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APPROFONDIMENTO

 

APPENDICE

1. Così, sintetizza don Guglielmo Fichera , gli elementi che caratterizzano l’ermeneutica della frattura evidenziata da J. Ratzinger, operata da certi movimenti teologici del nostro tempo:

1) una corrente deviante che legge il Concilio Vaticano II come una frattura con la Tradizione e il Magistero precedente della Chiesa. In questa corrente appaiono simultaneamente:

a) una ripresa pura e semplice del razionalismo protestante del secolo scorso;
b) una rottura di ogni barriera di ordine teologico ed anche filosofico;

2) dall’altra, una corrente perseverante che tende a debordare dall’insegnamento dal culto della Chiesa. Pertanto, tre sono gli orientamenti culturali, caratteristici:

1) Il pelagianesimo (negazione del peccato originale ed esaltazione dell’uomo che non appare più “Cristo dipendente”).
2) L’arianesimo (negazione della divinità di Cristo=ideologia anticristica!).
3) Il neo-modernismo (già fermamente condannato da S. Pio X, come “la sintesi di tutte le eresie”, esso tende a distruggere ogni nozione di oggettività della Rivelazione).

Tutti questi elementi, “si trovano combinati in un amalgama speculativo che serve di base per una precipitazione verso l’umanizzazione integrale di tutta la religione […] una specie di iniziazione nuova di origine protestante”.

In tema, segnaliamo dei romanzieri:
1. Michael D. O’Brien , che con il suo thriller (Il Nemico), narra, in particolare, degli elementi identificativi politico/ideologici degli eretici/progressisti che spianano l’avvento dell’Anticristo, e degli avvenimenti che interesseranno precipuamente l’interno della gerarchia ecclesiastica.

All’interno della Chiesa:
La critica biblica è dominata dal pensiero modernista. I progressisti:
a) cercano di demitologizzare le Scritture nel tentativo di sfuggire alle esigenze della fede biblica;
b) ritengono che il Papa sottolineando il concetto delle verità assolute, danneggia il dialogo fra le religioni mondiali; i
c) nvitano il Vaticano a rivedere le sue posizioni in materia di teologia morale;
d) reclamano un nuovo modello di Chiesa, una Chiesa democratica, una Chiesa di base;
e) propongono di non rifiutare le religioni del mondo, di fare ammenda per il nostro “imperialismo teologico”; vogliono che la Chiesa chieda scusa pubblicamente ai musulmani per le Crociate, ai cinesi per i missionari, agli indigeni per aver convertito il Messico, ecc.;
f)-ritengono che le encicliche e le decisioni disciplinari del Papa, rappresentino un ritorno alla Chiesa preconciliare;
g) tenteranno di convincere il Papa a rassegnare le sue dimissioni.

2. Robert Benson : (l’ideologia progressista)

a) Sostegno ideologico e divulgazione della religione umanitaria, priva del soprannaturale, forma di panteismo. Subisce l’influenza della massoneria; formerà un proprio rituale liturgico e un proprio credo: l’uomo è Dio! Il vero Dio, che può essere conosciuto, è l’uomo!
b) Impegno per la realizzazione della Pace (fra gli uomini e non quella con Dio!), che non sarà realizzata dal cristianesimo, ma dagli uomini che si saranno convinti che l’unione è migliore della divisione. Le virtù naturalistiche saranno sostenute e propagandate a dismisura, mentre le virtù divine saranno messe da parte e disprezzate. La filantropia prenderà il posto della carità, la soddisfazione (immanentismo) sostituirà la speranza e la fede sarà spodestata dalla cultura. Il fanatismo religioso e i partiti politici saranno abbattuti perché considerati delle tirannie dell’umanità.
c) Nel nostri tempi, Satana violenta le sorgenti stesse della vita spirituale e morale, attaccando contemporaneamente il corpo, l’intelletto e il cuore.
d) L’umanitarismo propagandato degli anticristi, eserciterà un’immensa influenza, e in contrapposizione al Regno di Dio, con grande forza esalterà le menti visionarie e romantiche: Esso asserisce le sue verità e non le dimostra, soffoca con guanciali comodi invece di sollecitare le menti e ferisce con l’arma della dialettica. L’umanitarismo vestirà gli abiti della liturgia e del sacrificio. L’umanitarismo tenterà di eliminare il dolore.
e) I neomodernisti negheranno la potenza della messa, della preghiera e del rosario.

