INTERVENTI AUTOREVOLI SUI SEGNI DEL NOSTRO TEMPO

Il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, inviato speciale del Papa a Lourdes per celebrare la messa per l’anno celebrativo del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni, ha ricordato, quanto il cardinale Wojtyla disse [ndr: 9 novembre 1976] pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro:

"Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l’abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l’anti-chiesa, tra il Vangelo e l’antivangelo". Parole, ha aggiunto il cardinale Dias, che trent’anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane "insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l’affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l’aumento dell’azione dell’anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini".

Nell’ottobre 1981 Giovanni Paolo II a Fulda (Germania), in riferimento al Terzo Segreto di Fatima: Dobbiamo prepararci a subire tra non molto grandi prove le quali esigeranno da noi la disposizione a far getto persino della vita […] Con la preghiera vostra e mia è possibile mitigare questa tribolazione, ma non è più possibile stornarla perché solo così la Chiesa può essere effettivamente rinnovata .

Sul rapporto democrazia/cristianesimo, così si esprime Joseph Ratzinger: "Se non impariamo a vivere la democrazia in ordine al cristianesimo e il cristianesimo in ordine allo Stato democratico, ci giocheremo sicuramente la democrazia stessa". L’Apocalisse c’informa che, storicamente, la struttura politica tende a trasformarsi in sistema dittatoriale. "Il grande pericolo che minaccerà continuamente la Chiesa, quello contro il quale avrà sempre da combattere, è questa struttura politica pagana spinta all’assoluto".

Giovanni Paolo II all’Angelus del 13 febbraio 1994, quasi a presagirne dei segni inquietanti che dovrebbero qualificare e coincidere con questi attuali tempi tormentosi, "è come ad un bivio": civiltà (dell’amore, come amava chiamarla Paolo VI) o inciviltà caratterizzata da "individualismo, utilitarismo, interessi contrapposti, nazionalismi esasperati, egoismi eretti a sistemi".

Giovanni Paolo II (Cf Lettera apostolica 2002, Rosarium Virginis Mariae): "Le difficoltà che l’orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo Millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall’Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro".

Il Cardinale Angelo Comastri ha osservato che nel nostro tempo, Satana sta scatenando "il più grande assalto non contro la vita dei credenti bensì contro la fede dei credenti in Cristo […] – l’apostasia è stata sempre presente – in tutta la storia della Chiesa. […] Però – non possiamo negarlo – è l’atteggiamento nel tempo moderno va conquistando con crescente intensità il cuore di tanta gente, diventando apostasia di massa". In riferimento al terzo segreto di Fatima, pubblicato nel 2000, nella "quarta memoria" dell’8 dicembre 1941, Suor Lucia aggiunge: "In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede".

Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro" […] oggi la persecuzione dei cristiani è un fenomeno senza precedenti: […] questa persecuzione ci ricorda che noi viviamo dentro un confronto escatologico fra la cultura della vita–l’avvenimento di Cristo -  e la cultura della morte, che è il nulla, che diventa l’alternativa a Dio. Queste sono le proporzioni dello scontro in cui viviamo, dobbiamo essere consapevoli che la dimensione del martirio morde il nostro quotidiano. Dobbiamo sapere che quello che è in gioco […] è un’adesione a Cristo che ci mette di fronte al mondo come gente che può essere eliminata da un momento all’altro".

Papa Francesco. Mercoledì 01 gennaio 2014 - 10:39.

Nell’omelia di fine anno, Bergoglio ha … sottolineato che siamo già nei "tempi ultimi", dopo i quali il passaggio finale sarà la seconda e definitiva venuta di Cristo. "Con Gesù – ha concluso il Pontefice – è venuta la ‘pienezza’ del tempo, pienezza di significato e pienezza di salvezza. E non ci sarà più una nuova rivelazione, ma la manifestazione piena di ciò che Gesù ha già rivelato".