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METODOLOGIA BIBLICA

Per un corretto modo di approccio al discernimento critico, qui di seguito, riportiamo una sintesi dei criteri metodologici seguiti nei lavori del Diacono Lorenzo Ventrudo
 

 

 

 

PROGRAMMA MENSILE A.M.E

 

 

 

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2. Il regno millenario


2.1 Il millenarismo e il neo-millenarismo o amillenarismo modificato (Cf Vedasi approfondimento monografico riportato in Appendice di questo lavoro)
(Stralcio da: Lorenzo Ventrudo, L’anticristo che deve ritornare, Trattato sull’Anticristo, Fede & Cultura, Verona 2010, pp. 255-262)

Il millenarismo è definito da A. Gelin come “la credenza in un regno glorioso in cui il Cristo risorto, ritornato visibilmente sulla terra, raccoglierà attorno a sé i giusti, anch’essi risuscitati e glorificati, li governerà e distruggerà ogni potenza ostile […]. In termini equivalenti, forse più incisivi, si è espresso M. Simonetti: “Secondo questa credenza […], prima del giudizio finale e della fine del mondo ci sarebbe stata una prima risurrezione dei soli giusti, che per un millennio avrebbero goduto, assieme a Cristo, di felicità e grande abbondanza di ogni bene nella Gerusalemme celeste discesa sulla terra” . Per una visione panoramica delle teorie escatologiche, inerenti al millenarismo, proponiamo la lettura delle Tavole nn. 40-44.
Sulla dottrina del regno millenario di Cristo, la cui problematica esegetica è stata già riportata altrove e in altro contesto del lavoro, cristiani di diverse denominazioni contrappongono le loro diverse interpretazioni, comunque legittime e da rispettare, dell’unica Parola il cui testo biblico è pressoché tradotto identicamente da tutti. In generale le voci di riferimento si richiamano ad Is 11,6-9; 65,25; Ap 5,10; 20,1-7 e rispettivi paralleli. Sintetizzando a proposito le varie dottrine non cattoliche, il millennio viene così sinteticamente interpretato e scandito :

- giudizio del falso profeta e tutte le potenze occidentali;
- incatenamento di Satana per mille anni [era di pace = era sabatica (J.E. Talmage)];

- liberazione di Satana, sua azione e sua distruzione;
- seconda risurrezione;
- instaurazione definitiva del Regno di Dio.

Il Signore Gesù, secondo R. Pache, citato, pur divenuto “luce delle nazioni” in effetti, non ha “mai regnato sulle nazioni nel loro insieme” poiché è stato accettato da una sola minoranza. Il millennio darebbe occasione di conversione generale di tutte le nazioni attraverso un’evangelizzazione delle stesse. Lo stesso Israele diventerebbe “il popolo evangelizzatore nella nuova economia”. Nonostante l’evangelizzazione e la conversione di tutte le nazioni, rimarrebbe “una minoranza che s’inchinerà davanti alla Sua potenza solo apparentemente”. Quindi “durante il millennio il peccato sarà ancora possibile”. Anche la morte seppur “meno frequente, colpirà ancora gli uomini”. Durante il millennio, sempre secondo tali ipotesi, Dio “instaurerà sulla terra un regime autoritario governando personalmente, una teocrazia”. Secondo J.E. Talmage, citato, la terra, durante la fase del millennio, verrebbe abitata dagli “esseri mortali e immortali [...] e i rapporti con le potenze celesti saranno comuni”. Per una lettura strettamente letterale di Ap 20,4-6 Il regno “con Cristo”, per cui i cristiani regnerebbero con Cristo per un periodo di mille anni prima (premillenarismo) o dopo il suo ritorno (postmillenarismo), hanno optato Papia (60-130 d.C), Cerinto (100 d.C.), Giustino (martire, morto tra il 163 e il 167 d.C.), Ireneo, Tertulliano (Montanista e millenarista a partire da circa il 207 d.C.), Vittorino di Poetovio, morto forse 258-260 d.C., (come già riferito, va ricordato per avere applicato all’Apocalisse, la regola della repetitio, chiamata più tardi recapitulatio da Ticonio e dai suoi imitatori, secondo la quale l’Apocalisse narra più volte le stesse cose, variando le parole e le immagini; detta regola è conosciuta attualmente come “duplicato interpretativo” o “duplicato narrativo”); lo stesso Agostino confessa di aver simpatizzato inizialmente per tale interpretazione. Gli adepti di gruppi religiosi più recenti, premillenaristi, non mostrano sensibilità ai problemi socio-politici attuali, mentre gli altri, postmillenaristi, sono impegnati a promuovere cambiamenti sociali, mostrando uno spirito marcatamente missionario.
Altre interpretazioni minoritarie preferiscono il millenarismo sabbatico (Lettera di Barnaba o Pseudo Barnaba, Ippolito di Roma, Commodiano, Lucio Cecilio, Firmiano Lattanzio, Metodio d’Olimpo), in base al quale essendo per il Signore un giorno equivalente a mille anni (Sl 90,4), il settimo giorno, del suo riposo dopo i sei giorni impegnati alla creazione, sarebbe il giorno, corrispondente a mille anni, del compimento della presente creazione.
Osserva il già citato J.P. Prévost , che “i troni di cui si parla nell’Apocalisse sono tutti, tranne il trono di Satana (la bestia), troni celesti [...] Giovanni non parla dei cristiani ancora sulla terra alla fine dei tempi, bensì delle ‘anime’ di coloro che sono stati decapitati, di quei martiri – cioè – che si sono rifiutati di adorare la bestia e si sono mantenuti fedeli al Cristo (v. 4) [...] martiri [...] risuscitati [e, secondo noi, non già risorti ! Perché ciò avverrà solo al definitivo ritorno nella gloria del Cristo], cioè tornati alla vita per cui regnano con Cristo avendo ricevuto la potestà di giudicare”.

