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Leprofezie della Beata Anna Caterina EmmerichAlcune inquietanti visioni della beata Anna Caterina Emmerich

"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città (di Roma). Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo".

(13 maggio 1820)

"Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta [la massoneria], mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo... Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo".

"Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...". (12 settembre 1820)

"Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là (a Roma). Non c’era niente di santo in essa.

Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana... Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.

C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò,

ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: "Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra"". (12 settembre 1820)

La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine.

(12 luglio 1820)

"Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte". (10 agosto 1820)

"Poi vidi un'apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone devono pregare ferventemente... Devono pregare soprattutto perché la chiesa delle tenebre abbandoni Roma". (25 agosto 1820)

"Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale. San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori che volevano entrare. Quella parte della Chiesa che era stata distrutta venne prontamente recintata … così che l’ufficio divino potesse essere celebrato come si deve. Allora, da ogni parte del mondo vennero sacerdoti e laici che ricostruirono i muri di pietra, poiché i distruttori non erano stati capaci di spostare le pesanti pietre di fondazione". (10 settembre 1820)

"Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza". (27 settembre 1820)

"La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare affinché il Papa non lasci Roma; ne risulterebbero innumerevoli mali se lo facesse. Ora stanno pretendendo qualcosa da lui. La dottrina protestante e quella dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati. Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione". (1 ottobre 1820)

"Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione [difatti ora sono tantissimi i cattolici che diventano protestanti o che si lasciano influenzare dalle sette evangeliche, compresi molti sacerdoti].

In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre". (1820)

"Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema [la massoneria ecclesiastica]. Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa e li mantenga in vigore anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano". (1820-1821)

"Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni". (12 aprile 1820)

"Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti". (22 aprile 1823)

(Cfr. www.conchiglia.net) – Profezia sui Papi.

Quando Benedetto XVI, "mise in luce la sporcizia nella Chiesa, la Massoneria [Cfr ndr: ecclesiastica] ha fatto di tutto per scongiurare la sua elezione a Pietro … quel Pietro che con autorevolezza avrebbe avuto il preciso compito di trattenere il più possibile il "mistero dell’iniquità" [Cfr. ndr: 2Ts,2,6-7] […] Era giunto il momento di togliere di mezzo "colui" che tratteneva il "mistero dell’iniquità".

Commento teologico

Questa profezia è delimitabile nel tempo dell’Escatologia intermedia. Precisiamo, invece, che nell’Escatologia finale, cioè nel contesto della presenza storica dell’Anticristo finale, e secondo l’esegesi predominante della 2Ts 2,7 la condizione univoca per cui dovrà avvenire la manifestazione dell’Anticristo, sarà l’eliminazione fisica dell’ostacolo (S. Tommaso d’A., H.A. Egenolf, A. Arrighini, Monaco di Padova del XVIII sec, Paracelso (1500), R. Benson, Patricia Mundorf ed altri) , o allontanamento da Roma, dell’ultimo Papa Pietro II o Pietro Romano.

Quanto alla funzione di Papa Benedetto XVI, in veste di "trattenitore" (2Ts 2, 6-7) onde ritardare la manifestazione dell’Anticristo, sempre smanioso di manifestarsi in quanto a Vicario di Satana, sulla terra, è stata intuita anche da Antonio Socci, il quale così si esprime: Quello di Ratzinger è stato "un tentativo eroico di arginare la forma postmoderna dell’Anticristo".

"[…] Questo era il momento in cui poteva manifestarsi "l’innominato" colui che è empio e preparare l’avvento dell’Anticristo finale. Questo "innominato" … "questo iniquo" … è stato incaricato dal maligno di distruggere il potere spirituale che Io ho voluto per Pietro … di ridicolizzare la Sana e Santa Dottrina … di svilire ogni onore e lode esteriore per la Gloria di Dio … di oltraggiare i Sacramenti affinché più persone possibili mangino e bevano la loro condanna. Inoltre è stato incaricato dal maligno di svilire il Sacramento della Confessione inneggiando alla coscienza dell’uomo in grado di assolversi da sé in nome di una Misericordia che però non può sussistere senza sincero pentimento …" […] "l’innominato" … "l’uomo iniquo" usurpando la parola di povertà e nascondendosi dietro una falsa umiltà non Mi rappresenta come Vicario sulla Terra […]".