3. Vladimir Solov’ëv (con mio libero adattamento al neomodernismo, come anticipatore dell’avvento dell’Anticristo):

a) Il neomodernismo, spianando la via all’avvento dell’Anticristo, sosterrà l’ideologia che non respinge e non vuole sopprimere determinate classi o razze a vantaggio di altre, non “esclude”, ma “include”. Essi con dottrine ideologiche, senza imposizione di sistemi onnicomprensivi, preparano la desacralizzazione della storia, svuotandola di orizzonti trascendenti. Essi, nella frammentazione orizzontale di religioni, culture, popoli , accettano ogni aspetto del reale spogliandolo al tempo stesso del suo significato essenziale. Accettano anche la Chiesa, ma senza Cristo. La loro “utopia escatologica” è di segno illuminista, tecnocratico, gnostico.
b) I neomodernismi, promettono a tutti ciò che desiderano maggiormente: pace progresso, benessere, pluralismo (seduzioni diaboliche e mortifere se disgiunte dalla Verità).


Nel Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2005, Benedetto XVI, respingendo la cosiddetta “ermeneutica della discontinuità e della rottura” ha denominato “l’ermeneutica della riforma del rinnovamento nella continuità” dell’unico soggetto- Chiesa, che il Signore ci ha donato”. Esemplificando, per l’a. “il postconcilio ha praticamente imposto alla Chiesa cattolica un’esegesi tipicamente liberale attraverso una colluvie di tradizioni […] d’opere pensate ed elaborate all’insegna della Forgeschichtliche e Redaktiongeschichtliche Methode, alla cui scuola si son formate le ultime generazioni di vescovi e di presbiteri, determinando in seno alla Chiesa una situazione esegetico-cattolica già ampiamente al di là della stessa DV, che non è immune da mende”. DE GIORGI F., Per una nuova primavera ecclesiale, in “Presbyteri”, rivista mensile di spiritualità pastorale, QS Editrice, Trento, anno XLIII, 2009, n. 5, pp. 331-342, espone una sintetica verifica storica “nei quali il post-Concilio si è venuto a collocarsi”, per comprendere “quali siano stati gli eventuali ostacoli di portata generale (e non soltanto intra-ecclesiali)” che hanno impedito la sua applicazione pratica e che hanno favorito il processo “dissolvitrice dello spirito evangelico nei cuori, nei comportamenti, nelle mentalità, nei vissuti”. Per l’a. le cause scatenanti il processo di “secolarizzazione del cuore”, consisterebbero nel materialismo dogmatico e ideologico (caratterizzato dalla preminenza delle ideologie politiche “totali”) e, contestualmente, nel materialismo pratico borghese. Senza il Concilio l’apostasia, probabilmente, sarebbe stata più dirompente. L’a., richiamando G. Dossetti, in risposta alle sfide della secolarizzazione, propone una Chiesa kenotica, capace di “testimonianza povera e umile […] assumendo la condizione di serva […] a imitazione di Cristo”. Una Chiesa di minoranza profetica ormai s’impone per l’approssimarsi dei tempi dell’Anticristo. A nostro avviso, se avesse prevalso più l’ottimismo della fede su quello della ragione, la mentalità teocentrica su quella antropocentrica, evitando il rischio della deriva procurato dell’antropocentrismo idolatrico, l’apostasia sarebbe stata, probabilmente, più contenuta e quindi meno devastante di quella attuale, se il terzo segreto di Fatima fosse stato pubblicato nel 1960, come esigito dalla Madonna.

