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Voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».(Gen 2,18)

 

Recensione della Profesoressa Ada Prisco

 

Come recita il sottotitolo del libro, una potente ansia di ricerca anima queste pagine in dialogo serrato con la Parola di Dio e con le menti che le si sono applicate per cercare d’interpretarla per la vita. Mi sono chiesta quale fosse il motivo fondamentale per cui il diacono Lorenzo Ventrudo, fra tanti possibili argomenti, e dopo essersi occupato di tutt’altro, ha scelto di addentrarsi in una delle pagine più scottanti della Bibbia, più difficoltose da penetrare fino in fondo, una di quelle che immancabilmente lascia dietro di sé la sensazione di un’eco non pienamente accolta e capita. Nel corso della lettura del saggio ho trovato sintetizzata questa ragione nell’affermazione: "Adamo è il solo responsabile del peccato originale. Sua moglie legittima, la Donna, è totalmente innocente! Lei va riabilitata nella sua dignità per aver subito un plurisecolare ed ingiusto processo di condanna. Lei, pertanto, deve essere assolta con formula piena perché non ha commesso il fatto!". Questo arduo proposito è perseguito con studio e passione per tutto il lavoro corposo che segue e che presenta spunti d’interesse per chiunque e da molteplici punti di vista. E’ un’occasione preziosa perché induce ad accostarsi alla miniera della Parola di Dio attraverso uno dei suoi messaggi-chiave, al cuore del progetto originario. E’ rivolto, però, anche al mondo della scienza, che indaga l’origine della vita con gli strumenti di cui dispone. Intesse un parallelo fra queste due sfere, che, con la mente, ci fanno ritornare a tempi in cui l’esito del confronto fra Bibbia e scienza umana si risolveva in drammatico conflitto. L’opinione dell’Autore va in tutt’altro segno, quello dell’armonia globale dei saperi e dei linguaggi. Al di là del giudizio critico possibile sui contenuti controversi e metodologicamente autonomi rispetto alla letteratura prodotta in materia negli anni, il libro ha in serbo punti particolarmente suggestivi per l’antropologia, proprio perché, come si deduce chiaramente dalla citazione riportata, è proteso al riscatto della figura di Eva, e, attraverso di lei, del discorso negativo sulla donna in genere, derivato dalla lettura tradizionale del peccato originale. E allora accogliamo la provocazione, torniamo a riflettere su questi contenuti fondamentali e iniziali, accogliamo la sfida a contemplare un punto di vista alternativo circa una storia che ci riguarda tutti e che si propone in ogni tempo in tutta la sua attualità. La Profesoressa Ada Prisco (Insegna Storia delle Religioni all’Istituto di Scienze Religiose di Foggia, Facoltà Teologica Pugliese).