SERVIRE LA VERITÀ CHE È CRISTO!

(Contro i NEO modernisti/ANTICRISTI)

Richiamo ad alcuni principi metodologici:

1. Il Signore ci invita a giudicare con giustizia: Lc 12,57 e non al sentito dire delle posizioni unilaterali; è doveroso esaminare i testi originali delle dispute e/o proposizioni, le critiche dei sostenitori delle varie tesi oppositive, ed esaminare il tutto criticamente, senza pregiudizi ideologici poiché la profezia non ha confini stabili: 1Ts 5,21. Il Signore ha parlato per mezzo dell'asina di Balaam (Nm 22,21.28); a maggior ragione può far parlare anche un povero diacono... Ai posteri l'ardua sentenza!

2. Contra factum argumentum non valet! La Verità, che libera, va sempre proclamata, anche se scandalizza (S. Tommaso d'A.). E' altrettanto vero che "Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio" (n. 4.364 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 20/09/2016; i Messaggi sono sotto osservazione del Vescovo locale).

3. Premessa informativa. E' prassi consolidata nella Chiesa che quando sorgono divergenze interpretative su di un testo legislativo emanato dal Magistero, l'organismo preposto a dirimere le questioni è la Congregazione della Dottrina della Fede e non sono quindi i singoli personaggi, anche se autorevoli, che non sono canonicamente abilitati a farlo se non al potere di esprimere legittime ermeneutiche non vincolanti per nessuno. 

· Compiti


La Congregazione è uno strumento nelle mani del Papa e si pone al servizio della Chiesa per la salvaguardia e la promozione della fede. Il compito della Congregazione è quindi quello di "promuovere e tutelare la dottrina sulla fede ed i costumi in tutto l'orbe cattolico", "favorire gli studi volti a far crescere l'intelligenza della fede", sostenere i vescovi "nell'esercizio del compito per cui sono costituiti come autentici maestri e dottori della fede tenuti a custodire e promuovere l'integrità della medesima fede".

Le competenze della Congregazione, nello specifico, riguardano i seguenti aspetti:

· le questioni circa la dottrina della fede e della vita morale;

· l'esame delle nuove teorie in materia dogmatica e morale;

· riprovazione ed eventuale condanna di dottrine contrarie ai principi della fede;

· giudizio previo di documenti di altri Dicasteri per ciò che concerne la propria competenza;

· esame dei delitti contro la fede, la morale e la celebrazione dei Sacramenti;

· promozione ed organizzazione di studi e congressi.

4. Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi. Competenza.

L'ambito di competenza del Consiglio è definito dagli articoli 154-158 della Pastor Bonus, che elenca:

· l'interpretazione delle leggi universali della Chiesa cattolica;

· l'aiuto agli altri dicasteri romani affinché i decreti generali esecutivi e le istruzioni siano conformi alle norme del diritto vigente;

· la revisione dei decreti generali degli organismi episcopali;

· a richiesta degli interessati, la decisione se le leggi particolari ed i decreti generali, emanati da legislatori al di sotto della suprema autorità, siano conformi alle leggi universali della Chiesa.

 DOMANDA: PERCHE' IL PAPA HA DECISO DI NON RISPONDERE AI DUBIA?

Mia ipotesi di lavoro:

Premessa

In quanto studioso, per un proficuo dialogo ritengo opportuno richiamare alcuni principi metodologici:

1. Il Signore ci invita a giudicare con giustizia: Lc 12,57 e non al sentito dire delle posizioni unilaterali; è doveroso esaminare i testi originali delle dispute e/o proposizioni, le critiche dei sostenitori delle varie tesi oppositive, ed esaminare il tutto criticamente, senza pregiudizi ideologici poiché la profezia non ha confini stabili: 1Ts 5,21. Il Signore ha parlato per mezzo dell'asina di Balaam (Nm 22,21.28); a maggior ragione può far parlare anche un povero diacono... Ai posteri l'ardua sentenza!

2. Contra factum argumentum non valet! La Verità, che libera, va sempre proclamata, anche se scandalizza (S. Tommaso d'A.). E' altrettanto vero che "Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio" (n. 4.364 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 20/09/2016; i Messaggi sono sotto osservazione del Vescovo locale).

