INTERVENTI AUTOREVOLI SUI SEGNI DEL NOSTRO TEMPO

INTERVENTI AUTOREVOLI SUI SEGNI DEL NOSTRO TEMPO

Il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, inviato speciale del Papa a Lourdes per celebrare la messa per l’anno celebrativo del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni, ha ricordato, quanto il cardinale Wojtyla disse [ndr: 9 novembre 1976] pochi mesi prima della sua elezione alla cattedra di Pietro:

"Noi siamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto. Penso che la comunità cristiana non l’abbia ancora compreso del tutto. Noi siamo oggi di fronte alla lotta finale tra la Chiesa e l’anti-chiesa, tra il Vangelo e l’antivangelo". Parole, ha aggiunto il cardinale Dias, che trent’anni dopo risuonano come profetiche, peraltro preannunciate proprio dalle apparizioni mariane "insieme con la rovina spirituale di certi Paesi, l’affievolimento della fede, le difficoltà della Chiesa e l’aumento dell’azione dell’anticristo, con i suoi tentativi di rimpiazzare Dio nella vita degli uomini".

Nell’ottobre 1981 Giovanni Paolo II a Fulda (Germania), in riferimento al Terzo Segreto di Fatima: Dobbiamo prepararci a subire tra non molto grandi prove le quali esigeranno da noi la disposizione a far getto persino della vita […] Con la preghiera vostra e mia è possibile mitigare questa tribolazione, ma non è più possibile stornarla perché solo così la Chiesa può essere effettivamente rinnovata .

Joseph Cardinale Ratzinger, nel commento teologico del Messaggio di Fatima, osserva: "La prospettiva che il mondo potrebbe essere incenerito in un mare di fiamme, oggi non appare assolutamente più come pura fantasia; l’uomo stesso ha preparato con le sue invenzioni la spada di fuoco".

Giovanni Paolo II all’Angelus del 13 febbraio 1994, quasi a presagirne dei segni inquietanti che dovrebbero qualificare e coincidere con questi attuali tempi tormentosi, "è come ad un bivio": civiltà (dell’amore, come amava chiamarla Paolo VI) o inciviltà caratterizzata da "individualismo, utilitarismo, interessi contrapposti, nazionalismi esasperati, egoismi eretti a sistemi".

Giovanni Paolo II (Cf Lettera apostolica 2002, Rosarium Virginis Mariae): "Le difficoltà che l’orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo Millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall’Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro".

Giovanni Paolo II (Cfr. Veritatis splendor, Lettera enciclica, 1993, nn. 98-106): "Dopo la caduta, in molti Paese, delle ideologie che legavano la politica ad una concezione totalitaria del mondo … si profila oggi un il rischio dell’alleanza fra democrazia e relativismo etico Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia […] La scristianizzazione, comporta un declino o un oscuramento del senso morale: e questo sia per il dissolversi della consapevolezza dell’originalità della morale evangelica, sia per l’eclissi degli stessi principi e valori etici fondamentali".

Sul rapporto democrazia/cristianesimo, così si esprime Joseph Ratzinger: "Se non impariamo a vivere la democrazia in ordine al cristianesimo e il cristianesimo in ordine allo Stato democratico, ci giocheremo sicuramente la democrazia stessa". L’Apocalisse c’informa che, storicamente, la struttura politica tende a trasformarsi in sistema dittatoriale. "Il grande pericolo che minaccerà continuamente la Chiesa, quello contro il quale avrà sempre da combattere, è questa struttura politica pagana spinta all’assoluto".

Giovanni Paolo II all’Angelus del 13 febbraio 1994, quasi a presagirne dei segni inquietanti che dovrebbero qualificare e coincidere con questi attuali tempi tormentosi, "è come ad un bivio": civiltà (dell’amore, come amava chiamarla Paolo VI) o inciviltà caratterizzata da "individualismo, utilitarismo, interessi contrapposti, nazionalismi esasperati, egoismi eretti a sistemi". Identicamente, l’ 8.10.2000 diceva: "oggi come mai nel passato l’umanità è al bivio; può trasformare il mondo in un giardino o in un cumulo di macerie". Ancora Giovanni Paolo II in ben due encicliche (Dominum et vivificantem, 57 e Salvifici doloris, 8) ha ribadito come il mondo sia a rischio di autodistruzione.

