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Incontro con l'autore: LORENZO VENTRUDO


Come da Volantino, si è avuto l’incontro programmato dall’Associazione intestataria.

Hanno partecipato circa 50 persone. L’argomento trattato, complesso e di particolare difficoltà di comprensione, è stato comunque presentato con apposite slide per rispondere a criteri di divulgazione del tema inedito. Qui di seguito, riportiamo una sintesi dei lavori ritenuti interessanti sia dal punto di vista culturale sia da quello strettamente religioso.

 

 

PRESENTAZIONE

 

L’autore fa riferimento ai testi d’Apocalisse, Capitoli 13 e 17, per teorizzare la Restaurazione dell’Impero Romano, coincidente con gli Stati Uniti d’Europa, e del suo corrispettivo Imperatore-Presidente, ovvero: l’Anticristo! Secondo il cristianesimo, gli eventi storici verificatesi nel passato, sono considerati prefigurazioni paradigmatici, si ripresentano cioè nel futuro come  riedizione o restaurazione, con nuovi eventi  declinabili su parametri fissi ma con connotazioni innovative, o varianti, dovute ad introduzione di variabili aggiuntive, riproducibili in modo mai identico al passato. Rientra in questo caso tipico, la possibile Restaurazione dell’Impero Romano, ipotizzata autorevolmente dai Padri della Chiesa, dagli studiosi di esegesi biblica e anche da certa letteratura apocalittica. In particolare, l’Autore segue il pensiero apocalittico secondo cui “i testi – biblici – vengono reinterpretati di continuo e applicati a nuove situazioni” (Rudolf Schnackenburg).L’allargamento dell’Unione Europea, o meglio, il processo di “europeizzazione” dell’intera area continentale, è ormai realtà storica; esso è irreversibile nonostante gli incidenti di percorso che potranno ancora ostacolare/ritardarne la realizzazione.Il rischio che l’Europa affidandosi a “un sentimento religioso vago e poco impegnativo” possa diventare “agnosticismo e ateismo pratico” (Giovanni Paolo II all’Angelus del 27/7/2004 da Castel Gandolfo), è ormai reale perché nel nuovo ordinamento europeo, non ha trovato accoglimento il riferimento alle radici cristiane che hanno segnato la storia europea. Il mancato riferimento, nel preambolo del nuovo Trattato Costituzionale Europeo, alle radici giudeo-cristiane, predispone pericolosamente, per le sorti della democrazia che ne conseguono, l’affermarsi di un’”antropologia senza Dio e senza Cristo”.

Secondo Giovanni Paolo II “La cultura europea dà l’impressione di una “apostasia silenziosa” da parte dell’uomo sazio che vive come se Dio non esistesse. In tale orizzonte, prendono corpo i tentativi […] di presentare la cultura europea a prescindere dall’apporto del cristianesimo che ha segnato il suo sviluppo storico e la sua diffusione universale […] I segni del venir meno della speranza talvolta si manifestano attraverso forme preoccupanti di ciò che si può chiamare una “cultura di morte”. E ancora, così sentenzia il Papa: “Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia”.Anche Benedetto XVI, al Conclave del 2005, in tema, ebbe a esclamare: “La minaccia del giudizio divino, all’origine della distruzione di Gerusalemme, riguarda anche noi, la Chiesa in Europa e l’occidente in generale”.Parafrasando le dure invettive di Gesù contro Corazin, Betsàida, Cafàrnao, città modello di empietà, e anche contro Gerusalemme, per il rifiuto del Vangelo (Mt 11,21; Lc 19,41), osiamo dire:

 

E tu, Europa, quo vadis? Europa, Europa! se non ti converti “sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!”. E voi, cristiani disuniti, vi supplichiamo: “Lasciatevi riconciliare con Dio”!(2Cor 5,20) e tra di voi. Solo così potrete sconfiggere l’Anticristo che opera dentro e fuori di voi!