3. Premessa informativa. E' prassi consolidata nella Chiesa che quando sorgono divergenze interpretative su di un testo legislativo emanato dal Magistero, l'organismo preposto a dirimere le questioni è la Congregazione della Dottrina della Fede e non sono quindi i singoli personaggi, anche se autorevoli, che non sono canonicamente abilitati a farlo se non al potere di esprimere legittime ermeneutiche non vincolanti per nessuno. 

· Compiti


La Congregazione è uno strumento nelle mani del Papa e si pone al servizio della Chiesa per la salvaguardia e la promozione della fede. Il compito della Congregazione è quindi quello di "promuovere e tutelare la dottrina sulla fede ed i costumi in tutto l'orbe cattolico", "favorire gli studi volti a far crescere l'intelligenza della fede", sostenere i vescovi "nell'esercizio del compito per cui sono costituiti come autentici maestri e dottori della fede tenuti a custodire e promuovere l'integrità della medesima fede".

Le competenze della Congregazione, nello specifico, riguardano i seguenti aspetti:

· le questioni circa la dottrina della fede e della vita morale;

· l'esame delle nuove teorie in materia dogmatica e morale;

· riprovazione ed eventuale condanna di dottrine contrarie ai principi della fede;

· giudizio previo di documenti di altri Dicasteri per ciò che concerne la propria competenza;

· esame dei delitti contro la fede, la morale e la celebrazione dei Sacramenti;

· promozione ed organizzazione di studi e congressi.

4. Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi. Competenza.

L'ambito di competenza del Consiglio è definito dagli articoli 154-158 della Pastor Bonus, che elenca:

· l'interpretazione delle leggi universali della Chiesa cattolica;

· l'aiuto agli altri dicasteri romani affinché i decreti generali esecutivi e le istruzioni siano conformi alle norme del diritto vigente;

· la revisione dei decreti generali degli organismi episcopali;

· a richiesta degli interessati, la decisione se le leggi particolari ed i decreti generali, emanati da legislatori al di sotto della suprema autorità, siano conformi alle leggi universali della Chiesa.

 DOMANDA: PERCHE' IL PAPA HA DECISO DI NON RISPONDERE AI DUBIA?

Mia ipotesi di lavoro:

Premessa

A differenza degli altri Concili, il Vaticano II pone un problema di interpretazione [...] solo per il Concilio Vaticano II si sono affrontate due ermeneutiche contrarie. Secondo alcuni critici, compreso il sottoscritto, la presenza di ermeneutiche contrapposte può essere imputata ad un'ambiguità o ambivalenza dei documenti conciliari.

Secondo l'ermeneutica della continuità il Concilio Vaticano II va interpretato alla luce e in continuità con il Magistero della Chiesa precedente e successivo al Concilio ovvero alla luce della Tradizione. 

Già papa Paolo VI nel 1966, ad un anno dalla chiusura del Concilio, evidenziò - le - due tendenze interpretative considerate errate.

L'ermeneutica della continuità ha ispirato il pontificato di papa Giovanni Paolo II ed è stata formulata esplicitamente da papa Benedetto XVI il 22 dicembre 2005 (Discorso alla Curia romana):

Perché la recezione del Concilio, in grandi parti della Chiesa, finora si è svolta in modo così difficile? Ebbene, tutto dipende dalla giusta interpretazione del Concilio o – come diremmo oggi – dalla sua giusta ermeneutica, dalla giusta chiave di lettura e di applicazione. I problemi della recezione sono nati dal fatto che due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro. L'una ha causato confusione, l'altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato frutti. Da una parte esiste un'interpretazione che vorrei chiamare "ermeneutica della discontinuità e della rottura"; essa non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass-media, e anche di una parte della teologia moderna. Dall'altra parte c'è l'"ermeneutica della riforma", del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino. 

Altre volte Benedetto XVI è tornato sulla stessa questione, sottolineando l'importanza che il Concilio Vaticano II sia recepito alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa.

Ancora Papa Benedetto XVI , nell’Udienza generale del 10.03.2011, ha osservato: "dopo cinque anni dopo la sua elezione", che l’evento conciliare (del Vaticano II), bisogna leggerlo e recepirlo "nell’ottica di una giusta ermeneutica", intesa come "rinnovamento nella continuità". Il Papa ha anche attaccato il riformismo conciliare che ha fatto correre alla Chiesa "il pericolo di un utopismo anarchico". In effetti, l'ermeneutica della discontinuità e della rottura è derivata proprio dall’ambiguità di certi testi del Vaticano II volutamente "viziati di errori dottrinali e pastorali" per essere utilizzati, a tempo opportuno, con l’ermeneutica progressista e modernista. In definitiva: L’"ermeneutica della discontinuità e della rottura", modernista, ha prodotto la FALSA CHIESA. Il "rinnovamento nella continuità", del Magistero Vero, sostiene la VERA CHIESA con il suo Vero Magistero, fedele agli Insegnamenti del Vangelo e del Magistero di sempre della stessa Chiesa!