 

In particolare, alla luce dell’ispirazione divina dei Padri conciliari, l’"epoca moderna" è contraddistinta da un pericolo reale d’autodistruzione che mette al repentaglio davvero il "futuro del mondo, a meno che non vengano suscitati uomini più saggi" (GS 15): "L’aumento della potenza umana minaccia di distruggere ormai lo stesso genere umano" (GS 37,4).

In tema di apostasia, recentemente anche papa Benedetto XVI, "in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario della firma del Trattato di Roma, ha parlato di rischio corso dall’Europa di una "apostasia da se stessa prima ancora che da Dio" qualora essa dimenticasse "il ruolo non soltanto storico, ma fondativo" e animatore svolto dal cristianesimo e riducesse la ricerca dell’autentico bene comune al "compromesso" relativistico e pragmatistico.

Giovanni Paolo II, nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa "ufficializza" i tempi dell’apostasia in atto con il termine di "apostasia silenziosa".

In riferimento al terzo segreto di Fatima, pubblicato nel 2000, nella "quarta memoria" dell’8 dicembre 1941, Suor Lucia aggiunge: "In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede".

Il Cardinale Angelo Comastri ha osservato che nel nostro tempo, Satana sta scatenando "il più grande assalto non contro la vita dei credenti bensì contro la fede dei credenti in Cristo […] – l’apostasia è stata sempre presente – in tutta la storia della Chiesa. […] Però – non possiamo negarlo – è l’atteggiamento nel tempo moderno va conquistando con crescente intensità il cuore di tanta gente, diventando apostasia di massa […] Si va verso uno scontro frontale tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra i credenti in Cristo e coloro che rifiutano il Cristo ".

In riferimento al terzo segreto di Fatima, pubblicato nel 2000, nella "quarta memoria" dell’8 dicembre 1941, Suor Lucia aggiunge: "In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede".