2. Identificazione dell’ innominato.

"l’innominato" "questo iniquo" è riferito a Bergoglio Papa Francesco, gesuita, Vescovo di Roma, come specificato in nota della fonte citata.

Il termine "’innominato" adottato da Gesù, sembra fare riferimento alla sua discussa elezione. Il vizio di forma riguarderebbe il numero delle votazioni che secondo l’apposito regolamento, dovevano essere tassativamente quattro, mentre, invece, sono state sei, di cui una ritenuta nulla e scrutinata, mentre doveva essere considerata valida, secondo la Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1976. In tal caso, la votazione che ha consentito l’elezione di Bergoglio, sarebbe nulla ed invalidata

La funzione illegittima dell’esercizio petrino di Bergoglio, richiamerebbe la profezia di Fatima riguardante il vescovo vestito di bianco che sembrava essere il Papa.

Quanto alla decisione attribuita allo Spirito Santo inerente alla scelta/elezione del futuro suo Vicario, così si esprime J. Ratzinger: lo Spirito Santo, che viene invocato in Conclave, dà la sua ispirazione, ma poi i prelati sono liberi di ascoltarlo o invece di far prevalere altri loro interessi. Per questo san Vincenzo di Lérins (Francia settentrionale o Belgio, V secolo – Isole di Lerino del 450 circa) diceva "Dio alcuni Papi li dona [immeritatamente!], altri li tollera, altri ancora li infligge [ben meritatamente!].



In definitiva, il ruolo di Bergoglio, Vescovo di Roma, Papa Francesco consisterebbe, secondo il contributo ermeneutico delle rivelazioni private, non in contraddizione con gli insegnamenti del Magistero di sempre e definitivo della Chiesa, in particolare durante l’escatologia intermedia:

Accelerare i tempi storici della fine, riducendo progressivamente l’esercizio impediente la manifestazione dell’Anticristo in modo tale da predisporre i tempi penultimi della sua manifestazione. Solo nell’escatologia finale avverrà l’epifania dell’Anticristo, ovvero quando l’ostacolo o gli ostacoli (ò katèkon - tò katèkon) di 2Ts 2,6-7, complementari tra loro, dovranno essere necessariamente eliminati (uccisione dell’ultimo Papa e Rapimento della Chiesa, secondo S. Tommaso d’A.).

Attraverso l’ecumenismo, accelerare i tempi della costituzione della falsa Chiesa, Massonica, anticristica.

Nella fase dell’escatologia intermedia, ovvero nei tempi penultimi della fine dei tempi e delle fini, precedenti e predisponenti la manifestazione dell’Anticristo, dovremmo avere una riproduzione storica della manifestazione virulenta degli anticristi degli ultimi tempi, secondo la 1 Gv 2,18-25. La novità ermeneutica dell’attualizzazione di detta lettera comporterebbe, ovviamente, un "aggiornamento" degli elementi che connotano l’identità dei falsi maestri, falsi cristi, anticristi, riconoscibili dal loro comportamento "aggiornato" e/o mascherato come "modernismo" o "neomodernismo, così individuabile:

I modernisti, in nome di un "progresso inteso come rivoluzione":

Rifiutano la Tradizione. Essi ne impongono un loro Magistero Parallelo (Cfr. Cardinale De Lubac). Secondo la 1Gv 2,24, gli eretici-apostati-anticristi, sono coloro che non si sono attenuti agli insegnamenti degli Apostoli, depositari del nascente Magistero. Essi sono "figli degli uomini", della discendenza di Caino. I tradizionalisti, invece, sono i Figli di Dio.

Sostengono il «relativismo morale e religioso».

Non danno importanza alla dottrina riducendola alla pastorale. Sostituiscono l’ortodossia con l’ortoprassi Essi ritengono che le formule e i dogmi non possono comprendere l’evoluzione storica, ma ogni problema vada collocato nel suo contesto storico e sociopolitico. Gli autori definiscono l’ortodossia come "una violenza metafisica". Il concetto di ortodossia va superato, o quanto meno ridimensionato, perché, viene utilizzato come"punto di riferimento per soffocare la libertà di pensiero e come arma per sorvegliare e punire" ("Concilium", 2/2014, p. 11). Al primato della dottrina va sostituito quello della prassi pastorale, come spiega a sua volta il padre Juan Carlos Scannone, intervenendo a sostegno del cardinale Kasper, nell’articolo Teologia serena, fatta in ginocchio, sulla "Civiltà Cattolica" del 7 giugno 2014. Le categorie di ortodossia e di eterodossia vengono accantonate come antiquate. E nascono nuove espressioni semantiche. Una delle più curiose è quella di "cripto-lefebvrismo".