Come già ampiamente riferito nell’esegesi dell’Apocalisse sulla questione del millennio, viene riaffermata la tradizione prevalente nella Chiesa cattolica secondo cui, da Origene e S. Agostino in poi, e condivisa con ragioni analoghe anche da recenti studiosi non cattolici, “i mille anni simboleggiano l’intera storia della Chiesa, trionfante e militante, in cielo e sulla terra, dalla risurrezione di Cristo alla sua parusìa”.
Riepilogando, le opinioni degli esegeti sulla questione “millennio”, sono sostanzialmente le seguenti:
a) interpretazione cronologica-letterale-fondamentalista;
b) interpretazione simbolica-spirituale.

Il millenarismo, fino al III/IV secolo, è stato condiviso da molti cristiani. Esso è stato condannato dal Concilio di Efeso (anno 431). Il regno intermedio, Ap 20,1-6, è ritenuto da eminenti biblisti, un “duplicato interpretativo” o “duplicato narrativo” di Ap 19,11. La Chiesa cattolica ha rigettato il “millenarismo” bollandolo come “falsificazione del Regno futuro [...], soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato ‘intrinsecamente perverso’” .
Qui di seguito viene esposto un sintetico tentativo di un’esegesi letteraria dei testi di riferimento a sostegno della tesi cattolica, facendo ricorso al genere letterario dell’“apofatismo profetico” o “profetismo apofatico” di cui, come detto, incidentalmente si è fatto uso in questo lavoro. Il non detto, supponendo che ve ne sia la ragione per non esplicitarlo, può essere profetico.
I testi dell’Apocalisse, di cui faremo riferimento, sono tratti da Ap 20 e 16 (sott. mie):

v.1: Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano.
v.2: Afferrò il drago, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni;
v.3: lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un pò di tempo.
v.4: Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni;
v.5: gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione.
v.6: Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.
v.7: Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere
v.8: e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.

Parall.: Ap 16,14.16: gli spiriti di demòni, che “operano prodigi”, visti uscire dalla bocca dall’Anticristo e dal suo falso profeta “radunarono tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente [...] nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn”.