La Congregazione per la Dottrina della Fede è intervenuta più volte contro la ribellione e la falsificazione delle dottrine conciliari, ma “purtroppo a tutt’oggi i risultati non sono soddisfacenti, anche perché avviene che chi dovrebbe far giustizia è infetto da quello stesso modernismo che dovrebbe eliminare” .
L’intervento disciplinare della Santa Sede nei confronti dei lefevriani è stato severo molto più che nei confronti dei modernisti, molti dei quali sono “eretici ed apostati”, “finti credenti”. Secondo la 1Gv 2,18-25, sono “falsi maestri”, “maestri dell’errore”, “anticristi” che “pur essendo membri della comunità, non appartengono ad essa, poiché non hanno la vera fede, né lo Spirito Santo”
“L’atteggiamento ingenuamente ottimistico diffusosi nell’episcopato del post-concilio, ha causato la diminuzione della vigilanza nei confronti dell’insorgere degli errori ed eresie, anche per una certa “intimidazione psicologica” della “marea mondante modernista, ottimamente organizzata e sostenuta da grandi mezzi finanziari”. L’eccessivo timore di ricorrere alla severità, alla polemica, alle lamentele ed allo stile dei “profeti di sventura”, hanno ammutolito (Is 56,10), chi aveva il compito doveroso di intervenire. Gli atteggiamenti troppo indulgenti ottimistici, generici e superficiali, buonisti, sdolcinati ed ipocriti, spiritualisti, pancristici di origine hegeliana hanno distolto l’attenzione dalla messa in guardia contro mali, vizi ed errori pur sempre presenti anche negli uomini e nelle società del nostro tempo. L’ostinazione modernista ha invaso praticamente tutti gli ambienti ecclesiali, dalla catechesi parrocchiale e familiare alle istituzioni educative più alte, come sono gli insegnamenti episcopali e le stesse accademie e facoltà teologiche pontificie.

L’ambiguità di certi testi conciliari ha causato lo scatenamento ermeneutico neomodernista.

I modernisti, in nome di un “progresso inteso come rivoluzione” :


Rifiutano la Tradizione. Essi ne impongono un loro Magistero Parallelo (Cfr. Cardinale De Lubac). Secondo la 1Gv 2,24, gli eretici-apostati-anticristi, sono coloro che non si sono attenuti agli insegnamenti degli Apostoli, depositari del nascente Magistero. Essi sono “figli degli uomini”, della discendenza di Caino. I tradizionalisti, invece, sono i Figli di Dio.
Sostengono il «relativismo morale e religioso».
Non danno importanza alla dottrina riducendola alla pastorale. Sostituiscono l’ortodossia con l’ortoprassi Essi ritengono che le formule e i dogmi non possono comprendere l’evoluzione storica, ma ogni problema vada collocato nel suo contesto storico e sociopolitico. Gli autori definiscono l’ortodossia come “una violenza metafisica”. Il concetto di ortodossia va superato, o quanto meno ridimensionato, perché, viene utilizzato come“punto di riferimento per soffocare la libertà di pensiero e come arma per sorvegliare e punire” (“Concilium”, 2/2014, p. 11). Al primato della dottrina va sostituito quello della prassi pastorale, come spiega a sua volta il padre Juan Carlos Scannone, intervenendo a sostegno del cardinale Kasper, nell’articolo Teologia serena, fatta in ginocchio, sulla “Civiltà Cattolica” del 7 giugno 2014. Le categorie di ortodossia e di eterodossia vengono accantonate come antiquate. E nascono nuove espressioni semantiche. Una delle più curiose è quella di “cripto-lefebvrismo”.
Seguono la teoria hegeliano-storicistica del progresso come sviluppo secondo la dialettica della contraddizione. Essi “intendono questo progresso come rottura e smentita del passato, ma al contempo si riservano essi stessi il diritto di proporre dottrine più avanzate (Cfr. i modernisti sono definiti da Pio XII “amatori delle novità”), di quelle dello stesso Concilio e in contraddizione con esse, sempre in forza del loro concetto di progresso come rottura e non come sviluppo”. Intendendo il progresso come rottura col passato, commettono errori di tipo immanentista, storicista, dialettico, rivoluzionario [Cfr. definito “utopismo anarchico”, da J. Ratzinger e secondo Pio XII sui “falsi sistemi”, “deplorevoli aberrazioni”, quali, appunto: immanentismo, idealismo, materialismo, sia storico che dialettico, esistenzialismo … ].
Riproducono sostanzialmente lo stesso programma distruttivo
condannato da S. Pio X :