Seguono la teoria hegeliano-storicistica del progresso come sviluppo secondo la dialettica della contraddizione. Essi "intendono questo progresso come rottura e smentita del passato, ma al contempo si riservano essi stessi il diritto di proporre dottrine più avanzate (Cfr. i modernisti sono definiti da Pio XII "amatori delle novità"), di quelle dello stesso Concilio e in contraddizione con esse, sempre in forza del loro concetto di progresso come rottura e non come sviluppo". Intendendo il progresso come rottura col passato, commettono errori di tipo immanentista, storicista, dialettico, rivoluzionario [Cfr. definito "utopismo anarchico", da J. Ratzinger e secondo Pio XII sui "falsi sistemi", "deplorevoli aberrazioni", quali, appunto: immanentismo, idealismo, materialismo, sia storico che dialettico, esistenzialismo … ].

Rifiutano le esegesi del Magistero della Chiesa: Catechismo della Chiesa Cattolica, perché rappresenta la corretta esegesi del Concilio Vaticano II, le encicliche del Papa o i documenti delle Congregazioni Romane.

Concepiscono la Chiesa come "sovranità ecclesiale popolare, l’idea di Chiesa dal basso, la Chiesa del popolo e non come "popolo di Dio costituito gerarchicamente". Il Papa Benedetto XVI "dopo cinque anni dopo la sua elezione", ha osservato che l’evento conciliare (del Vaticano II), bisogna leggerlo e recepirlo "nell’ottica di una giusta ermeneutica", intesa come "rinnovamento nella continuità". Il Papa ha anche attaccato il riformismo conciliare che ha fatto correre alla Chiesa "il pericolo di un utopismo anarchico" [Nel Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2005, Benedetto XVI, respingendo la cosiddetta "ermeneutica della discontinuità e della rottura" ha denominato "l’ermeneutica della riforma del rinnovamento nella continuità" dell’unico soggetto- Chiesa, che il Signore ci ha donato".

Infine: Esprimono la preoccupazione e l'impegno di accelerare il processo dell'unità dei cristiani, fa correre il rischio dell'irenismo/falso ecumenismo (UR 11) che intacca "la purezza della dottrina cattolica". Infatti, finora, i non cattolici non hanno mai arretrato dalle loro posizioni dottrinali. Siamo noi, che purtroppo stiamo subendo una deleteria protestantizzazione che sta producendo pericolose derive di vario genere. Così facendo, sono create le basi per la Falsa Chiesa, l’appiattimento dottrinale reso possibile da perniciosi compromessi che con la Religione umanitaria, massonica, spianano la strada alla comparsa storica dell’Anticristo!

Essendo immanentisti, rifiutano deliberatamente di interessarsi dell’Escatologia nonostante i pronunciamenti magisteri ali, in particolare quanto riportato, in materia, nel Catechismo della chiesa Cattolica. Questa decisione di interesse prettamente sociologico e politico, è la stessa impostazione di rifiuto per le problematiche escatologiche, sostenute dai protestanti.



5. Fatima: profezia aperta al futuro. (Stralcio da: Lorenzo Ventrudo, L’Anticristo che deve ritornare – Trattato sull’Anticristo, Fede & Cultura 2010, pp. 447-453). Versione aggiornata

Verifica post eventum.

In sintesi, presentiamo la problematica esaminando, in particolare, la profezia e relativo commento ecclesiastico, sull’uccisione del "Vescovo vestito di Bianco mezzo tremulo con passo vacillante": Testo: "Un Vescovo vestito di Bianco […] mezzo tremulo con passo vacillante […] venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce […]". [NOTA: nel ‘tentativo di interpretazione’ fatto dal Card. Angelo Sodano, il 13 maggio 2000, è detto: che il Vescovo vestito di bianco, cioè il Santo Padre, ‘cade a terra come morto sotto i colpi di arma da fuoco’, in base a quanto affermato dal Papa secondo cui ‘una mano materna aveva deviato la traiettoria della pallottola’].