Questioni:

1. Satana è incatenato per 1000 anni (complemento di tempo perdurante) perché non “seducesse più le nazioni”; l’obiettivo, illusorio, di Satana è quello di radunarle per indurre con inganno l’umanità all’auto-sterminio;
2. con la sua risurrezione-intronizzazione, Cristo inaugura il suo regno dei 1000 anni (S. Agostino ed altri; cfr. Mt 28,18; Mc 14,62; 16,19; Ap 12,10; CCC nn. 663-664.669);
3. 1^ risuscitazione durante il regno di Cristo per 1000 anni (escatologia intermedia):
a) con Cristo, in cielo, regnano gli apostoli risuscitati (Mt 19,28) e le anime, cioè i martiri risuscitati;
b) v.4: 1) i risuscitati, (e cioè non ancora risorti anche con il proprio corpo!), per mezzo del battesimo, sono esonerati dalla morte eterna; 2) l’esercizio del potere regnante è esteso anche alla fase terrestre del regno di Dio (Ap 5,10), attualizzato, sotto forma di “segno” e “strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1), per mezzo della Chiesa;
c) a quest’ opera, come mediatrice di grazie e corredentrice, partecipa in maniera singolare Maria Vergine Santissima-Madre della Chiesa (“la regina in ori di Ofir”: Sl 45 (44),10): “Ascolta, figlia – Maria – guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre – l’Israele del rifiuto – [...]. Ai tuoi padri, succederanno i tuoi figli – i cristiani: Gv 19,27 – li farai capi di tutta la terra (Sl 45 (44),11-18); LG 61)”; “Maria non vi toglie la croce che portate, per meritarvi il Paradiso, ma vi dà la forza di portarla! Lei è la corredentrice del genere umano, e tutto ciò che implora a Dio per voi, nella Sua umiltà profonda, non Le viene negato” (MdG: 11°,26-30/20.10.1994); “È indispensabile, figli diletti, una sentita devozione a Lei, per una reale ascesa spirituale. Lei è l’insostituibile mediatrice tra voi e il Padre Celeste. Lei è una Mamma tenera e premurosa, che intercede affinché vi vengano rimessi i vostri peccati... È la mamma che cerca di nascondere i vostri errori e tende invece ad esaltare le vostre buone azioni. È la mamma che dispiega incessantemente tutte le Sue forze, per difendervi e proteggervi. È la vera e coraggiosa antagonista del male. È Lei il segno più certo dell’amore di Dio” (MdG: 5°,79-81/7.12.1993); ivi, esegesi di Pr 8,22: non a tutti è dato di conoscerne la verità di fede (Chi legge si sforzi di capire!).

4. Non conosciamo la dinamica che traduce l’invisibile rendendolo visibile e viceversa; sembra, comunque, che l’esercizio del potere regnante, autorità-potere, inteso come servizio, venga esercitato sia a livello invisibile sia visibile:
a) dai santi risuscitati, co-regnanti con il Cristo-risorto e la Regina degli Angeli: Maria Santissima sempre Vergine;
b) dai cristiani pellegrini sulla terra;
- in questo caso sembra che la comunicazione spirituale, per l’abilitazione all’esercizio del potere, esercitata a livello umano, non è percepita dagli stessi eletti, in quanto la nostra umanità costituisce un “nascondimento” o “filtro”, di questo operare-regnare;
- per grazia, partecipi dell’invisibile, si possono comprendere frammenti di mistero, così come descrittoci dall’esperienza dei mistici, per cui è possibile sperimentare come il Signore conduca la storia secondo i suoi fini di salvezza;
- il mistero consiste per noi nel non essere edotti sulla dinamica di “interrelazione o corrispondenza reciproca” fra le coordinate spazio-temporali del nostro esistere terreno e l’invisibile costituito di atemporalità.

5. v. 5: “Gli altri morti non tornarono in vita”: abbiamo quindi, una distinzione degli eventi:

A) 1^ risuscitazione / durante il millennio: ci sono i risuscitati-sacerdoti di Dio e del Cristo, regnanti per 1000 anni (complemento di tempo perdurante).
B) 2^ risuscitazione: è riservata agli esclusi, la cui risuscitazione è rimandata al post millennio (complemento di tempo); essi, pertanto, devono “ritornare” o “riapparire”, per la fine ultima dei tempi, al compimento cioè dei 1000 anni, come esigito dalla teologia biblica inerente alla tematica del “ritorno”.
C) Satana, v. 7, viene liberato: “Quando i mille anni saranno compiuti” (proposizione temporale incidentale). Ne consegue, logicamente, che allo scadere del millennio, questa schiera tardiva, della 2^ risuscitazione, sarà coeva allo scatenamento di Satana.