Sempre sul tema dell’apostasia dalla verità, ormai dilagante nei nostri tempi, padre Livio Fanzaga, così si esprime: "La caduta del comunismo non ha […] posto fine al dilagare del materialismo. Una visione atea, intramondana e anticristiana della vita si va sempre più affermando nel mondo, specialmente nei paesi di antica evangelizzazione, provocando una apostasia dalla verità come mai prima era avvenuto […]. L’apostasia dalla verità, che nei secoli passati aveva riguardato soltanto alcune élites, è diventata a mano a mano un fenomeno di massa […]. Non si comprende l’apostasia dalla verità, che caratterizza i tempi moderni, senza l’opera subdola del maligno che sparge a larghe mani la mala semente dell’incredulità e dell’immoralità, portando l’umanità, se fosse possibile, in una situazione peggiore di quella precedente alla predicazione del vangelo […]. La furia del drago, che negli ultimi due secoli si è abbattuta con particolare virulenza sull’Europa, ha portato una vasta scristianizzazione fra le popolazioni europee, una volta cementate fra loro da una mirabile unità nella fede […]. Mai si era verificata prima, nei due precedenti millenni, una simile apostasia dalla fede. Ciò che il drago non era riuscito ad ottenere con le più sanguinose persecuzioni, lo conseguiva in breve tempo con la seduzione dei beni materiali, prodotti in abbondanza dalla società dei consumi […]. È la dittatura invisibile e assorbente del potere culturale che propone in tutti i modi una visione completamente pagana della vita, nella quale contano il denaro e il potere, la gloria e il piacere […]. Le moltitudini hanno lasciato la Chiesa per entrare nell’allevamento universale dei consumatori. Sono usciti dall’ovile santo per entrare nella grande Babilonia. Accecati, degradati e disperati chiamano progresso il loro tradimento del cristianesimo […]. Non si tratta più, come in passato, di errori parziali circa qualche verità di fede o di deviazioni sul piano del comportamento morale. Eresie e immoralità non sono mai mancate durante il lungo pellegrinaggio della Chiesa sulle vie della storia. Oggi l’uomo vuole disfarsi di Dio, per essere lui il padrone del mondo e della propria vita […]. Vi sono tratti dell’epoca moderna particolarmente allarmanti. Oggi il peccato non è più riconosciuto come tale. Non solo è giustificato, ma persino esaltato. L’uomo si erige al posto di Dio come colui che decide ciò che è bene e ciò che è male. Il peccato del mondo moderno è sempre più simile al peccato contro lo Spirito Santo, perché alla sua radice vi è la negazione di Cristo. E il conseguente rifiuto della sua misericordia. Vi è nel mondo una vasta situazione esistenziale di impenitenza, fatta di incredulità, di orgoglio, di immoralità e di disprezzo della legge eterna del bene e dell’amore nella quale gli uomini vivono e, quel che è peggio, muoiono […]. Non è esagerato affermare che i tempi moderni sono quelli in cui nel mondo si è manifestata la grande impostura che sta seducendo l’intera umanità. Il moltiplicarsi delle apparizioni mariane negli ultimi due secoli è in concomitanza con progressivo allontanamento del mondo da Dio e il dilatarsi dell’apostasia dalla verità, che ha riguardato in modo particolare le nazioni di più antica evangelizzazione. Non è certo un caso che nella Chiesa si sia affermata sempre più l’esigenza di una ‘nuova evangelizzazione’ che riproponesse il vangelo alle moltitudini che l’avevano abbandonato […] giunge il momento in cui la coppa dell’ira divina è colma a causa della perversione che dilaga nel mondo (cfr. Apocalisse 6,17) […] Dio […] ha inviato Maria, come mai prima era accaduto e come mai più accadrà, nell’estremo tentativo di salvare l’umanità scivolata ormai fino alle soglie dell’inferno. Sembra una affermazione forte ed esagerata, eppure non lo è. Infatti siamo arrivati a quel momento della storia, visibile persino agli occhi della carne, in cui la catastrofe per eccellenza è ormai una possibilità dietro l’angolo […]. L’ondata di scetticismo e di indifferenza che si è riversata sul mondo ha provocato danni incalcolabili anche nelle coscienze di molti fedeli, che hanno dato inizio alla più impressionante apostasia dalla fede che si conosca. Ma anche fra coloro che sono rimasti nella Chiesa quante incertezze, dubbi, negazioni e compromessi! È sempre più rara la fede che sposta le montagne anche fra coloro che devono esserne i custodi e i testimoni […]Sempre sul tema dell’apostasia dalla verità, ormai dilagante nei nostri tempi, padre Livio Fanzaga, così si esprime: "La caduta del comunismo non ha […] posto fine al dilagare del materialismo. Una visione atea, intramondana e anticristiana della vita si va sempre più affermando nel mondo, specialmente nei paesi di antica evangelizzazione, provocando una apostasia dalla verità come mai prima era avvenuto […]. L’apostasia dalla verità, che nei secoli passati aveva riguardato soltanto alcune élites, è diventata a mano a mano un fenomeno di massa […]. Non si comprende l’apostasia dalla verità, che caratterizza i tempi moderni, senza l’opera subdola del maligno che sparge a larghe mani la mala semente dell’incredulità e dell’immoralità, portando l’umanità, se fosse possibile, in una situazione peggiore di quella precedente alla predicazione del vangelo […]. La furia del drago, che negli ultimi due secoli si è abbattuta con particolare virulenza sull’Europa, ha portato una vasta scristianizzazione fra le popolazioni europee, una volta cementate fra loro da una mirabile unità nella fede […]. Mai si era verificata prima, nei due precedenti millenni, una simile apostasia dalla fede. Ciò che il drago non era riuscito ad ottenere con le più sanguinose persecuzioni, lo conseguiva in breve tempo con la seduzione dei beni materiali, prodotti in abbondanza dalla società dei consumi […]. È la dittatura invisibile e assorbente del potere culturale che propone in tutti i modi una visione completamente pagana della vita, nella quale contano il denaro e il potere, la gloria e il piacere […]. Le moltitudini hanno lasciato la Chiesa per entrare nell’allevamento universale dei consumatori. Sono usciti dall’ovile santo per entrare nella grande Babilonia. Accecati, degradati e disperati chiamano progresso il loro tradimento del cristianesimo […]. Non si tratta più, come in passato, di errori parziali circa qualche verità di fede o di deviazioni sul piano del comportamento morale. Eresie e immoralità non sono mai mancate durante il lungo pellegrinaggio della Chiesa sulle vie della storia. Oggi l’uomo vuole disfarsi di Dio, per essere lui il padrone del mondo e della propria vita […]. Vi sono tratti dell’epoca moderna particolarmente allarmanti. Oggi il peccato non è più riconosciuto come tale. Non solo è giustificato, ma persino esaltato. L’uomo si erige al posto di Dio come colui che decide ciò che è bene e ciò che è male. Il peccato del mondo moderno è sempre più simile al peccato contro lo Spirito Santo, perché alla sua radice vi è la negazione di Cristo. E il conseguente rifiuto della sua misericordia. Vi è nel mondo una vasta situazione esistenziale di impenitenza, fatta di incredulità, di orgoglio, di immoralità e di disprezzo della legge eterna del bene e dell’amore nella quale gli uomini vivono e, quel che è peggio, muoiono […]. Non è esagerato affermare che i tempi moderni sono quelli in cui nel mondo si è manifestata la grande impostura che sta seducendo l’intera umanità. Il moltiplicarsi delle apparizioni mariane negli ultimi due secoli è in concomitanza con progressivo allontanamento del mondo da Dio e il dilatarsi dell’apostasia dalla verità, che ha riguardato in modo particolare le nazioni di più antica evangelizzazione. Non è certo un caso che nella Chiesa si sia affermata sempre più l’esigenza di una ‘nuova evangelizzazione’ che riproponesse il vangelo alle moltitudini che l’avevano abbandonato […] giunge il momento in cui la coppa dell’ira divina è colma a causa della perversione che dilaga nel mondo (cfr. Apocalisse 6,17) […] Dio […] ha inviato Maria, come mai prima era accaduto e come mai più accadrà, nell’estremo tentativo di salvare l’umanità scivolata ormai fino alle soglie dell’inferno. Sembra una affermazione forte ed esagerata, eppure non lo è. Infatti siamo arrivati a quel momento della storia, visibile persino agli occhi della carne, in cui la catastrofe per eccellenza è ormai una possibilità dietro l’angolo […]. L’ondata di scetticismo e di indifferenza che si è riversata sul mondo ha provocato danni incalcolabili anche nelle coscienze di molti fedeli, che hanno dato inizio alla più impressionante apostasia dalla fede che si conosca. Ma anche fra coloro che sono rimasti nella Chiesa quante incertezze, dubbi, negazioni e compromessi! È sempre più rara la fede che sposta le montagne anche fra coloro che devono esserne i custodi e i testimoni". "Quando gli uomini si propongono di costruire un mondo senza riferimenti al loro Creatore e senza i fondamenti della sua legge di amore, significa che i giorni del potere delle tenebre e della passione della Chiesa sono vicini".