Osservazioni

Secondo A. Tornielli dal testo riportato, si evince che: "Il Pontefice tremulo con il passo vacillante sembra infatti fotografare l’immagine di Giovanni Paolo II, non certo quella dell’uomo relativamente giovane, robusto e combattivo che venne gravemente ferito da Alì Agca in piazza San Pietro, potrebbe contribuire a rafforzare l’identificazione del vescovo vestito di bianco con Karol Wojtyla: il linguaggio profetico non è preciso, è fatto di immagini sovrapposte e spesso non ha una scansione temporale precisa. Il Papa colpito, muore. Le interpretazioni possibili, secondo lui, possono essere:

Lucia, Francesco e Giacinta hanno visto delle immagini come riflesse in uno specchio, hanno visto il vescovo vestito di bianco che viene ‘ucciso’ perché lo vedono cadere a terra come morto, mentre in realtà egli si salva in extremis […].

Il messaggio di Fatima, nonostante presenti tanti agganci con la vicenda umana di Giovanni Paolo II, potrebbe riguardare un fatto legato al passato, alla vicenda di un altro Papa.

3) Potrebbe essere interpretato come ammonimento aperto, una profezia che non si è ancora realizzata, anche se ciò viene escluso dal Card. A. Sodano poiché i contenuti si riferivano a fatti già accaduti, ma non alle esortazioni profetiche, come da noi rilevato precedentemente".

A nostro avviso, è da condividere l’ipotesi di cui al punto 3, e cioè Fatima come "profezia aperta" per le seguenti ragioni:

1) Secondo il nostro contributo interpretativo, riportato con approfondimento esegetico della 2Ts 2,6-7, e il tutto sintetizzato nella Tav. n. 6, interpretativa della 2Ts 2,6-7, già citata, non è possibile che la profezia si riferisca all’"uccisione" di Papa Giovanni Paolo II, che ovviamente non è "morto". Ma all’uccisione di un penultimo Papa, il cui assassinio, avverrà su mandato dell’Anticristo, il quale era inesistente al tempo dell’attentato dell’attuale Pontefice. Eliminati gli ostacoli impedienti la manifestazione dell’Anticristo, che per noi sono il rapimento della Chiesa e l’uccisione del Papa, avverrà lo "stanamento" dell’Anticristo costretto a manifestarsi nella sua veste di "Vicario di Satana"; solo allora ci sarà la fine dei tempi.

L’attentato non mortale al Papa Giovanni Paolo II è da considerarsi, quindi, come prefigurazione dell’uccisione di un Papa, che deve ancora avvenire. Inoltre, che la profezia di Fatima debba ormai considerarsi aperta al futuro, Papa Benedetto XVI l’ha confermato a Fatima il 13 maggio 2010: "Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa".

2) L’uccisione del Papa, come detto nella profezia, avviene per mezzo di "un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce". Quindi, interpretando letteralmente:

a) l’evento non può riferirsi all’attentato a Papa Giovanni Paolo II, perché qui a sparare è stato uno solo e nemmeno vestito da soldato. L’uccisione del penultimo Papa, sarà invece realizzata da un "commando" di soldati, o "blitz", o "plotone" per cui certamente questa volta non scamperà, perché saranno le stesse circostanze storiche volgenti alla fine dei tempi che consentiranno l’inveramento della profezia, dato il "passivo teologico", uccisione cioè consentita da Dio perché rientrante nei suoi piani.

b) la problematica delle frecce: tra le ipotesi formulate, la più probabile, per reminiscenze bibliche e condivisa anche da altri, è che le frecce unitamente associate agli archi che le scagliano, facciano riferimento ad un clima persecutorio/denigratorio e violento, perpetrato contro il cristianesimo, in particolare cattolico e antipapale; sarà, quindi, proprio questa atmosfera di livore anticristiano che creerà l’occasione propizia perché si compia il crudele "fattaccio". Secondo A. Galli "il card. Ratzinger […] spiega – la visione profetica –: La via della Chiesa viene […] descritta come una Via Crucis, come un cammino in un tempo di violenza, di distruzioni, di persecuzioni […]. Nella visione anche il Papa viene ucciso sulla via dei martiri […]. Che una mano materna abbia deviato la pallottola mortale, mostra solo ancora una volta che non può esistere un destino immutabile, che la fede e preghiera sono potenze che possono influire sulla storia e che alla fine la preghiera è più forte del proiettile, la fede più potente delle divisioni [militari]". Prosegue A. Galli esplicitando l’interpretazione della visione profetica: "In questa chiave di lettura la figura di Giovanni Paolo II assume quindi un valore emblematico. Hanno colpito in lui tanti suoi figli con i fucili, ma anche con le frecce, tra le tribù selvagge, perché l’odio verso Cristo non conosce frontiere ed ogni angolo della terra ha il suo Golgota".