6. Tesi analogica (letteraria/indizi letterari):

1. L’autore ispirato ha ben distinto, con l’aggettivo indefinito “altri morti” (oì loipoì tòn nekròn) i risuscitati dai non risuscitati nel medesimo millennio.
2. Analogamente: se i 1000 anni fossero stati distinti gli uni dagli altri, se cioè ne fossero stati 2000 anni, ci si sarebbe aspettato, secondo la logica letteraria, una precisazione che al v. 7 e al corrispettivo testo greco è inesistente: “altri” oppure “altrettanti”, aggettivi indefiniti la cui presenza avrebbe avvalorato legittimamente la tesi millenarista, il ché è un assurdo letterario e teologico dato che nel contesto brilla l’assenza della precisazione temporale: “Quando altri o altrettanti (aggettivi indefiniti inesistenti! = apofatismo profetico o profetismo apofatico) – mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere”. Se dunque l’autore ispirato non ha ritenuto specificare letterariamente la precisazione della sequenza temporale, è da arguire che il millennio di riferimento è lo stesso nei due eventi raccontati e che pertanto il complemento temporale, riferito ai 1000 anni, è da intendersi effettivamente come “duplicato interpretativo” o “duplicato narrativo”.

Nella Tavola n. 21, Il millennio, come già riferito, è riportata sinotticamente la problematica descritta.

Se la nostra ipotesi letteraria appare debole, nell’Appendice, approfondendo ulteriormente la tematica, vedremo che è possibile la traduzione ὰ ί ἔ – “i mille anni”, con l’aggettivo dimostrativo quei mille anni, il che potrebbe inequivocabilmente risolvere letterariamente il problema, anche se nel testo greco il contesto narrativo è sempre riferito ai medesimi “mille anni”.

Qui, confermiamo che nelle Bibbie Diodati e Nuova Diodati [Cfr. Sito: Bibbie camparate, varie versioni] la traduzione effettuata è:

20:7 E QUANDO que' mille anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione, ed uscirà per sedurre le genti, che sono a' quattro canti della terra, Gog e Magog, per radunarle in battaglia; il numero delle quali è come la rena del mare.
20:7 E quando quei mille anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione.