Scrive il teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, in merito alla situazione concreta odierna di ampia diffusione di eresie di vario genere:

L’atteggiamento ingenuamente ottimistico diffusosi nell’episcopato del post-concilio, ha causato la diminuzione della vigilanza nei confronti dell’insorgere degli errori ed eresie, anche per una certa "intimidazione psicologica" della "marea mondante modernista, ottimamente organizzata e sostenuta da grandi mezzi finanziari". L’eccessivo timore di ricorrere alla severità, alla polemica, alle lamentele e allo stile dei "profeti di sventura", ha ammutolito (Is 56,10), chi aveva il compito doveroso di intervenire. Gli atteggiamenti troppo indulgenti ottimistici, generici e superficiali, buonisti, sdolcinati e ipocriti, spiritualisti, pancristici di origine hegeliana hanno distolto l’attenzione dalla messa in guardia contro mali, vizi ed errori pur sempre presenti anche negli uomini e nelle società del nostro tempo. L’ostinazione modernista ha invaso praticamente tutti gli ambienti ecclesiali, dalla catechesi parrocchiale e familiare alle istituzioni educative più alte, come sono gli insegnamenti episcopali e le stesse accademie e facoltà teologiche pontificie. 

Il MAGISTERO MODERNISTA è impegnato a predisporre un popolo ben disposto all'accoglienza dell'Anticristo, ovvero: una sola Chiesa di Dio che sarà senza Dio. Ogni azione senza l’amore di Dio, dei suoi comandamenti e delle sue leggi è azione diabolica che cerca di frantumare l’unità della fede nella Chiesa di mio Figlio, unica salvezza per l’umanità, come è scritto dallo Spirito Santo - e ancora - Figli miei, la salvezza non è riunire tutte le religioni per farne un ammasso di eresie ed errori, ma convertirvi per l’unità di amore e di fede. Non si può costituire una chiesa, perché la Chiesa è già costituita, per accogliere il pentito che è nell’errore e nell’eresia. Gli uomini devono vivere la Chiesa, e non la Chiesa vivere di loro. Gli uomini devono essere persuasi della verità… Non cambiate la dottrina, ma cambiate i vostri cuori a vivere essa dottrina per la salvezza vostra e del prossimo che attende impaziente il vostro ritorno alla fonte pura dell’Evangelo… Lavorate e pregate per l’unità e non per l’unione! (B. Cornacchiola).

In tema anche la beata Anna Caterina Emmerich, profetizza: "Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione [difatti ora sono tantissimi i cattolici che diventano protestanti o che si lasciano influenzare dalle sette evangeliche, compresi molti sacerdoti]. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre". (1820). Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti" (22 aprile 1823).

Il Venerabile Fulton J. Sheen (1895-1979), scrive: "Il falso profeta avrà una religione senza una croce. Una religione senza futuro. Una religione per distruggere tutte le religioni. Ci sarà una contraffazione della Chiesa. La vera Chiesa di Cristo sarà una e il falso profeta creerà l'altra. La falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale. Sarà una federazione di chiese e religioni formando una sorta di associazione globale, un parlamento mondiale delle chiese. Questa nuova chiesa sarà svuotata di ogni contenuto divino e sarà il corpo mistico dell'Anticristo. Il corpo mistico sulla terra oggi avrà il suo Giuda Iscariota e sarà il falso profeta. Satana lo recluterà tra i nostri vescovi" .