Sull’apostasia finale, dilagante ormai anche nella Chiesa, già il Papa Paolo VI si esprimeva nel 1977, un anno prima della sua morte, con queste parole significative: "C’è un gran turbamento, in questo momento, nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase di Gesù nel vangelo di S. Luca: ‘Quando il Figlio dell’uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?’. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su alcuni punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non trovino strani questi libri". "Questo, secondo me – ribadisce Papa Paolo VI – è strano. Rileggo – profetizza ancora il Papa – talvolta il vangelo della fine dei tempi e constato che, in questo momento, emergono alcuni segni di questa fine.

Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che, all’interno del cattolicesimo, sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico, all’interno del cattolicesimo, diventi domani il più forte. Ma non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia".

Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro" […] oggi la persecuzione dei cristiani è un fenomeno senza precedenti: […] questa persecuzione ci ricorda che noi viviamo dentro un confronto escatologico fra la cultura della vita – l’avvenimento di Cristo -  e la cultura della morte, che è il nulla, che diventa l’alternativa a Dio. Queste sono le proporzioni dello scontro in cui viviamo, dobbiamo essere consapevoli che la dimensione del martirio morde il nostro quotidiano. Dobbiamo sapere che quello che è in gioco […] è un’adesione a Cristo che ci mette di fronte al mondo come gente che può essere eliminata da un momento all’altro".

Sempre in tema, Riccardo Cascioli in una intervista del 06-09-2017, con lo stesso Mons. L. Negri, racconta: "In un incontro che ho avuto con lui recentemente mi ha colpito la gravità con cui mi ha detto di essere sempre più convinto che questi siano tempi apocalittici, ovviamente nel senso biblico del termine: i tempi dello scontro finale tra Cristo e il Suo Nemico. È una consapevolezza che non ci deve intimorire, ma renderci più coscienti della responsabilità che abbiamo, per noi e per chi incontriamo".

Giovanni Cavalcoli, teologo domenicano: in merito alla situazione concreta odierna di ampia diffusione di eresie di vario genere: L’atteggiamento ingenuamente ottimistico diffusosi nell’episcopato del post-concilio, ha causato la diminuzione della vigilanza nei confronti dell’insorgere degli errori ed eresie, anche per una certa "intimidazione psicologica" della "marea mondante modernista, ottimamente organizzata e sostenuta da grandi mezzi finanziari". L’eccessivo timore di ricorrere alla severità, alla polemica, alle lamentele e allo stile dei "profeti di sventura", ha ammutolito (Is 56,10), chi aveva il compito doveroso di intervenire. Gli atteggiamenti troppo indulgenti ottimistici, generici e superficiali, buonisti, sdolcinati e ipocriti, spiritualisti, pancristici di origine hegeliana hanno distolto l’attenzione dalla messa in guardia contro mali, vizi ed errori pur sempre presenti anche negli uomini e nelle società del nostro tempo. L’ostinazione modernista ha invaso praticamente tutti gli ambienti ecclesiali, dalla catechesi parrocchiale e familiare alle istituzioni educative più alte, come sono gli insegnamenti episcopali e le stesse accademie e facoltà teologiche pontificie. E ancora: Potremmo fare molti esempi di questi errori condannati dalla Chiesa prima del Vaticano II risalendo nei secoli sino agli inizi del cristianesimo, errori che restano tali e che quindi il Concilio non ha affatto smentito, ma che anzi esso presuppone, almeno implicitamente:

la negazione della dimostrabilità razionale dell’esistenza di Dio; la negazione della trascendenza, della immutabilità e dell’impassibilità divine; la negazione della divinità di Cristo; la negazione dei miracoli e delle profezie; l’idea che in Cristo Dio si muti in uomo, ovvero Cristo è uomo che diviene Dio e che progressivamente scopre di essere Dio; la negazione della Redenzione e quindi della Messa come sacrificio espiatorio e riparatore; la negazione della corporeità sensibile di Cristo risorto; la negazione della gerarchia ecclesiastica; l’idea che tutti e sempre sono in grazia; la possibilità di salvezza anche per gli atei e per chi è fuori della Chiesa; l’identificazione della Chiesa col mondo; l’idea che ogni religione sia salvifica; la negazione della coppia primitiva e della trasmissione della colpa originale per generazione; l’idea che Dio non castiga ma fa solo misericordia; Dio perdona anche chi non si pente; la negazione dell’esistenza di dannati nell’inferno; la negazione dell’esistenza del diavolo; la concezione dell’uomo come essere soprannaturale o divino; la negazione dell’immutabilità del dogma; la concezione della fede non come verità ma come esperienza o come prassi, oppure la fede come essenzialmente legata al dubbio o all’incredulità; la negazione della legge morale naturale; l’esaltazione dell’omosessualità; la liceità della fecondazione artificiale, dei rapporti sessuali extra matrimoniali e dell’uso degli anti-fecondativi; l’aborto e l’eutanasia intesi come diritti; il sacerdozio della donna, etc ..