Infine, sempre a proposito della problematica millenaria, va rilevato come in Ap 20,4 non è fatto nessun riferimento alla funzione gregaria esercitata dal falso profeta nell’attivarsi al fare apporre “un marchio – cioè il nome della bestia o il numero del suo nome, il famigerato 666 – sulla mano destra e sulla fronte” (Ap 13,16-17) degli uomini sedotti perché adorassero la bestia 666-Anticristo (Ap 13,12). Può essere che all’a. ispirato, dato il diverso contesto narrativo, non interessasse precisarne la presenza e la funzione. Ma è anche vero che vi si può sottendere, per il genere letterario dell’apofatismo profetico o profetismo apofatico, uno specifico riferimento al regno millenario del Cristo, esercitato sia a livello invisibile sia a livello visibile e cioè sul piano della storia. In tal caso, periodi storici diversi sono stati caratterizzati dalla compresenza di una lotta cristica-anticristica “tipicizzata” nello scontro tra i sostenitori dell’avvento del regno di Cristo e gli avversari compattati dagli anticristi di turno, questi ultimi prefigurazioni dell’Anticristo finale.
Durante il regno millenario cristico, quindi, non è fatto nessun riferimento specifico al singolo falso profeta di Ap 19,20, abbinato all’Anticristo finale. Sembra da ritenersi, invece, che l’abbinamento satanico sia deterministicamente riferito principalmente allo stadio finale della storia, appunto per il suo ruolo binario con l’Anticristo finale.
Il compito dei gregari degli anticristi di turno, succedutisi nella storia, sono da Cristo solo descritti al plurale: “Falsi cristi e falsi profeti” (Mt 24,24), ma mai al singolare, salvo quello riferito alla fine ultima dei tempi e di cui, non a caso, si occupa solo l’Apocalisse. Infatti, se è vera l’ipotesi formulata circa la corrispondenza d’identità del Falso Profeta col Sommo Sacerdote, quest’ultimo, durante il regno millenario di Cristo, è inesistente storicamente. Egli, non può aver fatto la sua comparsa storica, data l’inesistenza storica del Tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 d.C. Ne consegue, inoltre, che necessariamente il Tempio di Gerusalemme deve essere ricostruito, come ampiamente ipotizzato, proprio perché l’Anticristo finale, il ricapitolatore di tutti gli anticristi che hanno fatto la loro comparsa storica durante il “millennio”, o regno intermedio di Cristo, deve essere smascherato nel massimo potere diabolico raggiunto grazie proprio all’indispensabile attività gregaria del Falso Profeta-Sommo Sacerdote!
2.2 L’economia del millennio durante
il suo svolgimento
Il millennio lo si identifica con specifica e determinata connotazione religiosa e cioè con il tempo della Chiesa. Sia il messianismo sia il millenarismo, termini spesso intercambiabili, sono considerati di solito un “crisis cult”, “una forma di religiosità tipica dei periodi di crisi, che in fasi cruciali della storia offre varianti topiche sul tema escatologico dell’imminenza della seconda venuta di Cristo e della fine dell’ordine sociale” .
La Chiesa, in quanto popolo di Dio peregrinante sulla terra, diviene luogo di salvezza e al contempo “sacramento visibile di questa unità salvifica” (LG 9) e cioè “dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1) e come sacramento dell’amore di Dio per gli uomini. Il tema specifico proposto non consente l’ulteriore approfondimento ecclesiologico della tematica. Qui interessa evidenziare gli elementi essenziali.
La Chiesa, in quanto corpo mistico di Cristo, luogo privilegiato dell’incontro dell’umanità con Cristo, analogamente al “mistero del Verbo incarnato” (LG 8) è simile “all’organismo sociale” finalizzata a servire “allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo” (LG 8). La Chiesa, quindi, è “costituita e organizzata come società ‘sussistente’ nella Chiesa cattolica”. Il Signore, secondo l’ortodossia cattolica, la “diede da pascere a Pietro (cfr. Gv 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (Mt 28,18ss) e costituì per sempre colonna e sostegno della verità (cfr. 1Tm 3,15)” (LG 8). In concreto, questa Chiesa è storicamente governata “dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui” (LG 8) e analogamente nella costituzione gerarchica della Chiesa legiferata nella Parte II del Codice di Diritto Canonico del 1983 . In sintesi, la funzione della Chiesa, in quanto prolungamento dell’incarnazione di Cristo, è quella di Governare-Insegnare-Santificare.
La Chiesa, dono di Dio all’umanità, non è del mondo ma è per l’unità del mondo e perciò per sua intima natura missionaria al fine “di manifestare il mistero di Dio, il quale è il fine stesso dell’uomo, essa – Chiesa – al tempo stesso svela all’uomo il senso della sua propria esistenza, vale a dire la verità profonda sull’uomo” (GS 41). Non c’è Chiesa senza Vangelo e nè Vangelo senza Chiesa e l’Eucaristia ne è il centro vitale. La Chiesa peregrinante in terra è unita intimamente alla Chiesa celeste (LG 59-50). La Chiesa è definita “nuovo popolo di Dio”-Chiesa di Cristo, come già “l’Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio” (NAE 4; LG 49).
La teologia della “sostituzione”, o meglio del compimento e del superamento dell’Israele storico, ha la sua validità nel tempo della Chiesa perché ha il sostegno del fondamento biblico e della Tradizione. Comunque, la sua permanenza è storica e ne condivide, pertanto, le stesse sorti della Chiesa universalizzata. Con la distruzione del 2° Tempio di fatto viene ratificato lo scisma tra la sinagoga e la nascente Chiesa di Cristo. Anche dopo il presupposto rapimento della Chiesa, dovrebbe perdurare ed acuirsi la tensione polare tra la “nuova” Chiesa suscitata, anche come “resto” di Israele storico, per i tempi della fine e l’Israele finale del rifiuto e del giudizio finale. Il tempo della Chiesa è contrastato dall’anti-chiesa, o anti-regno di Satana che, in questo tempo, è depotenziato nella sua attività distruttrice. L’azione del male è definita in 2Ts 2,7 come “mistero dell’iniquità”.