga il tuo regno: Mt 6,10), dall’invocazione Vieni Signore Gesù (Ap 22,20), che è grido di attesa e di speranza, e da altre preghiere. Il cristianesimo dei primi tempi era convinto che fosse possibile, specialmente con la preghiera, accelerare l’avvento della parusia. Papa Benedetto XVI, nell’Udienza generale del 12 novembre 2008, commentando San Paolo (1Cor 16,22) ha esortato i fedeli a riprendere il saluto Maranà thà: vieni, o Signore! H. U. von Balthasar, ripensando l’escatologia cattolica in prospettiva cristologico-trinitaria, precisa: "Dio è il fine ultimo della sua creatura. Egli è il cielo per chi lo guadagna, l’inferno per chi lo perde, il giudizio per chi è esaminato da Lui, il purgatorio per chi è purificato da Lui. Egli è Colui per il quale muore tutto ciò che è mortale e che risuscita per Lui e in Lui. In definitiva, l’eschaton offre le seguenti possibilità: a) in negativo: dannazione/inferno; b) in positivo: Paradiso/vita eterna. Il tempo dell’escatologia intermedia, si configura come tempo di attesa operosa, nella carità, del compimento della storia. Sulla cronologia degli eventi finali della storia, la classificazione proposta da S. Agostino è: 1. Elia Tesbite 2. La fede dei Giudei 3. L'Anticristo persecutore 4. Cristo che giudicherà 5. La risurrezione dei morti 6. La separazione dei buoni dai cattivi 7. La conflagrazione e rinnovazione del mondo. Secondo nostri studi, l’inizio dei tempi penultimi consiste in: Apostasia (CCC nn. 675-676; 2Ts 2,3). Eliminazione degli ostacoli che impediscono la manifestazione dell’Anticristo (CCC n. 673; 2Ts 2,3-12); Anticristo e Grande Tribolazione (Ap 20,7-8). Risurrezione finale/Parusia di Cristo (CCC n. 1001). Giudizio universale. Cieli nuovi e terra nuova (cosmo trasformato) (CCC nn. 1042.1047). Quel giorno il Signore promulgherà "l’editto della pace". Amen. Intanto, in "attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo – perché – è apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo" (Tit 2, 11-13) "

Renzo Ventrudo diacono