Infine, con A. Socci, anche noi diciamo: "La nostra ipotesi è che in effetti l’evento sanguinoso di piazza San Pietro sia stato davvero preannunciato dalla Madonna, ma non a Fatima, bensì a La Salette, un’altra delle grandi apparizioni della Vergine Maria nell’età moderna riconosciute dalla Chiesa. La Salette è per certi versi l’anticipazione di Fatima". Infatti, in tale messaggio è detto: "Il Papa sarà perseguitato da ogni parte, gli si sparerà addosso, lo si vorrà mettere a morte, ma non gli potranno far nulla. Il Vicario di Cristo trionferà ancora una volta". Dello stesso parere sono R. Laurentin e M. Corteville: "La predizione de La Salette, è più precisa di quella di Fatima […]. L’attentato non avvenne in vetta alla montagna, sulla quale il Papa era salito, ma in Piazza S. Pietro. In quel momento il Papa non era stanco e angosciato, né circondato da soldati nemici, ma da una folla acclamante […]. Il tiro non partiva da un plotone, ma da un killer, pagato a questo scopo". Dopo quanto osservato, esprimiamo la ferma convinzione che l’uccisione del Papa è profezia che deve ancora realizzarsi e che il tutto, ci sembra, concordi con la nostra tesi sull’interpretazione "petrinologica" del testo della 2Ts 2, 6-7. Sull’ipotesi dell’uccisione dell’ultimo Papa, riportiamo, qui di seguito, l’interessante ipotesi interpretativa inerente al "Vescovo vestito di Bianco" formulata da don Guglielmo Fichera, adducendo una serrata e convincente critica argomentativa sull’interpretazione finora fatta sul terzo segreto di Fatima. In sintesi, il Terzo Segreto, in realtà, secondo la sua ipotesi, riguarda tre Papi:

Il "Vescovo vestito di Bianco", cioè l’Antipapa: solo di costui è detto dai veggenti che "ebbero l’impressione che fosse il Santo Padre" mentre per gli altri Papi quelli veri, vengono subito identificati come tali. Da questa considerazione, il vescovo-papa viene identificato come papa usurpatore, un antipapa, un papa illegittimo, un impostore eletto in un conclave illegittimo; costui sarà il pastore-idolo di cui Zc 11,4-17, corrispondente al falso profeta (Ap 13,11-18), definito il "teologo dell’Anticristo", come già riportato in questo lavoro.

Il Santo Padre, quello vero, che viene ucciso da un gruppo di soldati e non da un attentatore singolo.

3) Il Papa successivo al Papa vero che viene ucciso, che farà la consacrazione della Russia e che vedrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

A seguito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, avvenute in data 11 febbraio 2013, festa della Madonna di Lourdes, è stato eletto il nuovo Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il 13 marzo 2013. Pertanto risultano presenti in Vaticano il Vescovo emerito (ex Papa Benedetto XVI) e il nuovo Vescovo della Diocesi di Roma, Papa Francesco. A nostro avviso l’espressione, il "Vescovo vestito di Bianco", può ben riferirsi al Vescovo emerito (ex Papa Benedetto XVI) il quale ha conservato l’abito bianco di ex Papa, pur restando Vescovo emerito della Diocesi di Roma. Questa possibilità interpretativa, alla luce dei nuovi eventi già verificatesi, viene confermata anche da Antonio Socci [Cfr. Libero, del 14 aprile 2013].

A seguito del prosieguo della discussione surriferita, ecco qui di seguito alcuni spunti di riflessione che stanno animando il dibattito [Cfr. Antonio Socci, da "Libero", 29 maggio 2014]:

Ieri una pagina del "Corriere della sera" a firma Vittorio Messori (col titolo: "Ecco perché abbiamo davvero due papi"), ci ha fatto una rivelazione clamorosa: Benedetto XVI, rinunciando al suo mandato con certe particolari espressioni, ha lasciato "solo il suo potere di governo e di comando sulla Chiesa". Tuttavia mantiene "Il munus, l’ufficio papale" che "non è revocabile". Ha rinunciato soltanto "alla sua esecuzione concreta". Ne deriva che la Chiesa avrebbe addirittura "due Papi", una diarchia. La rivelazione è davvero clamorosa.