1. Distruzione soggettiva della natura stessa della religione cristiana 2. Fa di Cristo un mito dei primi cristiani. 3. Fa del cristianesimo una ideologia inventata da Paolo di Tarso e dalle prime comunità fondate da lui. 4. Fa di Dio un ente logico cioè un’idea prodotta dal bisogno del sentimento religioso dell’uomo, mentre Egli è l’Essere perfettissimo realmente ed oggettivamente esistente al di fuori della mente umana.

Non ammettono verità sovrastoriche, eterne e ed immutabili, ma per loro la verità è filia temporis, è solo nell’oggi, nel moderno. I concetti mutano. La natura umana, la legge morale mutano. La natura umana in Cristo è confusa con quella divina. Dio stesso diviene. Il passato è passato. Non c’è niente in esso che debba essere conservato, recuperato, rivalorizzato o restaurato, al massimo può esser ricordato come un fatto precedente della storia; ma in sé è solo spazzatura da gettar via e basta.
Sono infettati di gnoseologie relativiste, soggettivistiche o evoluzionistiche.
Sono imbevuti di storicismo.
Non credono nell’infallibilità del Papa o la verità alle dottrine pontificie che non piacciono, anche se assolutamente vere, perché non credono all’immutabilità della verità; e per converso si considerano indiscutibili o “avanzate” o addirittura “rivoluzionare” idee del Papa, fraintese e mal digerite, che il Papa ha espresso magari en passant e senza l’intenzione di insegnare verità di fede o solo per esprimere un’opinione o un’impressione personale.
Non hanno rispetto del Papa come maestro della fede, per cui si permettono di risolvere tutti i suoi insegnamenti in semplici opinioni teologiche, come se fossero quelle di qualunque altro teologo.
Essi vogliono una Chiesa Aperta e non Gerarchica.
Essi sono del “fenomenismi” che sostituiscono l’apparire all’essere, ciò che sembra a ciò che è. Per loro non si danno certezze oggettive, universali e immutabili, ma tutto è opinabile, mutevole dipendente dai tempi, dai luoghi e dai punti di vista.
Essi si fingono discepoli ed ammiratori del Papa per qualche sua frase o gesto che sembrerebbe andar loro incontro. Il Papa, purtroppo non sembra voler prendere le distanze da questi falsi amici.
Rifiutano le esegesi del Magistero della Chiesa: Catechismo della Chiesa Cattolica, perché rappresenta la corretta esegesi del Concilio Vaticano II, le encicliche del Papa o i documenti delle Congregazioni Romane.
Concepiscono la Chiesa come “sovranità ecclesiale popolare, l’idea di Chiesa dal basso, la Chiesa del popolo e non come “popolo di Dio costituito gerarchicamente”. Il Papa Benedetto XVI “dopo cinque anni dopo la sua elezione”, ha osservato che l’evento conciliare (del Vaticano II), bisogna leggerlo e recepirlo “nell’ottica di una giusta ermeneutica”, intesa come “rinnovamento nella continuità”. Il Papa ha anche attaccato il riformismo conciliare che ha fatto correre alla Chiesa “il pericolo di un utopismo anarchico” [Nel Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2005, Benedetto XVI, respingendo la cosiddetta “ermeneutica della discontinuità e della rottura” ha denominato “l’ermeneutica della riforma del rinnovamento nella continuità” dell’unico soggetto - Chiesa, che il Signore ci ha donato”.
Infine: Esprimono la preoccupazione e l'impegno di accelerare il processo dell'unità dei cristiani, fa correre il rischio dell'irenismo/falso ecumenismo (UR 11) che intacca "la purezza della dottrina cattolica". Infatti, finora, i non cattolici non hanno mai arretrato dalle loro posizioni dottrinali. Siamo noi, che purtroppo stiamo subendo una deleteria protestantizzazione che sta producendo pericolose derive di vario genere. Così facendo, sono create le basi per la Falsa Chiesa, l’appiattimento dottrinale reso possibile da perniciosi compromessi che con la Religione umanitaria, massonica, spianano la strada alla comparsa storica dell’Anticristo! La Falsa Chiesa, è premessa fondamentale per la creazione del Governo Mondiale i cui obiettivi sono i seguenti :