Le affermazioni moderniste inducono allo smarrimento etico, a derive dottrinali, antropologiche, idolatriche, esegetiche, ecclesiologiche, liturgiche, all’eclisse della speranza, al dissolvimento dell’identità cristiana e cattolica, alla inaudita ripresentazione storica di eresie ed apostasia, naufragi ideologici, per reale assenza di proposte alternative al crollo delle ideologie, predominanza del "pensiero debole", crisi culturale ed antropologica, collasso ontologico dell’essere, radicale dissociazione tra libertà e verità, che ha prodotto la "grave e deleteria dicotomia … tra fede e morale … la confusione del bene e del male, perniciosa anemia spirituale dei fedeli, affetti da "paurosa realtà della decadenza spirituale" in particolare nella "nostra difficile epoca" (Cfr. Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Dominum et vivificantem, 1986, n. 65)

Della diffusione epidemica del modernismo in tutti gli ambienti ecclesiali, oltre alla vasta produzione documentaria del Magistero della Chiesa, ne riferisce, in particolare e competentemente, la citata CTI del 1990, sull’Escatologia. Nell’introduzione, p. 5, laddove è riportata la sintesi della diffusione delle eresie in tutti gli ambienti ecclesiali, con il termine "penombra teologica", sono condensate ampiamente, anche se in sintesi, le varie derive dottrinali imperanti nell’odierno Magistero Falso, Parallelo della Chiesa, divergente, oppositivo a quello fedele alla Tradizione, attualmente formalmente eretico. Essi sostengono di preferire l’ortoprassi senza intaccare la dottrina cattolica o ortodossia. Sono falsi e bugiardi perché basti osservare la surriferita lista delle ormai diffuse eresie di vario genere per smascherarli come tali. Infatti, detti modernisti hanno già massacrato e dissolto la sana dottrina cattolica, attraverso l’imposizione generale dell’ermeneutica della discontinuità dei Documenti del Concilio Vaticano II.

5° Convegno Ecclesiale Nazionale Firenze, novembre 2015. In Gesù Cristo Il Nuovo umanesimo, a cura della Conferenza Episcopale Italiana, Ed. Paoline, 2014. p. 22:

Nella Evangelii gaudium, papa Francesco ricorda la "responsabilità grave" di "tutte le comunità ad avere – come aveva affermato Paolo VI (Ecclesiam suam 19) – una sempre vigile capacità di studiare i segni dei tempi (n. 51). I segni, possiamo dire, dell’avvento di Cristo e quindi anche dell’Anticristo e, di conseguenza, i segni del possibile umanesimo e del possibile anti-umanesimo.

Infine, tra i Segni della fine, secondo il venerabile don Stefano Gobbi, è l’orribile sacrilegio, compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè dall’Anticristo. Entrerà nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono, facendosi adorare lui stesso come Dio. Figli prediletti, per capire in cosa consiste questo orribile sacrilegio, leggete quanto viene predetto dal profeta Daniele. La Santa Messa è il sacrificio quotidiano. Il sacrificio della Messa rinnova quello compiuto da Gesù sul Calvario. Accogliendo la dottrina protestante, si dirà che la Messa non è un sacrificio, ma solo la sacra cena, cioè il ricordo di ciò che Gesù fece nell’ultima cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa. In questa abolizione della Messa consiste l’orribile sacrilegio compiuto dall’anticristo, la cui durata sarà circa tre anni e mezzo, cioè 1290 giorni.