Benedetto XVI non si è dimesso dal ministero petrino, ma solo dal suo "esercizio attivo". Se e come questo sia possibile e cosa implichi è questione del tutto irrisolta, anzitutto teologicamente.

Per la divina costituzione della Chiesa infatti uno solo può essere il papa. E se – come dice Messori–Benedetto XVI "non ha inteso rinunciare al munus pontificale" che "non è revocabile", che dimissioni sono le sue?



Alle interessanti interpretazioni, surriferite, pensiamo ora di contribuire con un arricchimento rilevato da don Stefano Gobbi. L’esegesi di Ap 13,1-2.11, attribuita alla Madonna, è così descritta:

v. 1-2: la bestia, che sale dal mare, simile alla pantera, e perciò nera, indica la Massoneria ["laica"];

2) v. 11: la bestia che sale dalla terra, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, e che viene in aiuto a quella nera, indica la Massoneria ecclesiastica, perché al simbolo del sacrificio (l’agnello), è intimamente unito a quello del Sacerdozio (le due corna); infatti il Sommo Sacerdote, nell’A.T. portava un copricapo con due corna; anche i Vescovi nella Chiesa portano la mitria, con due corna, per indicare la pienezza del loro Sacerdozio; quindi la bestia con due corna, indica la Massoneria ecclesiastica perché infiltrandosi all’interno della Chiesa, si diffonde soprattutto fra i Membri della Gerarchia. L’infiltrazione massonica, all’interno della Chiesa, è stata profetizzata a Fatima "quando – dice la Madonna – vi ho annunciato che Satana si sarebbe introdotto fino al vertice della Chiesa" [N.d.A.: questa profezia dovrebbe riguardare il prosieguo del terzo segreto, ritenuto, come già riferito, quale testo nascosto non ancora pubblicato]. Il compito della Massoneria ecclesiastica consiste:

Nell’oscurare la Divina Parola, per mezzo d’interpretazioni naturali e razionali e, nel tentativo di renderla più comprensiva ed accolta, svuotarla di ogni suo soprannaturale contenuto; così si favorisce la diffusione degli errori in ogni parte della stessa Chiesa Cattolica. A causa della diffusione di questi errori, oggi molti si allontanano dalla vera fede, dando attuazione alla profezia fatta a Fatima: verranno tempi in cui molti perderanno la vera fede. La perdita della fede è apostasia. La Massoneria ecclesiastica agisce in maniera subdola e diabolica per condurre tutti all’apostasia. Quando l’apostasia sarà generalizzata e quasi tutti seguiranno il falso Cristo e la falsa Chiesa, allora sarà aperta la porta per la comparsa dell’uomo o della persona stessa dell’Anticristo!

Giustificare il peccato, presentarlo non più come un male, ma come un valore e un bene. Così si consiglia di compierlo, come un modo di soddisfare le esigenze della propria natura, distruggendo la radice da cui può nascere il pentimento e si dice che non è più necessario confessarlo.

Favorisce le esegesi che danno in esso interpretazioni razionalistiche e naturali, per mezzo dell’applicazione dei vari generi letterari, così che esso viene dilaniato in ogni parte. Alla fine si giunge a negare la realtà storica dei miracoli e della sua risurrezione e si mettono in dubbio la divinità stessa di Gesù e la sua missione salvifica.

Dopo aver distrutto il Cristo storico, la Massoneria ecclesiastica, cerca di distruggere il Cristo mistico che è la Chiesa che è, come Gesù, Verità, Vita e Via. Per questo vengono gradualmente soppressi tutti i segni esterni, che sono indicativi della fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucarestia, come genuflessioni, le ore di adorazione pubbliche, la consuetudine santa di circondare il Tabernacolo di luci e fiori. Dell’Eucarestia, valorizza solo l’aspetto esterno della Cena, tendendo a minimizzare il suo valore sacrificale, cercando di negare la reale e personale presenza di Gesù nelle Ostie consacrate. In tal modo, verrà accolta la dottrina protestante che considera la sacra cena solo come ricordo di ciò che Gesù ha fatto nella sua ultima cena, escludendo l’essenzialità del suo sacrificio compiuto sul Calvario. Pertanto, verrà soppressa la celebrazione della Santa Messa. Nell’abolizione del sacrificio quotidiano consiste l’orribile sacrilegio compiuto dall’anticristo, la cui durata sarà di circa tre anni e mezzo, cioè di milleduecentonovanta giorni.