Unica civiltà internazionale.
Controllo centralizzato delle persone. Nel Nuovo Ordine Mondiale dovranno esserci solo Padroni e Schiavi, con la scomparsa del Ceto Medio.
Società a “crescita zero”. In un’epoca post-industriale sarà necessaria la “crescita zero” per distruggere ogni traccia di ricchezza generale. Quando c’è ricchezza c’è progresso, il che rende impossibile imporre la repressione necessaria ad imporre la divisione della società in pochi Padroni e il resto in Schiavi.
Continuo stato di squilibrio psicologico. In tal modo gli individui troppo stanchi e deboli non saranno in grado di prendere decisioni sul proprio destino; i popoli saranno confusi e demoralizzati e pertanto più facilmente manipolabili.
Controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi. Perdita della memoria storica per imporre la dimenticanza della “libertà”.
Controllo centralizzato di tutte le politiche interne ed esterne.
Rafforzamento dell’ONU con la costituzione dell’esercito mondiale quale garante della pace nel mondo.
Mercato unico occidentale.
Espansione della NATO in sostegno dell’ONU impegnata più a livello di situazioni difficili nel mondo. La NATO avrà funzione di “esercito mondiale dell’ONU”.
Unico sistema legale mediante una sola Corte Internazionale di Giustizia.
Unico “Welfare State” socialista in cui gli schiavi obbedienti saranno premiati e quelli ribelli verranno sterminati.

Essendo immanentisti, rifiutano deliberatamente di interessarsi dell’Escatologia nonostante i pronunciamenti magisteri ali, in particolare quanto riportato, in materia, nel Catechismo della chiesa Cattolica. Questa decisione di interesse prettamente sociologico e politico, è la stessa impostazione di rifiuto per le problematiche escatologiche, sostenute dai protestanti.
Hanno una scarsa sensibilità mariana se non una vera e propria avversione per la Madonna non sempre confessabile. Hanno per obiettivo l’azzeramento del culto mariano sul modello protestante.
In definitiva essi sono: falsi ecumenisti, i filoprotestanti, i criptomassoni e i rahneriani.

PRECISAZIONE INFORMATIVA

Quanto alla decisione attribuita allo Spirito Santo inerente alla scelta/elezione del futuro suo Vicario, così si esprime J. Ratzinger: lo Spirito Santo, che viene invocato in Conclave, dà la sua ispirazione, ma poi i prelati sono liberi di ascoltarlo o invece di far prevalere altri loro interessi. Per questo san Vincenzo di Lérins (Francia settentrionale o Belgio, V secolo – Isole di Lerino del 450 circa) diceva “Dio alcuni Papi li dona [immeritatamente!], altri li tollera, altri ancora li infligge [ben meritatamente!].

Qualche giorno fa il giornalista Antonio Socci citava San Vincenzo di Lérins (V secolo) che affermava: “Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge”. Così Socci ricordava l’aspetto umano di una votazione che, in quanto umana, potrebbe anche avere un esito “diverso” dalla volontà di Dio. “Diversamente da quanto molti pensano – ha scritto Socci – a eleggere il Papa, per la dottrina della Chiesa, non è affatto (automaticamente) lo Spirito Santo, ma sono gli uomini, vestiti di porpora, che si trovano riuniti nella Cappella Sistina. Papa Benedetto lo sa bene: lo Spirito Santo, che viene invocato in Conclave, dà la sua ispirazione, ma poi i prelati sono liberi di ascoltarlo o invece di far prevalere altri loro interessi. Dal canto suo, il giornalista italiano Luigi Accattoli riporta sul suo blog un testo del 1997 in cui Joseph Ratzinger dichiarava che lo Spirito Santo agisce in Conclave come “buon educatore” che “lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci” .