Questa Profezia è sorretta dal seguente riferimento biblico:

Nel contesto della Grande Tribolazione finale, inferta ai Cristiani dall'Anticristo, irripetibile (CCC nn. 675-677/Editio major; n. 2642/Editio minor), ci sarà l' Abolizione del sacrificio della S. Messa da parte dello stesso Anticristo: a) limitandola sia nel suo esercizio cultuale, mediante la persecuzione Dn 9,27: Sant’Ippolito, San Girolamo, Teodoreto, Malvenda, ed altri; Concilio di Trento, Sessioni del 6.8.1547 e del 10.12.1551: l’Anticristo proibirà la celebrazione pubblica del sacrificio cristiano; b) sia rendendola inefficace imponendo la dottrina protestante che ritiene solo simbolica la presenza eucaristica del Cristo. 

DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

Dopo l’Ascensione, la venuta escatologica di Cristo nella gloria è "imminente" (l’imminenza sta ad indicare che il predetto o profetizzato certamente accadrà ma in un prossimo futuro indeterminato; con la voce "imminente" si definisce la vicinanza o prossimità degli avvenimenti che stanno per accadere). Tale venuta escatologica e la "prova finale che la precederà" (Grande Tribolazione, analogamente alla prima in editio minor : n. 2642), possono compiersi in qualsiasi momento, sono "impedite" (Cf 2Ts 2,3-12): n. 673 . Gli ultimi tempi sono stati inaugurati dal Cristo (Eb 1,1; 1Cor 10,11; Eb 9,26). Il "tempo è vicino" (Ap 22,10) e pertanto l’escatologia cristiana s’identifica con Cristo/Eschaton per eccellenza. Dunque, dopo l’Ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente", anche se non spetta a noi "conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta (At 1,7). La venuta del Signore può essere affrettata dalla preghiera: Sir 36,7, dalla preghiera del Padre nostro: "venga il tuo regno" (Mt 6,10), "Vieni Signore Gesù" (Ap 22,20; CCC 671) e da altre preghiere. Ricordiamo che "il cristianesimo dei primi tempi era convinto che fosse possibile – specialmente con la preghiera – accelerare l’avvento della parusia".

n. 675: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il "Mistero di iniquità" sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne".

n. 676: "Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende

di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento

che al dì là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua, forma "mitigata"

la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di

"millenarismo" (sottol. mia) soprattutto sotto la forma politica di un messianismo

secolarizzato "intrinsecamente perverso" (CCC n. 676). Pertanto, è da escludere

categoricamente il "millenarismo".

n. 677: "La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua,

nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Risurrezione. Il Regno non si compirà

dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma

attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo

la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio

dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa". E ancora: leggiamo

nella GS n. 39: "Qui sulla terra il regno – eterno ed universale – è già presente, in mistero;

ma con la venuta del Signore, giungerà a perfezione", ovvero, è esclusa ogni ipotetica

realizzazione fittizia o temporanea (cosiddetto Trionfo della Chiesa) perché coincidono, in

modo definitivo e senza equivoci, ritorno del Signore e manifestazione/celebrazione del

compimento del suo Regno, come già evidenziato da altri testi citati del CCC.

Risurrezione ("associata alla Parusia di Cristo"): n. 1001; detta Parusia è intimamente associata alla sconfitta dell’Anti-Cristo che dovrà infliggere alla Chiesa l’ultima Grande Tribolazione: nn. 675-677; quindi, al n. 1001, si afferma che la nostra Risurrezione avverrà definitivamente ["nell’ultimo giorno" (Gv 6,39-40.44.54; 11,24); "alla fine del mondo". Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusia di Cristo"], e precederà il Giudizio Universale.

Giudizio finale e ritorno glorioso di Cristo, imprevedibili, coincideranno: "il Giudizio finale avverrà al momento del ritorno glorioso di Cristo" (n. 1040).

Dopo il Giudizio universale (n. 1042), che segue la Risurrezione associata contestualmente al ritorno di Cristo, il Regno di Dio sarà realizzato definitivamente (n. 1043), nel nuovo universo=Gerusalemme celeste (n. 1044).

Quanto al cosmo, la Rivelazione afferma la profonda comunione di destino fra il mondo materiale e l’uomo (n. 1046). Anche l’universo visibile, dunque, è destinato ad essere trasformato" (n. 1047).