In definitiva: L’"ermeneutica della discontinuità e della rottura", modernista, ha prodotto il MAGISTERO FALSO, una FALSA CHIESA. Il "rinnovamento nella continuità", del MAGISTERO VERO, sostiene la VERA CHIESA con il suo Vero Magistero, fedele agli Insegnamenti del Vangelo e del Magistero, unico, irriformabile, ininterrotto, definitivo, di sempre della stessa Chiesa! L'obiettivo modernista è "Delenda Ecclesia catholica (Romana)!", ovvero, la costruzione di una sola Chiesa di Dio che sarà senza Dio, la Religione Umanitaria sorretta dal Falso Profeta (Ap 13), ideologo dell'Anticristo! I Prescelti da Dio per difendere la sana dottrina cattolica, stanno consegnando progressivamente il Cattolicesimo al Protestantesimo passando dalla Resistenza, alla Desistenza e alla Resa! L'impegno di accelerare il processo dell'unità dei cristiani, sta avvenendo attraverso il falso unionismo, un ecumenismo di "stampo Massonico" (Piero Vassallo), facendo correre il rischio dell'irenismo/falso ecumenismo (UR 11) che svende l'identità confessionale della dottrina cattolica. Infatti, finora, i non cattolici non hanno mai arretrato dalle loro posizioni dottrinali. Siamo noi, che purtroppo, con l’arrendevolezza/cedimento dottrinale, stiamo subendo una deleteria protestantizzazione che sta producendo pericolose derive di vario genere, comprese quelle ecologiste. Ha scritto il Cardinale Biffi : l’Anticristo … mette le vesti di un pacifista elegante e corretto, ambientalista e animalista. .. I valori della solidarietà, della pace e dell’ecologia, se vengono sradicati o contrapposti all’annuncio del fatto salvifico, diventano istigazione all’idolatria. I modernisti/eretici/anticristi sostengono che è necessario uscire dalla "cattolicità" del cattolicesimo perché ritenuta non universale.

Infine, tra i Segni della fine, secondo il venerabile don Stefano Gobbi, è l’orribile sacrilegio, compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè dall’Anticristo. Entrerà nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono, facendosi adorare lui stesso come Dio. Figli prediletti, per capire in cosa consiste questo orribile sacrilegio, leggete quanto viene predetto dal profeta Daniele. La Santa Messa è il sacrificio quotidiano. Il sacrificio della Messa rinnova quello compiuto da Gesù sul Calvario. Accogliendo la dottrina protestante, si dirà che la Messa non è un sacrificio, ma solo la sacra cena, cioè il ricordo di ciò che Gesù fece nell’ultima cena. E così verrà soppressa la celebrazione della santa Messa. In questa abolizione della Messa consiste l’orribile sacrilegio compiuto dall’anticristo, la cui durata sarà circa tre anni e mezzo, cioè 1290 giorni.

Questa Profezia è sorretta dal seguente riferimento biblico:

Nel contesto della Grande Tribolazione finale, inferta ai Cristiani dall'Anticristo, irripetibile (CCC nn. 675-677/Editio major; n. 2642/Editio minor), ci sarà l' Abolizione del sacrificio della S. Messa da parte dello stesso Anticristo: a) limitandola sia nel suo esercizio cultuale, mediante la persecuzione Dn 9,27: Sant’Ippolito, San Girolamo, Teodoreto, Malvenda, ed altri; Concilio di Trento, Sessioni del 6.8.1547 e del 10.12.1551: l’Anticristo proibirà la celebrazione pubblica del sacrificio cristiano; b) sia rendendola inefficace imponendo la dottrina protestante che ritiene solo simbolica la presenza eucaristica del Cristo. 

Il Magistero Parallelo/Oppositivo a quello VERO, Maestro di Ambiguità e di reticenza di linguaggio, emetterà sempre più, con raffinata tecnica dissimulatrice, Documenti Ufficiali, by-passando, abilmente e surrettiziamente, gli esistenti e/o residui ostacoli strutturali e dottrinali che sono ancora difese invalicabili contro l’attacco dissolvente dell'identità dottrinale cattolica, impedienti la realizzazione del piano Modernista e satanico, in contrasto con l’insegnamento di Gesù che esige il parlare chiaro e veritiero (Mt 5,37). Infatti, i Modernisti adottando un linguaggio intenzionalmente ambiguo, consente loro di evitare di esprimere chiaramente ed esplicitamente un pronunciamento comunque dottrinale, anche se mascherato col falso pretesto dell’aggiornamento pastorale o pastoralismo; contraddicendo apertamente il Magistero di sempre della Chiesa, verrebbero esposti alla scomunica latae sententiae (Can. 1364, § 1) per apostasia, eresia, scisma!