La Massoneria ecclesiastica cerca di distruggere il fondamento dell’unità della Chiesa, con l’attacco subdolo ed insidioso al Papa. Essa ordisce le trame del dissenso e della contestazione al Papa; sostiene e premia coloro che lo vilipendono e gli disubbidirono; propaga le critiche e le opposizioni di Vescovi e di teologi. In questa maniera demolisce il fondamento stesso della sua unità e così la Chiesa viene sempre più lacerata e divisa.

Per quanto riguarda l’Anticristo, è detto che Satana lo è per eccellenza. Attraverso un complesso sistema numerico, riportato nei messaggi dati dalla Madonna a d. Stefano Gobbi, citati, Satana viene ritenuto responsabile di aver storicamente prodotto l’anticristianesimo mediante la manifestazione dell’Islam, la riforma protestante e conseguente divisione della Chiesa. Infine, ultimamente ai nostri giorni, Satana attraverso la Massoneria ["laica"], aiutata da quella ecclesiastica, riuscirà a imporre un falso Cristo e una falsa Chiesa, dove per falso Cristo s’intende la comparsa storica dell’Anticristo, in quanto vicario di Satana, visibilizzato storicamente. Satana, infine, riuscirà a produrre anche lo scisma nella Chiesa, quando "sarà portata a termine l’apostasia".

In definitiva, ci sembra di poter affermare che la Falsa Chiesa dovrà anch’essa storicamente avere il suo Falso Profeta, un anti-Papa che consentirà la massima ascesa storica dell’Anticristo (Ap 13,11-17). In riferimento a quanto osservato da J. Ratzinger circa le due ermeneutiche post Concilio Vaticano II, in positivo e in negativo, rileviamo che quella in negativo dovrebbe accorpare, nella radicalizzazione della contrapposizione in prospettiva escatologica, due fronti contrapposti:

a) i veri cristiani, difensori dell’ortodossia cattolica;

b) gli anticristi, neo modernisti/progressisti anti-ortodossi.

La contrapposizione o compresenza spuria tra queste due anime inconciliabili fra di loro, secondo l’esperienza delle prime comunità giovannee, di cui abbiamo già trattato ampiamente nei nostri citati lavori, dovrebbe produrre l’esplosione delle contraddizioni interne alla comunità cristiana tale da rendere impossibile la convivenza: lo scisma, a questo punto, diventa inevitabili!

A questo punto, considerato quanto ipotizzato da Guglielmo Fichera, citato, il Vescovo vestito di Bianco, di cui nella profezia di Fatima, potrebbe essere identificato con il Falso Profeta/Antipapa, responsabile della Falsa Chiesa anticristica, osannante, con la liturgia diabolica della falsa Chiesa, l’Anticristo-vicario di Satana. Ricordiamo che in questo lavoro noi abbiamo identificato quale Falso Profeta, un Sommo Sacerdote che dovrebbe officiare nel ricostruito 3° Tempio di Gerusalemme, seguendo l’indicazione di Ippolito e in coerenza con tutto l’impianto biblico da noi elaborato. Tuttavia, anche le ipotesi interpretative, che fanno affidamento a rivelazioni private, le abbiamo assunte, quando ci è sembrato che non contraddicano palesemente l’insegnamento dottrinale del Magistero e che non siano difformi alla Tradizione viva della Chiesa. Comunque, tenuto conto dell’importanza di Fatima, le cui apparizioni sono state riconosciute ufficialmente dall’Autorità Ecclesiastica, riteniamo che l’ipotesi surriferita circa lo scisma e relativa elezione di un antipapa, che dovrebbe attraversare la Chiesa Cattolica, è un’ipotesi da tenere in seria considerazione, ferma restando che, in questo caso, l’ipotesi d’Ippolito resterebbe delimitata alla presenza del Sommo Sacerdote officiante nel 3° ricostruito Tempio di Gerusalemme, pur nel suo ruolo rilevante di Fiancheggiatore/Gregario dell’Anticristo e dei suoi accoliti.