NE CONSEGUE CHE:

a) Il Falso Magistero della Chiesa, per obbligare i fedeli cattolici all’osservanza dei loro Documenti (encicliche, esortazioni varie, ecc.) dovrebbe, come normalmente avviene per la legislazione civile, dichiarare espressamente l’annullamento e la sostituzione dei precedenti Documenti vigenti della Chiesa Tradizionale, abrogando il contrastante, per rimpiazzarli con nuove norme che sarebbero palesemente inconciliabili con la difesa della purezza della dottrina cattolica (UR 11). Anche eventuali proposte di modifiche, ovviamente, dovrebbero sempre costituire sviluppo e continuità con la Tradizione cattolica ma mai frattura e/o contrapposizione. Fare tutto questo per loro è impossibile, sapendo bene di incorrere, come detto, nel reale rischio della scomunica latae sententiae (Can. 1364, § 1).

b) Qualsiasi imposizione adottata per esigere l’ubbidienza al cosiddetto nuovo e rivoluzionario corso progressista dei Modernisti, necessariamente NON OBBLIGA AFFATTO I FEDELI CATTOLICI che, invece, dovranno sentirsi in coscienza, moralmente vincolati all’obbedienza del Vero Magistero di sempre della Chiesa, definitivo, irriformabile, unico, le cui norme vigenti restano sempre e comunque valide in assenza di esplicite contro norme abrogative. Il ricorrere a imposizioni eretiche, come certamente avviene e avverrà con violenza progressiva, causeranno persecuzioni contro i Veri Cristiani Cattolici, Prescelti da Dio, che li dovranno smascherare pubblicamente come Anticristi, in particolare, nello scontro finale del combattimento escatologico che è già in atto. In definitiva, Papa Francesco si trova tra l’incudine e il martello: se risponde confermando la dottrina del Vero Magistero della Chiesa, si espone alla reazione dei Modernisti che potrebbero disconoscerlo come porta bandiera del rinnovamento eretico e considerarlo come "Traditore". Se confermasse il rinnovamento dottrinale contrario a quello della Tradizione, si esporrebbe a rischio di defenestrazione.

c. A seguito delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, avvenute in data 11 febbraio 2013, festa della Madonna di Lourdes, è stato eletto il nuovo Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il 13 marzo 2013. Pertanto sono presenti in Vaticano il Vescovo emerito (Papa emerito Benedetto XVI) e il nuovo Vescovo della Diocesi di Roma, Papa Francesco. Non possono esserci due Papi: uno solo è il Vicario di Cristo! La vocazione di Pietro è inequivocabilmente personale e al singolare: Tu sei Pietro … (Mt 16,18-19; S. Agostino ed altri). Ogni altra soluzione, comunque umanamente proposta, non può mai contraddire la Parola di Dio. Pertanto la compresenza dei Due Papi è un ASSURDO TEOLOGICO!

Il Romano Pontefice in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa (CDC, Parte II, Il Romano Pontefice art. 1) – che può sempre esercitare liberamente (LG 22). Ne consegue l’asserto secondo cui per il Sommo Pontefice nell’esercizio del suo specifico potere petrinologico, non potrà mai esserci delega, divisione, confusione, separazione, cambiamento. Il problema è eminentemente teologico, anzi cristologico e anticristologico: tertium non datur!  La spiegazione riguarda la 2Ts 2,6-7, ovvero l’eliminazione progressiva degli ostacoli (ò katèkon - tò katèkon) impedienti la manifestazione dell’Anticristo, fino a concludersi, con fase risolutiva, nell’eliminazione fisica dell’Ultimo Papa (Pietro II o Romano) e l’irrompere della Grande Tribolazione, citata (Mt 24,21; Ap 13,5).

Tra l’altro:

Possiamo già costatare l’accelerazione dei tempi della fine dei tempi e delle fini

(Riduzione dell’azione progressiva impediente la manifestazione dell’Anticristo):

a) Dimissione di Papa Benedetto XVI. 

b) Introduzione di Papa Francesco. 

c) Cessazione delle Apparizioni pubbliche di Medjugorje (2 Maggio 1982), Apparizioni in cui

credo fermamente:

Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l'ultima volta. 
In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni.

Con la cessazione delle sue Apparizioni la Madonna smette, pubblicamente, di sostenere la funzione propria della Chiesa, consistente, in particolare, nel ravvivare la fede e la speranza nel Trionfo di Cristo e del suo Cuore Immacolato-Madre della Chiesa. Questi eventi avverranno presumibilmente nel contesto della Parusia del Risorto.

Supplet Maria, Mater Ecclesiae!